La bizzarria di Rocky Horror conquista l’Arcimboldi di Milano

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Dopo due anni di assenza, torna sulla scena milanese il musical forse più bizzarro del genere, Rocky Horror al Teatro degli Arcimboldi fino al 5 novembre.
La trama è quella consueta. In una notte buia e tempestosa, Brad e Janet, freschi di fidanzamento, forano una gomma e cercano riparo dentro un vecchio castello. Qui si trovano contorniati da singolari personaggi, tra cui, il gobbo tuttofare Rif Raf, la sorella cameriera Magenta, lo scienziato pazzo, transessuale e bisessuale Frank-N-Furter e la sua groupie Columbia. I due fidanzatini verranno coinvolti in surreali esperimenti ed iniziati a singolari pratiche sessuali fino a che, in modo cruento, l’ordine naturale delle cose non verrà ristabilito e Rif Raf con la sorella faranno ritorno a Transexual Transylvania, il loro pianeta di origine, lasciando Brad e Janet alquanto sconvolti dalle avventure sessuali notturne e “strisciando sulla superficie del pianeta, insetti detti “razza umana”, persi nel tempo, nello spazio e nel significato”.
Il Rocky Horror, fin dal suo debutto nel West End londinese nel lontano 1973, è un’istituzione nel panorama teatrale per la sua unicità sotto numerosi aspetti, oltre che per la singolarità di trame e temi trattati, per la sua caratteristica di essere uno spettacolo che presuppone un’interazione del pubblico con gli attori sul palco e tra gli spettatori stessi. Purtroppo in questa versione, tale carattere interattivo non è stato rispettato, se non da chi conosceva già il Rocky, ma non ha pressoché coinvolto il resto della platea; peccato perché si è perso un po’ il carattere fuori dagli schemi dei questo show.
Regia, scenografie, effetti scenici e costumi degni dell’esibizione, musica live ben orchestrata e cast all’altezza del ruolo recitato. Anche se la caratterizzazione di Frank è apparsa, in questa prima serata, piuttosto sotto tono. Pubblico calorosissimo verso Claudio Bisio, nella veste del narratore, unico personaggio a recitare in italiano in uno spettacolo interamente in lingua originale.
In conclusione, consiglio calorosamente a tutti di approfittare dell’occasione di passare una serata vivace, con l’apertura mentale di seguirlo attivamente al fine di goderne appieno l’irriverenza.
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Viaggiatore iperattivo, tenta di sempre di confondersi con la popolazione indigena. Amante della lettura, legge un pò di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare ai sofferenti pene d'amore, inglesi. Tra gli scrittori moderni fra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa. Melomane vecchio stampo: è chiamato il fondamentalista del Loggione. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L'opera preferita tuttavia è la Tosca, la quale si narra, ma non vi sono prove certe, lo abbia commosso fino alle lacrime.

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