Medio Oriente: ancora tensione

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Medio Oriente: 6 morti tra i membri del regime siriano a causa di un’operazione dell’aviazione israeliana di sabato 10 febbraio. Obiettivo: centrare la postazione in Siria da dove era partito il drone iraniano che ha violato lo spazio aereo dello Stato ebraico. Ed è di nuovo tensione.

Medio Oriente, tensione e attacchi 10 febbraio 2018

Il relitto di un jet in fiamme vicino a Harduf, nel nord di Israele, sabato 10 febbraio 2018 credits: AP

Non c’è pace in Medio Oriente. E questa purtroppo non è una novità. Ma potrebbe essere stata accesa una nuova miccia, pronta ad esplodere. Ieri almeno “sei membri del regime siriano e dei suoi alleati” sarebbero rimasti uccisi in un’operazione dell’aviazione israeliana. Operazione partita con lo scopo, centrato, di colpire la postazione in Siria da dove era partito il drone iraniano che ha violato lo spazio aereo dello Stato ebraico.

La fonte della notizia è l‘Ondus, Osservatorio siriano per i diritti umani, ed è stata riportata dai media israeliani, che parlano genericamente di morti “siriani e di nazionalità non siriana”.

Durante l’operazione, secondo la tv di Damasco, la contraerea siriana avrebbe abbattuto un jet israeliano. Il veicolo tornava alla base dopo avere colpito una postazione iraniana in Siria dalla quale era stato lanciato il drone colpevole di aver violato lo spazio aereo ebraico.

Medio Oriente: le reazioni nazionali ed internazionali

Le news dal Medio Oriente ci raccontano dunque di nuove tensioni tra Iran, Siria e Israele. Inevitabile pensare che queste tensioni possano montare fino ad esplodere in qualcosa di ancora più grave. E che facciano preoccupare le potenze alleate dell’una o dell’altra parte.

Come Mosca, che invita “tutte le parti coinvolte alla moderazione”. Per “evitare qualunque azione che possa aggravare la situazione”.  Questo il commento del ministero degli Esteri russo sulle ultime ore in Medio Oriente. Che aggiunge, in una nota pubblicata sul proprio sito:

“Consideriamo assolutamente necessario rispettare la sovranità e l’integrità territoriale della Siria e degli altri paesi della regione”

Ed ecco invece la reazione del portavoce militare israeliano Col. Jonathan Conricus. In una conferenza stampa con giornalisti stranieri, Conricus ha detto che “Siria e Iran stanno giocando col fuoco”. Il portavoce ha anche precisato che le operazioni israeliane di sabto avevano un “carattere difensivo”. E, diciamolo, ha fornito la sua versione dei fatti. Tutta da verificare. Sentiamola.

Tensioni in Medio Oriente: la versione israeliana

Secondo il maggiore Jonathan Conricus, le cose sarebbero andate così. Alle ore 4.30 locali (le 3.30 in Italia) un drone iraniano “in missione militare” viene intercettato e abbattuto presso la città israeliana di Bet Shean, a sud del Lago di Tiberiade. Un’ora dopo, l’aviazione israeliana colpisce la base iraniana da cui era stato lanciato il drone. Siamo a Palmira, in Siria e l’antiaerea locale attiva un fuoco massiccio contro gli otto velivoli israeliani. Uno di questi F16 israeliani, al ritorno dall’incursione, si schianta in una zona disabitata nel Nord di Israele. Vivi i piloti (a uno è ferito in modo grave), lanciatisi dall’abitacolo prima dello schianto, provocato probabilmente dal “fuoco da terra, ma stiamo ancora verificando”.

Medio Oriente Jonathan Conricus, portavoce militare israeliano

Jonathan Conricus, portavoce militare israeliano credits: thetower.org

Questa la versione fornita dal maggiore Conricus, portavoce israeliano. Ma vediamo cosa ha invece riferito la controparte.

Tensioni in Medio Oriente: la versione siriana e iraniana

La versione data da Israele, lo abbiamo detto, è tutta da verificare, così come quella fornita da Iran e Siria. Cosa sostengono? Il comando militare congiunto iraniano-Hezbollah-siriano, sostanzialmente, ha negato la violazione dello spazio aereo israeliano. Il drone iraniano intercettato dell’aviazione militare israeliana non ha sconfinato e dinque le accuse sono “menzogne.

Ed ecco la ricostruzione dei fatti secondo la “Stanza operativa degli alleati” della Siria. Secondo il comunicato, riportato dal profilo Twitter di “Media di guerra” (piattaforma mediatica delle operazioni congiunte tra Iran, Hezbollah e il governo siriano), l’aereo senza pilota “era partito dalla base aerea di Tayfur (nei pressi di Homs, nella Siria centrale). Il velivolo era diretto verso est alla ricerca di “cellule dell’Isis” e non sarebbe mai entrato “nello spazio aereo della Palestina occupata”.

Secondo Bahram Ghassemi, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, il governo e l’esercito siriani hanno il diritto di difendere l’integrità territoriale del Paese e di rispondere a qualsiasi aggressione straniera. Secondo Grasshemi l’annuncio di Israele di aver abbattuto un drone iraniano è ridicolo. E ha aggiunto che “Israele non può continuare ad accusare gli altri per continuare le sue aggressioni e i suoi crimini”

Federica Macchia

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