Test SBK, Moto 3 e Moto 2: il punto della situazione

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Tempo di test non solo in MotoGP: anche le altre categorie si stanno concentrando per riuscire ad affrontare al meglio la stagione entrante. E ci saranno tante novità da tenere in considerazione. Andiamo ad analizzare ogni situazione e vedere i primi risultati in pista, partendo dalla SBK.

SBK: i test di Jerez e Portimao e nuove “regole”

Partiamo dalla categoria che probabilmente sta affrontando il momento più difficile e complicato della sua storia: la SBK. Il nuovo regolamento emanato da Dorna non solo ha fatto storcere il naso agli addetti ai lavori, ma ha buttato ancora più fumo negli occhi agli appassionati.

Proviamo a comprendere meglio: ogni costruttore ha una soglia di massima del limitatore che verrà modificata durante la stagione in base ai risultati raggiunti. Alcuni team, come Kawasaki e Ducati, hanno già mosso diverse lamentele a riguardo.

Altra novità riguarda le parti in concessione, ovvero una lista di otto componenti che i team ufficiali dovranno rendere disponibili anche ai privati nel tentativo di riuscire a diminuire il gap tra i due. Stesso discorso per la ciclistica.

Infine, per quanto riguarda lo sviluppo della moto a stagione in corso: sarà possibile farlo ma solo se i team/piloti avranno ottenuto sufficienti Concession Point (IN GARE ASCIUTTE!) da poter spendere per introdurre aggiornamenti. Non andare sul podio invece darà il diritto al singolo Costruttore di elaborare tutte le moto in pista.

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Rea domina anche i test invernali: non c’è dubbio che sia nuovamente lui l’uomo da battere anche nel 2018.

Insomma, dopo la griglia invertita di gara 2 sulla base dell’arrivo di gara 1, lo spezzatino su due giorni, la SBK in mano a Dorna continua una fase di finto restauro, dove si continuano a vedere spalti meno affollati e appassionati sempre più lontani.

Torniamo ai risultati dei test. Chi ha dominato è sempre lui: Rea. Il cannibale ha saputo confermarsi al top 3 giorni su 4, riuscendo immediatamente a trovare il giusto feeling con la sua Kawasaki strozzata dai nuovi regolamenti. Anche il suo compagno di team Sykes ha saputo ben impressionare, rimanendo sempre nell’orbita delle prime posizioni e strappando tempi molto interessanti.

Grande entusiasmo invece in casa Yamaha, dove finalmente la YZF-R1 ha dato prova della sua competitività tra le mani di Lowes, Van der Mark e Canepa (tester aggiunto). Che sia l’anno buono per riuscire a portare qualche risultato in più?

Stratosferico anche Leon Camier, che sulla “nuova” CBR ha saputo riportare Honda nelle posizioni che contano, infliggendo distacchi decisamente profondi al suo compagno di squadra Gagne, che, va ricordato, non ha la stessa esperienza del britannico.

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Dopo le strepitose annate in MV Agusta, Camier cambia team e continua ad andare forte anche con Honda.

Sorprendente anche la grande velocità di adattamento di Razgatlioglu alla nuova categoria: il pilota turco, continuando a progredire, sembra poter diventare veramente la sorpresa della stagione entrante. Leggermente deludenti le Aprilia, che con Laverty e Salvadori faticano a trovare un giusto equilibrio per entrare costantemente nei piani alti.

L’ultimo anno di bicilindrico Ducati è iniziato con prove altalenanti: i piloti e il team comunque si dicono fiduciosi sul campionato che verrà anche se la moto è al suo ultimo anno di vita. Davies e Melandri sembrano molto agguerriti e decisi a contrastare il dominio verdone. Da segnalare anche la presenza di Rinaldi, fresco campione Stock 1000 con il Ducati Aruba Jr.

Ma c’è ancora una sorpresa: la nuovissima Ducati V4 ha fatto il suo esordio in pista in via ufficiosa. Affidata a Lorenzo Zanetti, la nuova nata sembra essere veramente un gran mezzo. Questo il commento del pilota: “La moto che ho provato nei test Superbike è molto differente da quella di serie perché è equipaggiata da un motore da 1000cc, la specifica del prossimo anno, e le componenti sono Superbike.”

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Lorenzo Zanetti in sella al nuovo V4 Ducati, che l’anno prossimo parteciperà al campionato SBK.

“La moto è veloce e abbastanza a posto. Dopo i primi giorni non eravamo troppo distanti dai piloti ufficiali, così come dalle Kawasaki e dalle Yamaha. I loro piloti sono i più veloci e le loro moto hanno almeno 2 anni di sviluppo alle spalle. Credo proprio che i nostri risultati non fossero affatto male”

L’appuntamento con la SBK è tra due settimane a Phillip Island.

Moto 3

Le tre giorni di test in fin dei conti è stata ridotta a 2 per via della pioggia che ha segnato il day 1, dove solamente 3 piloti (Suzuki, Oettl e Di Giannantonio) hanno scelto di girare sull’asfalto bagnato di Valencia. I giorni successivi hanno visto dominare prima Rodrigo e poi Martin, davanti ad un folto numero di piloti italiani che si sono dimostrati essere veloci, prenotandosi un posto da protagonisti per questa stagione.

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Bastianini in azione durante i test di Valencia.

Bastianini, Bezzecchi, Antonelli, Dalla Porta, Di Giannantonio e Arbolino sono alcuni dei nostri piloti che battaglieranno per il titolo della entry class nel motomondiale.

Moto 2

Come per la Moto 3, anche qua durante il primo giorno la pioggia ha giocato un ruolo fondamentale, dove solo Aegerter è sceso in pista. Il day 2 ha visto registrare il miglior tempo a Baldassarri, seguito da Oliveira, Pasini e Corsi. Barbera (ex MotoGP) ottavo, Binder e Vinales hanno chiuso la top ten. Fenati un po’ in affanno con l’apprendistato alla nuova categoria segna il 12° tempo.

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Pasini si gode l’epilogo dei test con un bellissimo wheelie.

Il terzo giorno Pasini si esalta e chiude davanti a tutti. Alle sue spalle altri due italiani (Baldassarri e Corsi), Oliveira e Vinales. Buon progresso di Fenati che riduce il gap e finisce in nona posizione, vicino a Barbera.
Anche nella middle class quindi sembrano esserci tutti i presupposti per vedere uno spettacolo avvincente in questa stagione, che sarà l’ultima con i motori Honda, perché dal 2019 il fornitore sarà Triumph.

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