Crolla aereo di linea in Russia: nessuna ipotesi è esclusa

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Incidente aereo nei cieli della Russia, a pochi chilometri da Mosca. Un velivolo di linea è precipitato poco dopo il decollo non lasciando scampo alle 71 persone a bordo.  

Erano le 14:21 locali quando, nei pressi dell’aeroporto Domodedovo di Mosca, in Russia, pochi minuti dopo essere decollato un aereo di linea è precipitato.
Il velivolo, un Antonov AN-148 con 71 persone a bordo, tutti russi eccetto qualche straniero, era diretto a Orsk negli Urali. Dei 65 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio nessuno si è salvato.

Nulla si sa ancora sui motivi dello schianto visto che, come pare sia stato confermato, dal velivolo non era stato lanciato nessun segnale di emergenza. La portavoce del Comitato Investigativo russo Svetlana Petrenko, appositamente costituito, ha infatti smentito l’iniziale notizia di una chiamata di emergenza: “È stato stabilito che nessuna segnalazione di malfunzionamenti tecnici è stata lanciata dall’equipaggio dell’aereo“.

Testimoni affermano tuttavia di aver visto l’aereo prendere fuoco quando era ancora in volo, riferendo di fiamme sotto un’ala. I fatti riportati sono però al vaglio della commissione investigativa.

Ritrovata la scatola nera: l’ipotesi del guasto tecnico avrebbe dei precedenti

E’ stata, intanto, ritrovata una delle scatole nere in mezzo ai resti dell’aereo e di quelli che erano corpi umani, per il cui riconoscimento dovrà procedersi all’esame del DNA.

Solo dall’analisi dei dati registrati nella scatola nera sarà forse possibile ricostruire i fatti. Diverse sono attualmente le ipotesi in campo: errore umano, guasto tecnico, condizioni meteo avverse (c’era una leggera nevicata ma vento non forte), scontro con un elicottero (ipotesi attualmente smentita), attacco terroristico (smentita anche questa).

Il velivolo, che aveva pochi anni di vita ma sembra con diversi guasti alle spalle, era attualmente in uso alla compagnia aerea Saratov che lo aveva preso in leasing nel 2015 dopo essere stato fermo in un hangar. Solo a Febbraio dell’anno scorso aveva però ricominciato a volare.

Al comando l’esperto pilota Valeri Gubanov, con 5.000 ore di volo a suo carico, il quale sembra che, prima dello schianto, abbia condotto strane manovre, prima scendendo bruscamente di quota per poi risalire. Dalla cabina di pilotaggio nessuna richiesta di atterraggio di emergenza, come si era invece detto in un primo momento.

Vista la gravità dell’incidente, che fa seguito alla caduta di un  Tu-154 militare poco più di un anno fa, il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto un’inchiesta accurata ad un Comitato Investigativo appositamente costituito. 
Il presidente russo era in partenza per incontrare il presidente palestinese, Abu Mazen, ma a seguito dell’incidente aereo ha rinviato l’appuntamento per coordinare al meglio la gestione dell’accaduto, esprimendo profondo dolore e condoglianze ai familiari delle vittime.

Di Lorenzo Maria Lucarelli

 

 

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