#ThrowbackAnime! 20 anni di Cowboy Bebop: see you space cowboy.

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Oggi siamo qui riuniti, nel consueto appuntamento con #ThrowbackAnime, per celebrare l’anniversario dei 20 anni dalla messa in onda di una delle pietre miliari dell’animazione giapponese: Cowboy Bebop.

Era il 3 aprile 1998 (sì, siamo 10 giorni in ritardo, perdonatemi, ma la rubrica era prevista per oggi) quando questo anime faceva la sua prima apparizione sugli schermi giapponesi, lasciando per sempre un’impronta indelebile nella storia del genere.

Western, fantascienza, noir e comicità, tutto amalgamato da una forte impronta europea e sporcato di qualche richiamo cyberpunk si riunivano per la prima volta in un’opera che avrebbe creato, anche a detta dello stesso autore, “un nuovo genere a sé stante”.

(foto dal web)

Con l’aggiunta di un protagonista unico e carismatico, contornato da una squadra disfunzionale ed esilarante, sorretta da storie personali travagliate ed intrise di sentimenti devastanti, si è poi creata la magia.

Dubito che qualcuno non abbia mai sentito parlare di Cowboy Bebop, ma per chiunque fosse rimasto indietro, questo anime uscì appunto nel 1998, prodotto dalla Sunrise e diretto da Shinichiro Watanabe. In Italia arrivò invece l’anno seguente, grazie a quel gioiello dimenticato che era l’Anime Night di MTV, aprendo anche qui la strada ad una nuova generazione di anime, non più mirati solo ad un pubblico giovane, ma con temi e storie in grado di rapire l’attenzione anche degli adulti.

(foto dal web)

Cowboy Bebop è infatti ambientato in un futuro lontano, dove a causa di un disastro, l’umanità è stata costretta a lasciare il pianeta terra e colonizzare asteroidi e corpi celesti vicini. In un mondo che si può definire come un Far West futuristico, dove regna anarchia e corruzione, controllata da grandi cartelli del crimine organizzato, fiorisce incontrastato il sistema delle taglie sui fuorilegge.

Spike Spiegel, il protagonista, è infatti un cacciatore di taglie, ed insieme al suo socio Jet Black viaggia per la galassia a bordo di un’astronave, il Bebop, inseguendo criminali di ogni genere, spesso senza grandi risultati. A loro si uniranno poi Faye Valentine, sensuale truffatrice, e la giovane e geniale hacker Ed.

(foto dal web)

Lungo il loro cammino, fatto solo di 13 puntate, tutti si ritroveranno a fare i conti con il passato, regalandoci storie mozzafiato, dense di una gamma infinita di emozioni lancinanti, ed impreziosite da una filosofia profonda e dal sapore malinconico.

Cercare un unico punto di forza in Cowboy Bebop è un’impresa impossibile.

E’ stato acclamato in tutto il mondo come uno degli anime migliori di tutti i tempi, e le ragioni si possono trovare in ogni singolo aspetto di questo grande capolavoro.

I personaggi, grazie alle loro straordinarie storie, risultano caratterizzati con grande spessore, e questo li rende indimenticabili. Tutti in fuga dal proprio passato e tutti guidati da una morale ambigua, ritrovano un senso di appartenenza solo a bordo del Bebop, nonostante quasi tutti fatichino ad ammetterlo.

(foto dal web)

Chi per un motivo, chi per un altro, i membri dell’equipaggio vivono in un costante senso di malinconica solitudine, passano attraverso conflitti interiori devastanti che, trattati in maniera impeccabile nel corso della storia, conferiscono all’anime un taglio particolarmente intenso e maturo.

Proprio a causa di questa costante ombra di rassegnata disillusione che li accomuna, si ritroveranno poi a formare una nuova stravagante famiglia tra le pareti del Bebop.

(foto dal web)

L’ambientazione è forse però la cosa più affascinante di Cowboy Bebop. Quest’atmosfera di fantascientifico western, dove si incontrano richiami evidenti alla cultura cinematografica europea e ai vecchi film di kung fu, e si alternano sapientemente commedia, thriller, azione e momenti drammatici, crea un equilibrio inimitabile.

Il tocco retrò che si ritrova in tutto l’anime, poi gli conferisce un gusto unico.

A completare questo quadro già così eccezionale, c’è una delle colonne sonore più incredibili di tutta la storia dell’animazione giapponese.

(foto dal web)

Le musiche di Cowboy Bebop, composte da Yoko Kanno, in cui sono evidenti i toni jazz/blues e vagamente country, sono forse la componente fondamentale del clima incomparabile che pervade l’anime. Perfetta sia nei momenti di azione più concitata, che nei momenti intrisi di emozione e drammaticità, le note blues di questa colonna sonora, che si fonde in maniera impeccabile con l’ambiente e la storia, elevano l’intera opera ad un livello difficilmente raggiungibile.

Non a caso la sigla iniziale, totalmente strumentale, è diventata una delle intro più conosciute e apprezzate della storia degli anime.

(foto dal web)

Insomma, temi maturi e morale ambigua, tanto che decisero di non pubblicare tutti e 26 gli episodi prodotti, ambientazione inimitabile, personaggi profondi e colonna sonora senza eguali hanno portato Cowboy Bebop ad essere riconosciuto come un capolavoro in ogni parte del mondo.

A 20 anni dalla sua prima uscita, pochi sono ancora in grado di minacciare il suo posto nell’olimpo dei più grandi capolavori d’animazione, sia giapponese che internazionale.

Proprio perché la fiamma del suo successo non si è mai estinta, ora è in produzione una serie tv live action negli studios di Hollywood.

(foto dal web)

Ovviamente, quando Hollywood si avvicina all’animazione giapponese, tutti gli appassionati avvertono un brivido di terrore lungo la schiena, ma proprio grazie alla sua impronta fortemente occidentale, Cowboy Bebop potrebbe effettivamente prestarsi bene per una produzione del genere.

(foto dal web)

Con un po’ di timore, anche questa volta è arrivato il momento dei saluti.

Se ancora non avete visto Cowboy Bebop, direi che è decisamente arrivato il momento, e noi invece torneremo fra due settimane, pronti per ridere un po’ con il nonsense di Excel Saga.

 

 

 

Antea Ruggero

 

 

 

 

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