L’Onu non condanna l’attacco Usa alla Russia

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Siria: niente condanna dell’Onu per l’attacco Usa al presunto arsenale di Assad. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha bocciato una bozza di risoluzione proposta dalla Russia. Per il documento solo i 3 voti a favore di Russia, Cina e Bolivia.

Siria proteste dopo attacco Usa

Proteste a Damasco dopo l’attacco Usa in Siria credits: Ansa

Per l’attacco in Siria da parte di Stati Uniti, Regno Unito e Francia non ci sarà condanna dell’Onu. Almeno per il momento. Passa così la bozza della risoluzione che “condannava l’aggressione contro la Siria da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati, in violazione delle leggi internazionali e della Carta delle Nazioni Unite”. Mentre a Damasco si protesta in strada al grido di “Siamo i tuoi uomini, Bashar (Assad, ndr)”.
Il testo ha ottenuto solo 3 voti a favore da parte di Russia, Cina e Bolivia. Poi 8 voti contrari e 4 astenuti. Per gli autori del raid contro i (presunti) arsenali di Assad non è stato necessario nemmeno ricorrere al loro diritto di veto in seno al Consiglio dell’Onu.

Condanna o non condanna, resta un atto di forza in Siria che ha il sapore della guerra. E rispetto al quale la reazione più umana, più giusta sembra essere quella di Matteo Salvini, quel “pazzesco, fermatevi!” che avrebbe potuto dire ognuno di noi. Perché, se anche gli Usa si affannano a dire che il messaggio era per Assad, le conseguenze le pagheranno i siriani. Come a Duma. E se anche il messaggio era per Assad, sappiamo che un eventuale escalation della tensione non potrà che coinvolgere la Russia.

Attacco in Siria: le reazioni in Russia

La Russia, come sappiamo, condanna fortemente l’attacco in Siria. Le parole del  presidente Vladimir Putin, non lasciano dubbi: l’attacco occidentale in Siria senza un mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu è una violazione del diritto internazionale. Un attacco che ha portato alla decisione di mettere in stato di combattimento le forze aeree difensive russe.

La Russia, peraltro, sostiene che i missili lanciati nei raid di Usa, Gran Bretagna e Francia sono stati abbattuti. Secondo il generale russo Serghiei Rudskoi, missili sarebbero stati lanciati contro le basi aeree siriane di Dyuwali, Al-Dumayr, Blei e Shayrat. Quest’ultima base fu colpita un anno fa da bombardamenti missilistici Usa in risposta ad un attacco con gas sarin a Khan Sheikhoun.

E, secondo l’agenzia Interfax, alla Russia non sono andate giù le parole di Trump nei confronti di Putin. 

Insultare il presidente della Russia è inaccettabile e inammissibile. Gli Stati Uniti, che posseggono il più grande arsenale di armi chimiche al mondo, non hanno il diritto morale di accusare altri Paesi”  Anatoli Antonov, ambasciatore russo negli Usa

Inoltre, è ancora giallo sul coordinamento dell’attacco militare congiunto di Usa, Francia e Gran Bretagna sulla Siria. Gli Usa non avrebbero avvisato il governo russo in tempo, secondo iIl capo di Stato maggiore delle forze armate americane, Joseph Dunford. Versione che si scontra con quella della ministra della Difesa francese, Florence Parly, che parla di  “russi avvertiti in anticipo”.

Siria: le parole dure dei capi spirituali

L’attacco in Siria non è piaciuto nemmeno alla Cina, “fermamente contraria all’uso della forza nelle relazioni internazionali”. Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunuing, che invita al dialogo. Condanna dell’attacco e invito al dialogo e alla pace. Una linea molto simile a quella dei rappresentanti del mondo spirituale.

A partire dall’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema iraniana, che ha definito in un tweet Trump, Macron e May “criminali” dopo l’attacco congiunto di ieri notte in Siria.

“L’attacco di stamane sulla Siria è un crimine. Dichiaro fermamente che i presidenti degli Stati Uniti, di Francia e Gran Bretagna hanno commesso un grave crimine. Non otterranno alcun beneficio; proprio come non hanno fatto in Iraq, in Siria e in Afghanistan, negli ultimi anni, commettendo gli stessi atti criminali”

Il patriarca di Mosca Kirill, capo della Chiesa ortodossa russa, si è rivolto direttamente a Papa Francesco per “fermare lo spargimento di sangue in Siria”. Attraverso il dialogo con i cristiani che “non possono rimanere indifferenti di fronte a ciò che avviene in Siria. Il nostro è stato un chiaro dialogo di pace. Lo ha reso noto lo stesso patriarca secondo la Tass. E non possiamo che augurarci che abbia ragione.

Federica Macchia

 

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