GP della Cina: le pagelline di Metropolitan Magazine Italia

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Nel paese del Dragone si è svolta la terza prova del mondiale di F1. La pista di Shangai ha offerto una bella gara, che ha visto Daniel Ricciardo conquistare la prima vittoria stagionale. Entriamo nel dettagli con i voti a piloti e team sul loro operato.

Voto 10 a D. Ricciardo: la sua qualifica ha rispecchiato il valore della RB14, ma in gara l’australiano ha saputo sfruttare appieno la strategia intelligente del team, conquistando la prima posizione a suon di sorpassi. La Red Bull dovrà offrirgli un degno rinnovo di contratto, altrimenti, il pilota di Perth, potrebbe cambiare casacca nel 2019. Inarrestabile.

Ricciardo festeggia la prima posizione nel Gran Premio della Cina. Photo Credits: Red Bull content pool.

Voto 9 a V. Bottas: in lotta per la vittoria fino a tre quarti di gara, anche qui ha battuto nettamente il suo team mate sia in qualifica che in gara. Nelle rare occasioni in cui la Mercedes sembra avere qualche problema di set-up e di gestione delle gomme, il finlandese riesce sempre a tirare fuori il massimo dalla macchina. Ottimo l’undercut su Vettel al primo pit stop. Concreto.

Voto 7,5 a K. Räikkönen: autore di un’ottima qualifica, è sfortunato in partenza, quando, chiuso da Vettel, si è visto sfilare da Bottas e, successivamente, da Verstappen. La Ferrari lo tiene fuori per cercare di disturbare il finlandese della Mercedes e la sua gara sembra compromessa. Però il contatto tra Verstappen e Vettel e l’inconsistenza di Hamilton, gli consentono di agguantare il gradino più basso del podio. Lavoratore.

Partenza della gara. Photo Credits: Mercedes-AMG Petronas on Facebook

Voto 7 a S. Vettel: al sabato ottiene la seconda pole position consecutiva. Un risultato che alla Ferrari mancava dal 2012 quando Alonso conquistò le partenze al palo a Silverstone e a Hockenheim. Tutto sembrava presagire una passeggiata domenicale per il tedesco, ma la non perfetta gestione delle strategie dal muretto Ferrari e l’attacco ingiustificato di Verstappen, lo relegano in un 8° posizione difesa all’ultimo dall’assalto di Sainz. Comunque vincente.

Vettel impegnato nel GP della Cina. Photo Credits: Tuttosport

Voto 6,5 a F. Alonso: lotta sempre come un leone anche con una vettura certamente non straordinaria. Il sorpasso su Vettel è condito da un’eccessiva foga, come a cercare di liberarsi da un passato che sembra ancora lasciargli importanti strascichi. Sanguigno.

Voto 5 a L. Hamilton: battuto inesorabilmente da Bottas anche qui, su una pista dove ha avuto sempre un buon feeling. Solo la sua classe avrebbe potuto soprassedere a una monoposto con problemi di surriscaldamento delle gomme e di set up. Ma non qui, non questa volta. A Baku dovrà riscattarsi. Impalpabile.

Voto 4 a C. Leclerc: la punta di diamante del programma della FDA si imbatte in un altro weekend difficile, senz’altro condizionato dalla scarsa competitività della vettura. Battuto ancora una volta da Ericsson, si rende protagonisti di due brutti errori: uno in qualifica, in uscita dall’ultima curva, e uno in gara, dove fa un testacoda nel ‘cavatappi’ della prima curva. Il monegasco ha molte ambizioni ma va lasciato lavorare con tranquillità. Novizio.

Leclerc al rientro in pista dopo il testacoda in curva 2. Photo Credits: F1GrandPrix

Voto 3 a M. Verstappen: ed è proprio 3 il numero dei weekend consecutivi disastrosi del cocco di Marko & Co. Dopo gli errori in Australia e in Bahrain, qui si inventa uno spazio inesistente alla curva 14 per passare Vettel. Tentativo di sorpasso azzardato e inutile visto che in questo modo ha rovinato la sua gara e, in special modo, quella del tedesco. La manovra sanzionata solo con 10 secondi di penalità. Il talento c’è, ma la testa no. Viziato.

Voto 0 alla Toro Rosso: 0, come i punti non conquistati nel weekend cinese. La vettura sembrava lontana parente da quella portata a punti dai piloti una settimana prima in Bahrain e in più, Gasly, ha giocato all’autoscontro con Hartley. Ancora da scoprire il vero potenziale della STR13 dotata del motore Honda. Incognita.

Le Toro Rosso poco dopo il contatto alla curva 14. Photo Credits: Lat Images

Voto boh alla Pirelli: la casa milanese ha portato una gamma di mescole decisamente aggressiva, con uno scarto tra le soft e le ultrasoft. Considerando che l’intera gamma è uno step più morbida dello scorso anno, probabilmente le gomme dalla banda viola erano troppo tenere per il circuito cinese. Con il risultato che i team hanno cercato di lavorare al risparmio con le bianche e le gialle. Strategie quindi troppo scontate e, se non fosse stato per la Safety Car, tutti probabilmente sarebbero andati su una sosta, montando gomme medie. Una scena simile si era vista in Bahrain. Mai in questi ultimi anni i team hanno basato le loro strategie sulle mescole più dure a disposizione. Rimandati a Baku.

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