Haus of Karma, il divertimento è di casa a Largo Venue La seconda puntata del salotto in drag dei Karma B

0

Haus of Karma: oltre due ore di spettacolo e una carovana di artisti pronti a stupire il pubblico. Arriva il salotto drag più chiacchierato della capitale, per un secondo appuntamento che promette sorprese. Parola dei Karma B!

“Quando un uomo etero si veste da donna per spassarsela sessualmente, quello è un travestito. Quando un uomo è una donna intrappolata nel corpo di un uomo e si fa un’operazioncina, quello è un transessuale. […] Quando un gay, invece, è fornito di fin troppo senso dello stile per un solo sesso, quello è una drag queen.”
A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar

Applausi al termine della prima puntata di Haus of Karma

Karma B tra il pubblico

E’ una citazione a fornirci l’ingresso nel magico mondo di Haus of Karma e se cercate bene sulla pagina ufficiale, la definizione immediata che appare non è quella di evento, serata o club, ma “mostra”. La parola mostra accompagna il nome della nuova avventura dei Karma B, il duo in drag più famoso d’Italia (e anche di più), che da oltre vent’anni si destreggia sotto riflettori di ogni tipo, passando con agilità dal clubbing al teatro, dai passaggi cinematografici a quelli televisivi, da concerti da camera a set fotografici. Un variopinto mondo artistico che brilla nel segno di un unico grande sentimento: l’amore per lo spettacolo. Da tutto questo e dal grande fermento che i Karma B sono in grado da tempo di coltivare, nasce Haus of Karma, un luogo in cui l’esibizione del talento en travesti intrattiene il pubblico per oltre due ore, regalando agli avventori un assaggio di quella follia a colori, di cui non si può proprio fare a meno, soprattutto in un periodo storico come quello che il nostro paese sta attraversando.

Per questo e per altri ben più piacevoli motivi, come trascorrere due ore di sano divertimento con buona dose di sarcasmo drag, i Karma B tornano a Largo Venue il prossimo giovedì 6 dicembre, con una serata dedicata a tutte le immacolate. Sketch comici e scherzi irriverenti, personaggi surreali e performer addobbate a festa, sono pronti ad accogliere il pubblico per la seconda puntata di Haus of Karma, che vedrà sul palco: direttamente da Manchester, miss Liquorice Black, seguita dal’attrice Clea Scala e poi la stand-up in drag di Cristina Prenestina, l’irriverenza di Era Spléndor e gli sketch comici di Iwanda Sbelletti.

Cristina Prenestina con i Karma B

La Diamond ospite di Haus of Karma

E chissà quale sorpresa ha in serbo La Diamond, che nella prima serata ha strappato applausi con una performance dal grande significato e dal notevole impatto scenico. New entry saranno Carla Monteforte e i ragazzi di Idola. A dirigere l’orchestra ci saranno, ovviamente, i maestri di cerimonia Karma B, pronti ad illuminare il loro nuovo salotto drag, la trovata perfetta tra il teatro e il clubbing, in cui non mancherà la musica pop selezionata da Paconazim e dalle ragazze di Largo Preneste al termine dello spettacolo.

Iwanda Sbelletti ospite di Haus of Karma

Cela Scala ospite di Haus of Karma

 

 

 

 

 

LA STORIA DELLE HOUSE VIENE DA LONTANO.

Era Splèndor e i Karma B

Erano gli anni sessanta e a New York, nel quartiere Harlem, lo scontro razziale sta raggiungendo sempre più il suo apice. Cominciano a vedersi le prime avvisaglie di quella grande crisi che sfocerà al termine del decennio, quando esser neri, omosessuali, drag o trasngender, equivaleva a toccar con mano la reale sofferenza. E’ proprio in quegli anni così grigi che fioriscono le Ball, posti clandestini in cui rifugiarsi ed esprimere se stessi e dove le regine nere si esibiscono d’innanzi al pubblico dalla pelle bianca. Non passa molto che la nascita delle Black Ball è dietro l’angolo. Il movimento omosessuale muove veloce i suoi passi e si unisce a doppio filo con quello contrario alla discriminazione razziale. La folla guarda ben presto a Stonewall e a quei moti che resteranno per sempre il simbolo della comunità arcobaleno nel mondo. Per ognuno di questi posti clandestini c’era anche un’house, delle più semplici case dove, sotto l’ala protettrice di una Mother, i ragazzi che spesso vivevano in strada perché ripudiati per la loro omosessualità, avevano modo di ricostruirsi una famiglia, incoraggiati dalla loro nuova madre che spingeva i propri bambini tra le braccia della libertà d’espressione.

 

 

Share.

About Author

Lascia un commento