F1, Ferrari: analisi del ‘dramma’ spagnolo

0

La domenica spagnola si è tinta d’argento, con la conquista della prima doppietta stagionale della Mercedes. Lewis Hamilton sembra di colpo aver acquisito un feeling incredibile con la sua W09 EQPower+. Ma a mancare è stata proprio la Ferrari, che ha chiuso il fine settimana con Vettel in quarta posizione e con Räikkönen costretto a chiudere anzitempo la gara per un problema alla PU.

Argomento clou del weekend catalano è stato quello della decisione da parte della Pirelli di portare gomme dal battistrada abbassato di 0,4 mm. Questo per far fronte alle caratteristiche del tracciato, che presentava anche un nuovo asfalto, e che creava ai team, in particolare alla Mercedes, gravi problemi di blistering. C’è chi ha visto in questa mossa un aiuto del fornitore italiano alla casa di Stoccarda. Al contrario, però, bisogna ammettere che i team sapevano di questa decisione  già all’inizio del mondiale. Questo tipo di pneumatici verranno utilizzati anche in Francia, per il debutto in calendario del circuito Paul Ricard, e in Inghilterra, sulla pista di Silverstone.

Blistering sulle gomme Mercedes durante i test invernali. Photo Credit: XPB

Le gomme continuano a giocare un ruolo troppo importante in questo mondiale e i team faticano a comprenderne la corretta finestra di funzionamento. Per dire un dato, in qualifica le Red Bull hanno segnato i loro giri veloci con due mescole diverse; Verstappen ha utilizzato le Supersoft mentre Ricciardo ha usato le Soft. La differenza sul giro è stata di soli due millesimi. Un risultato assolutamente non in linea con quanto previsto dalla Pirelli.

Ma la Ferrari, oltre a essere menomata dal fattore gomme in questo weekend, deve riflettere su due punti: l’affidabilità e la velocità pura.

Vittima dell’affidabilità è stato Kimi Räikkönen, costretto a cambiare il motore a combustione interna (ICE), il turbo e la MGU-H per un problema che gli hanno fatto chiudere anzitempo le FP2. In gara le cose non sono andate meglio; la PU ha tradito nuovamente il finlandese, mettendolo ko al 26mo giro. Stando alle ultime notizie, il guasto avuto in gara è stato causato da un problema a un cablaggio. Il che potrebbe scongiurare l’utilizzo prematuro di una terza unità dello 062EVO.

I meccanici Ferrari al lavoro sulla PU. Photo Credit: Motorsport.com

La Ferrari con Vettel ha dovuto effettuare due pit-stop a causa del degrado dovuti ai problemi di bilanciamento, al contrario delle due Mercedes e delle due Red Bull. Al rientro della seconda sosta il tedesco si è messo all’inseguimento di Verstappen, ma non è mai riuscito ad impensierirlo minimamente, nonostante l’olandese avesse un danno all’ala anteriore a causa di un contatto con Stroll. Segno che in gara le RB14, probabilmente, erano più veloci delle Rosse. Ciò non era mai accaduto in questo inizio di mondiale, al netto di differenze enormi di consumo degli pneumatici, come ad esempio accadde in Cina con la vittoria di Ricciardo.

Max Verstappen in gara con l’ala anteriore danneggiata. Photo Credit: Lat Images

Tuttavia, una rondine non fa primavera. Indubbiamente le Mercedes sono state nettamente più veloci della concorrenza, ma non va dimenticato quello che di buono ha fatto la Ferrari in questo inizio di mondiale, raccogliendo meno di ciò che si sarebbero meritati i due piloti. Il progetto della SF71H è buono e non vanno dimenticate le vittorie e le pole conquistate nelle prime quattro gare del mondiale. Quanto hanno influito le gomme, le caratteristiche dell’asfalto e la conformazione del tracciato, lo si potrà scoprire solo più avanti nella stagione. Le prime risposte, vagamente indicative, arriveranno tra due settimane a Monaco. 

In calendario, oggi e domani, ci sono i test mid-season a Barcellona, poi le squadre dovranno prepararsi per il GP di Monaco. L’anno scorso fu dominio rosso sia in qualifica che in gara. Che sia di buon auspicio per quest’anno.

Vettel festeggia la vittoria al GP di Monaco del 2017. Photo Credit: Studio Colombo

Share.

Lascia un commento