Milan ed Inter: fino alla fine!

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“Fino alla fine!” biascicava con un tono rude Ivan Drago all’ultimo round dell’epico duello contro Rocky Balboa: e così, sia Inter che Milan, dovranno lottare fino alla fine, non per atterrare il gigantesco pugile russo di “Rocky 4”, ma, rispettivamente, per approdare in Champions una e per qualificarsi direttamente per l’Europa League, senza la tegola dei preliminari, l’altra.

Da una parte abbiamo la squadra di Lucianone Spalletti che, partita immediatamente a tutta birra, ben presto cambia le sue prospettive iniziali, passando rovinosamente dall’ipotesi scudetto a quella, indubbiamente meno ambiziosa ma pur sempre di una certa rilevanza, di posizionarsi almeno quarta in classifica per riassaporare il profumo dell’Europa che conta. Un quarto posto non ancora sicuro e che si deciderà l’ultima giornata di campionato nella trasferta proprio contro, guarda caso, l’altra ‘pretendente al trono’ della Champions: la sorprendente Lazio di Simone Inzaghi. L’unico risultato possibile per i Nerazzurri è la vittoria, qualora non volessero assistere alla frantumazione di quest’ultima aspirazione stagionale e accontentarsi così della meno prestigiosa Europa League. Un traguardo che manca da addirittura sette anni e che, nel caso non dovesse essere raggiunto, potrebbe mettere a rischio anche le future permanenze di Icardi, Brozovic e Perisic.

Mauro Icardi (fonte: dal web)

Quando si parla di stagioni fallimentari e piuttosto negative, come non tirare fuori dalla black list anche la formazione di Gattuso, che, rivoluzionata dopo quella faraonica e ben augurante campagna acquisti condotta in estate, si ritrova, ad una giornata dalla fine, ancora priva della certezza aritmetica dell’accesso diretto in Europa League, con addirittura due punti in meno in classifica rispetto allo scorso anno. Per non parlare dei recenti spiacevoli episodi di malumore legati, ancora una volta, al portiere Gigio Donnarumma, a causa soprattutto delle brutte ‘paperacce’ commesse nella finale di Coppa Italia contro la Juventus, ad inasprire ulteriormente un’annata non particolarmente esaltante. Domenica a bussare alla porta di San Siro sarà la Fiorentina: tutto dipenderà non solo dalla prestazione del Diavolo, che con il successo blinderebbe senza problemi il sesto posto, ma anche dall’esito del match che vedrà impegnata l’Atalanta, ad una sola lunghezza di distanza, nella trasferta di Cagliari.

Gigio Donnarumma (fonte: dal web)

E a trentanni esatti (15 Maggio 1988) da quel primo scudetto vinto dallo storico Milan allenato dal profeta Arrigo Sacchi, che vantava pezzi preziosi come Gullit, Van Basten e Baresi, solo per citarne alcuni, tutti i tifosi rossoneri, oggi, non possono fare altro che versare qualche lacrima di nostalgia, con la tiepida speranza un giorno di tornare grandi come a quei tempi fantastici di berlusconiana memoria.

Marco Van Basten, Arrigo Sacchi, Franco Baresi, Silvio Berlusconi, Frank Rijkaard e Ruud Gullit (fonte: dal web)

C’era una volta Milano, con la sua Inter e il suo Milan, con Moratti e Berlusconi, con i suoi fuoriclasse come Ronaldo e Kakà, i suoi bomber di razza, Bobo Vieri e Pippo Inzaghi, con i suoi due capitani leggendari, Javier Zanetti e Paolo Maldini. C’era una volta Milano amici, ma questa… questa è un’altra storia.

Paolo Maldini e Javier Zanetti in azione (fonte: dal web)

Tartaglione Marco

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