3 bellissimi film sul calcio che devi assolutamente vedere! Oggi portiamo alla vostra attenzione un primo elenco di 3 bellissimi film sul calcio da vedere assolutamente!

0

Il calcio come metodo di riscatto, il calcio come evasione, il calcio come tifo indiavolato, il calcio come professione, il calcio come passione, il calcio come amore, il calcio come odio, il calcio come dolore, il calcio come gioia, il calcio come speranza, il calcio come tutto. Semplicemente, il calcio come vita. Queste sono soltanto alcune delle infinite sfaccettature che lo sport più bello del globo può avere e che, nel corso degli anni, sono state analizzate anche dal cinema. Oggi vi offriamo una prima lista di 3 film che hanno scelto il magico mondo del pallone come principale argomento tematico da mettere in scena di fronte al grande pubblico.

#1 Fuga per la vittoria

Alcune partite sono più importanti di altre. Certo, non verrò mai menzionato dai libri di storia dopo questa sentenza così banale, ma tale frase, in questa circostanza, calza davvero a pennello. Alcune partite, infatti, possono mettere in palio non solo la vittoria della sfida in questione, ma addirittura la gloria eterna, la grandezza indelebile, la fama perenne, insomma, per essere chiari, l’immortalità. Può esserci forse qualcosa di meglio per un uomo? Direi di sì. Come ad esempio la fuga da un luogo ostile, la salvezza ed il ritorno ad assaporare la libertà; per non parlare della soddisfazione nel dare prova che anche quella che un tempo veniva spacciata come la ‘razza superiore’ poteva essere messa in crisi da semplici esseri umani, che di superiore, invece, avevano soltanto la voglia di rivalsa ed una invidiabile dignità morale. Questo è ciò che viene magistralmente rappresentato in questo capolavoro del 1981, ambientato durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, in cui gruppo di prigionieri Alleati è chiamato a disputare uno scontro sul rettangolo verde contro una selezione di guardie naziste. L’esito finale? Beh, mi limiterò a dire che nel 2003 fu la volta di Andrij Shevchenko andare davanti a Gianluigi Buffon dagli 11 metri (non me ne vogliano gli Juventini per questa rievocazione); nel 2006 toccò a Fabio Grosso posizionarsi davanti a Barthez; nel 1941, invece, fu il tedesco Baumann (Werner Roth), negli ultimi minuti di gioco, a ritrovarsi sul dischetto con davanti a sé un improbabile Sylvester Stallone nei panni di portiere. Tranquilli, qui mi fermo e spoiler rimandato. Comunque è assolutamente risaputo da chiunque che quando il vecchio Sly attua quel propiziatorio gesto di inarcare il labbro inferiore non ci sono più cazzi per nessuno!

Sylvester Stallone in una scena del film (fonte: dal web)

#2 Hooligans

Chi di voi non ha mai intonato il testo di “I’m forever Blowing Bubbles”, inno ufficiale degli Hammers di Londra, magari sul pullman durante il tragitto verso la discoteca per dare maggiore carica alla serata, tra una golata di ‘Absolut’ e l’altra. E a quel punto tutti i marmocchi con cui condividevate il viaggio, ancora troppo piccoli e brufolosi per guidare, ma non per essere già dignitosamente alticci e sbiascicanti, iniziavano a creare un vero e proprio coro da stadio, dimostrando di conoscere perfettamente ciò che stavate cantando. Questo per mettere in evidenza l’enorme successo che la sorprendente pellicola, targata Lexi Alexander, ha riscontrato a partire dal 2005, anno della sua prima uscita nelle sale. Il protagonista, interpretato da Elijah Wood, l’ex Frodo Baggins della Contea, intraprende un nuovo cammino non più alla ricerca del monte Fato di Mordor, ma alla scoperta di valori incredibilmente importanti come l’amicizia, la solidarietà e la fratellanza che, forse, soltanto l’appartenere ad una tifoseria, anzi, in questo caso, per essere precisi, ad una firm (termine inglese per indicare i gruppi organizzati di Hooligans, per chi non lo sapesse), può offrire. Dunque, il calcio come strumento di aggregazione e di unione tra persone, ma anche, purtroppo, come fonte di violenza, risse, tafferugli e questioni di reputazione da strada. Dopo tutto, il titolo parla già chiaro di per sé: “Hooligans” e non “Corsi di ricamo e merletti per principianti”!

#3 Il mio amico Eric

Il fardello di un lavoro modesto, la crisi di mezza età, un matrimonio fallito alle spalle, i figli adolescenti che si mettono nei guai, una generale mancanza di autostima: insomma, quella sorta di limbo infernale  da cui sembra quasi impossibile uscire e nel quale, oggigiorno, purtroppo, cadono malauguratamente tantissime persone. Ed è proprio in questa esatta disagevole condizione che si trova immerso il protagonista Eric, sfegatato sostenitore del Manchester United, che ormai ha perso pure l’entusiasmo di seguire la sua amata squadra. Ok, e il calcio cosa c’entra in tutto questo? Presto detto: da una mediocrità così disarmante soltanto grazie ad una personalità del calibro e della tempra di Eric Cantona si può essere redenti e riportati sulla retta via. Allo stesso modo di un deus ex machina di plautiana memoria sceso dal cielo, sarà infatti l’improvvisa apparizione del fenomeno francese a ridare fiducia al povero Eric e a farlo riscoprire la ‘joie de vivre’. Un film davvero intenso, divertente, spumeggiante e fortemente significativo, in cui il calcio, o meglio, la convinzione di avere il proprio idolo calcistico accanto, quasi come un angelo custode che ti guida passo passo, viene presentata come placebo di ogni male ed antidoto contro ogni difficoltà. E non è forse lo stesso per tutti noi? Il ricordo di un goal particolare, di un’azione speciale e, soprattutto, l’avere un mito personale da venerare e del quale appendere il poster sopra la testata del proprio letto, che sia un calciatore, un tennista, o un giocatore di Curling, riesce sempre, anche solo per un attimo, a farci volare con la mente, a sentirci più leggeri e a riempirci così tanto il cuore da farci scordare, se pur per un breve istante, anche la nostra vita per quanto insostenibile e soffocante possa essere diventata.

Il calcio come tutto, il calcio come vita, dicevo all’incipit di questo articolo: e lo confermo nuovamente. Forse siamo malati, fissati, alienati, tarati, invasati, oppure semplicemente pazzi, come, in parte, è anche testimoniato da questi splendidi lungometraggi. Ma, in tutta onestà, Dio mio, non c’è cosa più bella che sentirsi così!

Tartaglione Marco

Share.

About Author

Lascia un commento