Addio Mattia Torre, custodiremo le tue parole in un cassetto

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Mattia Torre
Mattia Torre. Photo Credit. dal web

Settimana da incubo per il cinema: ci lascia anche Mattia Torre, a 47 anni, senza neanche darci il tempo di salutarlo, senza neanche darci la possibilità di abbracciarlo e ringraziarlo di tutte le sue fatiche cinematografiche.

Il peggior conservatorismo che però si tinge di simpatia, di colore, di paillettes. In una parola: Platinette. Perché Platinette ci assolve da tutti i nostri mali, dalle nostre malefatte. Sono cattolico, ma sono giovane e vitale perché mi divertono le minchiate il sabato sera. È vero o no? Ci fa sentire la coscienza a posto Platinette. Questa è l’Italia del futuro: un paese di musichette mentre fuori c’è la morte.”

Fedelissimi i colleghi Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico compiangono l’amico scomparso che insieme a loro aveva firmato Ogni maledetto natale e l’opera seriale di successo Boris, incentrata sulle vicende di una troupe televisiva alle prese con la soap opera Gli occhi del cuore.

In Mattia, però, la vocazione letteraria era talmente forte da trovare compiutezza solo nella forma del romanzo. Famosissimo il suo libro La linea verticale, che narra la sua battaglia contro il cancro e che è diventato una serie tv con protagonista Valerio Mastandrea, che narra la sua battaglia contro il cancro.

Commovente il recente monologo scritto da Torre e interpretato, sempre, da Valerio Mastandrea, andato in onda su Propaganda live, La colpa è sempre di un altro.

Video Propaganda live.

Ciao Mattia, da parte della redazione di MMI

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