Argentina: il River vince il clásico contro il Racing e riapre il campionato

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River e Racing hanno dato vita alla sfida clou del turno e della Superliga. 2 a 0. Oggi il Defensa y Justicia può agganciare la vetta della classifica!

River Plate e Racing Club de Avellaneda è uno dei tanti derby di Buenos Aires. Ma non è un derby come gli altri. Certo, non è Boca-River. E non è nemmeno Racing-Indipendiente. Però, gli argentini, River-Racing lo chiamano el clásico, senza il “super” davanti, ma pur sempre clásico. E, di fatto, lo è. E che clásico…Perché? Perché sono due squadre storiche, che nei loro quartieri – e oltre – sono inondati dalla passione delle tifoserie, quasi come fossero una religione. Perché sono due tra le squadre più titolate in Argentina. Perché dalla prima volta che si sono affrontate è passato più di un secolo, (1903). Perché sono due squadre che vantano ben 200 precedenti. Duecento (200!), avete letto bene. Tondo tondo. È la rivalità più antica d’Argentina.

Il Racing al Monumental nel 1952 (fonte: dal web)

La sfida River-Racing

Ieri sera è andata in scena la sfida numero 201. La sfida che ha messo di fronte la squadra leader della Superliga (e principale favorita alla vittoria finale) e la squadra campione d’America. Probabilmente lo scoglio più difficile da superare per l’Academia (il Racing), prima di potersi finalmente dire leader a pieno titolo. Prima di poter dire di essere vicino ad essere campeón. La sfida clou di questo turno di campionato. Anzi, la sfida clou dell’intera Superliga 2019.

Il River si sta riprendendo dopo i festeggiamenti, che hanno causato tre sconfitte filate ai ragazzi di Gallardo. Il Racing è alle prese con una fuga mortificante contro un avversario insospettabile, di cui ho già parlato qualche settimana fa (il Defensa y Justicia). Il River sta cercando di rientrare nella corsa alla qualificazione per la Libertadores, scalando posizioni in classifica. Il Racing vuole tornare ad essere campione dopo anni bui. Muñeco Gallardo sta riportando la concentrazione sul campo (e non sulle bottiglie di spumante). Chacho Coudet sta sognando in grandissimo dopo una stagione anonima nel 2018. Quintero si sta prendendo la squadra sulle spalle dopo quel sinistro all’incrocio in finale contro il Boca che lo ha reso una leggenda vivente. Lisandro Licha Lopez sta entrando nella mito trascinando il Racing verso un’impresa che sembrava totalmente fuori portata. Tutto apparecchiato per un Clásico rovente e passionale.

I tifosi del River scaldano il Monumental prima del match di Superliga contro il Racing (fonte: ole.com.ar)

Prima di ieri sera, nei 74 precedenti che si sono svolti al Monumental (inaugurato nel 1938) gli azulblancos di Avellaneda avevano vinto solo 10 volte. Tra le molteplici sconfitte del Racing, in tempi moderni, si ricorda anche quell’anno passato in Libertadores. L’Academia è caduta vittima del lungo e trionfante cammino del River Plate verso la finale di Madrid di un paio di mesi fa, con un roboante 3 a 0 senza appello al Monumental (dopo lo 0 a 0 del Cilindro). Ma ieri è stata una partita diversa. La posta in gioco era massima specialmente per una squadra: il Racing, che aveva bisogno dell’undicesima vittoria al Monumental in 116 anni di rivalità.

L’incontro

Il Monumental, manco a dirlo, stra colmo. Il nuovo numero 10 del River carichissimo. Il Racing e Licha pronti a diventare eroi senza tempo dalle parti di Avellaneda, battendo i campioni d’America in carica. Sentivano di potercela fare. Però…però. Spesso nella storia i “però” sono montagne insormontabili. In quest caso il però sta a significare che quelli del Monumental sono i campioni d’America. E sugli spalti c’erano oltre 60 mila locos a incitarli. E, infatti, i millonarios hanno preso da subito in mano la partita, che è stata dura, ruvida e spezzetata per tutta la prima parte. E quando le partite sono così è la tecnica a prevalere. E il centrocampo della bandacruzada di Nuñez non è seconda a nessuno nel continente. Al 31′ è accaduto ciò che era già nell’aria da un po’. Punizione dal limite. Quintero con la 10 sulle spalle. Incrocio dei pali. 1 a 0 River Plate. Controllo della partita completato. Il centrocampo di Muñeco ha preso il sopravvento, facendo girare il pallone e i difensori avversari. E a mettere le cose ancora più in chiaro ci hanno pensato proprio i volanti millos. Che dopo una lunga serie di passaggi hanno procurato l’autogol con cui Donatti ha fatto sprofondare l’Academia. 2 a 0. E, infine, la partita è scivolata via così. Licha Lopez, molto più che capitano per quella maglia, questa volta non ha potuto metterci una pezza. Quell’undicesima vittoria non è arrivata.

Il River esulta dopo il 2 a0 contro il Racing nella sfida di Superliga (fonte: ole.com.ar)

Racing agganciato in vetta?

Stasera il Defensa y Justicia potrà agganciare il Racing in vetta vincendo la sua partita. Ed è quasi assurdo pensarci. Le 120 mila anime di Florencio Varela ci credono sempre di più. Più di quando hanno espugnato il Monumental per la prima volta nella loro storia. Più di quando la settimana scorsa al minuto 82 erano sotto a San Martin, e poi hanno ribaltato il risultato in 8 minuti. Più che mai. È la più grande occasione che hanno mai avuto nella loro storia fatte di spernacchiate. Il Racing, intanto, non può far altro che rimanere a testa in su, continuando per la loro strada di vertice, contando con un condottiero fiero che non si spezzerà per una sconfitta contro Campioni d’America.

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