Cartoni animati horror: l’arte di Maxime Taccardi

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Cartoni animati horror. A tutti noi è capitato di pensare che alcuni cartoni animati per bambini fossero inquietanti. Ci sono poi prodotti per un pubblico più diversificato che spingono a riflettere sui lati oscuri della nostra società. Maxime Taccardi ha deciso di aprire il vaso di Pandora.

Molti cartoni animati lasciano dietro se stessi una serie di sensazioni sgradevoli. Le sensazioni sono ancora più sgradevoli, a volte, quando essi diventano inquietanti nonostante il loro intento dichiarato non sia assolutamente quello. Uno dei casi più famosi per le persone della mia generazione è sicuramente quello dei Teletubbies. Da una parte avevamo una serie di giovani che in modo goliardico portavano alla luce i tratti inquietanti dello show. Dall’altra parte invece abbiamo avuto anche menti sensibili alle teorie cospirazioniste pronte a giurare che veicolassero messaggi sociali devianti nelle menti dei bambini. Recentemente anche io ho parlato in modo goliardico di come Molang sia il prototipo della brand image neo-capitalista, portando alla luce i processi di produzione crossmediali. Maxime Taccardi è l’artista che è riuscito a dare forma e vita a quel senso di inquietudine che tutti noi abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita.

L’arte horror e dark di Maxime Taccardi

Maxime Taccardi è un artista sui generis rispetto allo stereotipo che vive nelle nostre menti circa gli artisti. Maxime Taccardi potrebbe anche essere scioccante agli occhi di qualche persona che non sia preparata ad accettare certe sue prese di posizione. Lui si descrive così:

La mia ambizione è quella di creare una sorta di Gesamtkunstwerk, per citare Wagner, un’arte totale con la Sinestesia. La mia arte consiste di dipinti, disegni, ma anche corti, video e musica. Le mie visioni derivano dai sogni nella maggior parte dei casi, cerco di lasciare una ferita aperta tra la realtà e i sogni.

L’arte eclettica e totale di Maxime Taccardi poi ha una caratteristica non comune: l’uso del sangue dell’artista. Taccardi è noto infatti per l’utilizzo del sangue in buona parte delle sue opere come colore rosso, accanto all’inchiostro, all’acrilico e agli acquerelli. L’artista così si esprime a riguardo:

I miei dipinti con il sangue sono collegati a quella idea (intende il “lasciare una ferita aperta tra la realtà e i sogni” n.d.a.). Mi taglio i polsi e utilizzo il pennello direttamente nella ferita. Questa azione non ha l’intento di impressionare le persone, come qualcuno potrebbe pensare, ma è meramente un processo. Il risultato finale è importante allo stesso modo del mezzo attraverso cui è raggiunto. Io vedo l’arte come una specie di rituale, una chiacchierata tra gli spiriti e la mia carne mortale. Faccio riferimento a ciò che affermava il filosofo Platone riguardo all’arte come manifestazione degli spiriti attraverso il corpo degli artisti. La musica, come traduzione dei miei dipinti in suoni, è importante come le mie altre pratiche. Il mio progetto si chiama K.F.R, che sta per kāfir (“miscredente” in arabo) ed è scritto sulla fronte di Dajjâl, l’Anticristo nel mondo islamico. Per me questo è la trascrizione assoluta tramite suoni dei miei dipinti, e si unisce all’idea di Kandinsky circa la sua volontà di tradurre la musica in dipinti.

Se siete interessati all’arte di Maxime Taccardi e volete saperne di più, seguitelo sul suo sito web e sui suoi canali social: Facebook, Instagram.

I cartoni horror e dark di Maxime Taccardi

Durante il suo percorso come artista, Maxime Taccardi si è dedicato anche a rappresentare con il suo stile dei cartoni animati di massa per bambini e per un pubblico più ampio. Di seguito trovate la photogallery di questi cartoni animati horror e dark. Personalmente, ogni volta che guardo queste sue opere, ho l’impressione che i lati oscuri e nascosti dei prodotti di animazione prendano vita. Come se le implicazioni sociali, commerciali e le ideologie che si nascondono dietro a dei prodotti di diffusione di massa, si manifestassero. E queste cose non sembrano mai unicorni in un mondo di zucchero filato e arcobaleni.

Arte e sangue: funzioni e temi

Alcune delle opere mostrate in questo articolo sono degli esempi dell’arte che include il sangue dell’artista, tipica di Taccardi. Questa cosa mi ha particolarmente sorpresa perché mi ha portata a una riflessione. Seguo l’artista in questione già da un po’ di tempo e all’inizio ho pensato che riservasse il sangue solo a opere che riteneva “importanti”. Avevo fatto questa riflessione perché partivo da un mio personale concetto di “uso di sangue” che conferiva un certo tipo di sacralità a questo tessuto dal punto di vista simbolico, ancora di più se questo fosse umano.

Opere di Maxime Taccardi
Opere di Maxime Taccardi

Nel corso del tempo però mi sono resa conto che l’uso del sangue da parte dell’artista fosse più diffuso di quel che pensassi e fosse utilizzato con più di una funzione. Da una parte abbiamo per l’appunto l’uso del sangue come unico elemento pittorico con cui creare certe opere personali (ritratti di amici, ecc.). Da un’altra parte poi abbiamo l’uso del sangue come elemento pittorico che si presta al tema rappresentato (band metal come i Ghost o i Mayhem, ecc.). In alcune opere invece questo aggiunge un senso di violenza e inquietudine. Il caso delle opere mostrate in questa sede è quest’ultimo.

Sangue e società di massa

Si potrebbe pensare che il sangue sia un marchio di fabbrica che aiuta l’artista a vendere e lo caratterizza, ma io credo che ci si trovi di fronte a un’altra ragione. Prima citavo le parole dell’artista, il quale affermava che il sangue sia un mezzo attraverso cui raggiungere il risultato prefissato e raffinarlo. Gli “spiriti” che parlano attraverso il corpo degli artisti. Quando Taccardi usa il sangue in opere che deformano prodotti e immaginari della cultura di massa, io penso a una raffinata elaborazione filosofica. La società di massa ha raggiunto il mondo delle idee ormai e tutti noi condividiamo questo iperuranio fatto di Simpsons e Mickey Mouse. E ce l’abbiamo nelle vene.

Cartoni animati horror e dark: photogallery

di Eleonora D’Agostino

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Sono un'antropologa che si diverte a fare quattro chiacchiere tra amici mostrando il perché Star Wars non sia solo un bel film, ma un complesso mito attraverso cui si narrano le vicissitudini umane circa la società, la religione, l'identità personale, i riti di iniziazione, ecc. ... e potete sostituire Star Wars con qualsiasi altra cosa!

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