Diciotti, Gasparri: “Tra il 19 e il 20 voto finale”.

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Il presidente della Giunta Autorizzazioni stima in due settimane il tempo necessario per giungere ad un voto finale sul caso della nave della Guardia costiera, a cui il leader della Lega ha proibito l’ingresso nel porto di Catania lo scorso 26 agosto.

“La prossima settimana, tra mercoledì e giovedì abbiamo spazio per discutere, ben nove ore, poi, tra il 19 e il 20, la Giunta voterà”. Con queste parole il presidente della Giunta per le Immunità, Maurizio Gasparri, ha annunciato all’ANSA di aver acquisito gli allegati alla memoria di Salvini relativi al caso Diciotti e alla relativa decisione se mettere o no sotto processo il vice-premier. Oltre ai documenti di quest’ultimo, sono state accolte tre lettere firmate rispettivamente dal premier Conte, dall’altro vicepremier Di Maio e dal Ministro delle infrastrutture Toninelli .
Il primo in particolare difende le scelte compiute in quel momento dal vice-premier leghista sulla vicenda Diciotti, in quanto “riconducibile a una linea politica sull’immigrazione che ho condiviso nella mia qualità di presidente nel Consiglio con i ministri competenti, in coerenza con il programma di governo. […]Di questo indirizzo, così come della politica generale del Governo, non posso non ritenermi responsabile, ai sensi dell’articolo 95 della Costituzione “.

Allo stesso tempo Giorgio Lattanzi, presidente della Corte Costituzionale ha risposto, durante una conferenza stampa, alla domanda che aleggia da diverso tempo nell’opinione pubblica: può un reato essere commesso dall’intero governo? La risposta di Lattanzi è si: “Qualunque reato può essere commesso da una persona o da più persone, come da un ministro, da più ministri o dall’intero governo, secondo i principi generali. […] Se il tribunale dei ministri ritiene che un fatto integri un reato rimette il caso al Parlamento, il quale dovrà valutare se questo reato è stato commesso nell’interesse costituzionale dello Stato”.

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