L’Eintracht Francoforte può ancora volare?

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Un cambio continuo tra campo e panchina. A Francoforte non hanno paura e continuano a programmare il futuro cambiando ogni stagione gran parte delle loro pedine. Un mix di giovani e più esperti sapientemente scelti e mescolati dal direttore sportivo Hübner e dal CEO Fredi Bobic. Una coppia dirigenziale nata per caso nelle difficoltà ma che è stata capace di riportare in auge le “Aquile” accompagnandole alla conquista di un titolo che sul Meno mancava da 30 anni esatti.

Hutter, l’uomo in più

Se ti chiami Adolf e sei austriaco, appena metti piedi in Germania qualche preoccupazione non puoi che suscitarla. Invece questo distinto signore di 49 anni, fresco vincitore del campionato svizzero alla guida dello Young Boys, ha subito accettato senza paura l’invito di Hübner ad allenare in Bundesliga. Il ds dell’Eintracht non sbaglia un colpo dal 1934, stavolta però c’era qualche perplessità in più. Il compito che attendeva Hütter era dei più difficili: sostituire un allenatore vincente e venerato in città come Niko Kovac, capace di salvare la squadra allo spareggio e di portarla in due anni ad un punto dalla Champions League e soprattutto alla vittoria della Coppa di Germania battendo i Campioni del Bayern Monaco.

Adi Hütter, tecnico dell’Eintracht Francoforte – photocredit sport.de

Una squadra completamente da ricostruire non ha spaventato affatto Hütter. Via Boateng, Mascarell e Vallejo? No problem, ecco sbocciare il talento di Jovic, quello di Kostic (finalmente) e di un Rebic ormai diventato Re. La bravura del tecnico austriaco è stata quella di non stravolgere da subito l’intelaiatura lasciata da Kovac. Le prime gare sono state molto difficili (la Supercoppa con il Bayern persa 5-0) ma era solo questione di tempo. Hütter come Kovac chiedeva alla squadra solo di restare unita durante le partite e di correre almeno 10 chilometri in più dell’avversario. Detto e fatto.

La vittoria in DFB Pokal del 2018

Superate le difficoltà iniziali ecco ripartire un Eintracht sempre più forte, maturo e consapevole delle proprie forze. Anche più della gestione Kovac. Tale consapevolezza si è vista soprattutto in Europa, dove le Aquile sono arrivate in semifinale meritando forse qualcosa di più. Il segreto? Hübner e Bobic hanno costruito una vera famiglia. Tutti per uno, uno per tutti. Si cambiano i giocatori ma la mentalità rimane la stessa. Erano 30 anni che l’Eintracht non trovava una stabilità economica e sportiva di questo livello. Si può fare calcio anche con pochi soldi, nel pieno dello spirito “made in Bundesliga”.

Il magico trio Jovic, Rebic e Haller ceduti in estate

Tattica

Hütter utilizza un 3-5-2 puro improntato molto sulla velocità. Ceduto Haller al West Ham, come centravanti è arrivato Bas Dost a fare da apripista per Andrè Silva e Kamada. E’ una squadra che difende basso ma che riparte con gli esterni Da Costa e Kostic che agiscono da attaccanti aggiunti in fase di possesso. Il pressing è alto e asfissiante e comincia già dal primo attaccante. Ne sa qualcosa il Chelsea di carri che lo scorso anno si trovò in grande difficoltà nel cominciare l’azione da dietro perché pressato fin dentro la propria area.

Eintracht Francoforte
Schema tattico dell’Eintracht Francoforte – photo credit Max Bergmann twitter

Dost-Silva-Kamada per dimenticare

17 gol segnati da Jovic, 15 da Haller e 9 da Rebic. Oltre ad una miriade di assist e giocate preziose per la squadra. Dimenticare questi attaccanti sarà molto difficile per l’Eintracht Francoforte ma Hübner e Bobic sono sicuri di aver fatto la scelta giusta a cambiare radicalmente il reparto offensivo rossonero. Era impossibile rinunciare a oltre 100 milioni di euro di incassi di cui 86 di plusvalenza. La cura maniacale dei dettagli nell’Eintracht ha così portato in rosa due scommesse (Kamada e Joveljic), una certezza (Dost) e un calciatore in cerca di riscatto (André Silva).

Bas Dost, 87 gol con la maglia dello Sporting Lisbona

Kamada è il talento giapponese del momento. Trequartista più che attaccante, capace di segnare lo scoro anno 12 gol in Belgio e calciatore che dovrà dare all’Eintracht quel tocco di classe che mancava. Il prestito al Sint Truiden è servito per trovare la giusta mentalità. Adesso il ragazzo è pronto al sito in Bundesliga.Insieme a lui si è scommesso forte sul serbo Joveljic, 20 anni e tanta voglia di spaccare il mondo. Bobic vuole farlo crescere come il connazionale Jovic senza pressioni e con la speranza che esploda come fece l’attuale attaccante del Real Madrid. Investiti per lui (uno dei miglior talenti europe) 4 milioni di euro, si spera diventino almeno 10 volte tanto.

Dejan Joveljic

Andrè Silva arriva all’Eintracht in prestito sulle orme dei vari Rebic, Seferovic e Boateng, calciatori in cerca di riscatto che a sulle rive del Meno hanno trovato la loro casa ideale. La “cura” Eintracht riuscirà anche a far decollare questo portoghese dotato tecnicamente ma troppo fragile mentalmente?

Certezza

Per le certezze c’è invece Bas Dost, attaccante giramondo che in Bundesliga segnò 32 gol con la maglia del Wolfsburg in due stagioni e ben 87 con lo Sporting Lisbona in 3 anni. Centravanti esperto, bravo di testa e con i piedi ma che soprattutto ha una caratteristica molto importante: segna tanti gol. E dopo 20′ dal suo nuovo esordio in Bundesliga ha subito fatto capire che il vizio c’è ancora. Lui è l’attaccante chiamato a non far rimpiangere Jovic e su di lui Hütter punta tutto, anche a livello europeo.

Eintracht Francoforte
Daichi Kamada – photo credit 90min

Obiettivi Eintracht Francoforte

Un buon cammino in Europa League e una nuova qualificazione nella competizione europea sarebbe già una stagione da 10 e lode. L’obiettivo principale della società è quello di stabilizzare l’Eintrcaht nelle prime 6/7 posizioni della Bundesliga raggiungendo a scalzando squadre storiche come Schalke 04, Werder Brema e Borussia Mönchengladbach. Inutile alternare campionati da favola come quello del 2018 a salvezze conquistate sul filo di lana come quella del 2016. I tifosi vogliono sognare in grande e per farlo serve stabilizzarsi su alti livelli. Due qualificazioni consecutive in Europa League sono già un traguardo eccezionale ma serve continuità. Essere una squadra temuta in Germania e in Europa è un altro traguardo che la società si era prefissato. E il sold out continuo alla stadio e in trasferta sono la dimostrazione che i tifosi non vogliono smettere di volare alto.

Tifosi eccezionale quelli dell’Eintracht Francoforte. Stadio esaurito per tutte le gare casalinghe – photo credit faznation-fankurve.de

Le Aquile sanno ancora volare?

La risposta per noi è “Sì”. Il progetto sportivo è invidiabile, la società è sana e il tifo è tra i migliori al mondo. In questo momento si è creato un vortice di positività che difficilmente può essere scalfito anche da qualche risultato negativo. Complimenti a Bobic e Hübner per aver creato una macchina perfetta in tempi molto difficili. Programmazione, lungimiranza e tanto lavoro queste sono le chiavi. In perfetto stile Bundesliga.

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