F2 – Analisi del GP Bahrain

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Il week-end del GP Bahrain ci consegna un Norris fortissimo ed un Markelov spettacolare. Carlin il team da battere. Da rivedere le strategie di Trident e Prema. 

Dopo tanto parlare, finalmente abbiamo avuto il primo vero week-end di gara di questa rivoluzionata F2. Macchine diverse, che hanno avuto upgrade significativo rispetto alle passate stagioni, come vi abbiamo già spiegato attraverso queste colonne. 

Un GP del Bahrain che ha detto molto, sulla categoria in generale e, forse, su quello che possiamo attenderci da qui e per i prossimi mesi. Una qualifica che ci ha detto che le categorie ancora inferiori a questa non sono per ragazzi qualunque. Lando Norris e George Russel, entrambi campioni uscenti della F3 europea e della GP3 nel 2017 e rookie nella serie cadetta del motorsport a quattro ruote, si sono dati battaglia per la prima fila, commettendo qualche sbavatura che gli avrebbe permesso di staccare ancor di più i diretti inseguitori. Ma per essere la prima qualifica in F2, ci può stare, considerando come hanno gestito queste monoposto nei rispettivi “errori”, entrambi per aver battezzato un’uscita di curva troppo ottimistica, sintomo che la volontà di aggredire la pista, magari andando un pelo oltre le leggi della fisica, c’è.

PHOTO CREDITS: FIA Formula 2 Twitter

Una prima gara in cui purtroppo il pilota della Art è rimasto vittima dello sporco sulla griglia di partenza, in cui le “caselle pari” erano quelle non in traiettoria, e il vento del deserto ci ha messo del suo, come successo anche nella partenza della F1, in cui quel lato ha fatto più di qualche vittima: chiedere a Raikkonen. Norris invece, partito a fionda, mai ha visto in discussione il suo risultato. Mantenuta la prima posizione, non ha fatto altro che gestire gli pneumatici, ponendosi nel giusto equilibrio tra quantità e qualità di performance. 

Una prima fase di gara approcciata con la mescola più dura, amministrata alla perfezione dal talento inglese, con la Carlin che si è dimostrata la scuderia che complessivamente ha ottenuto il meglio dall’intero week-end, considerando anche il doppio podio di Sette Camara nelle due gare, sintomo che il team rientrante in F2 dopo un pò di anni, non ha perso il vizio di essere molto competitiva e di esprimere piloti dall’indubbio futuro ricco di aspettative. 

PHOTO CREDITS: FIA Formula 2 Twitter

Nell’analisi di gara1 non possiamo non menzionare Artem Markelov, costretto a un approccio diverso dopo che la sua vettura si è bloccata sulla griglia ed è dovuto partire dalla pit lane. Anche lui ha iniziato con la gomma media prima di passare al soft, ma a differenza del vincitore che ha potuto gestire il tutto, il pilota della Russian Time si è fatto strada fino alla terza posizione, grazie a un pit stop tempestivo e a vari duelli che lo hanno portato meritatamente fino alla bandiera a scacchi senza particolari problemi in termini di decadimento prestazionale soprattutto degli pneumatici. 

A posteriori dunque, non vincente è stata la strategia complementare, ovvero montare prima il set Soft e poi il Medium. Chiedere ai piloti Trident Santino Ferrucci e Arjun Maini…

Peccato aver perso un protagonista come George Russel, che partito male non è riuscito mai a trovare un ritmo degno di questo nome e non è mai stato in lotta per la possibile vittoria. E questo è un peccato, visto il pilota di indiscusso valore. Se quindi ci si aspettava un derby inglese per la prima gara del campionato, il Re di gara 1 è stato solo Norris. 

PHOTO CREDITS: FIA Formula 2 Twitter

In gara 2 invece, con la griglia invertita come da regolamento, l’unica costante da segnalare purtroppo è il problema con le partenze che ha avuto George Russel, precipitato nelle ultime posizioni in un batter d’occhio, sintomo che l’inglese della ART debba lavorare ancora molto sullo stacco frizione. 

La gara sprint dello scorso anno è stata vinta da Charles Leclerc, effettuando un pit stop anche se non obbligatorio. Poggiandosi su questa esperienza, la Prema ha voluto applicare la stessa strategia a Nick de Vries, richiamato ai box al nono giro quando era al comando per cambiare gli pneumatici. Dotato di gomma più veloce ha iniziato a farsi strada imponendo un ritmo gara di circa un secondo e mezzo più veloce del leader della gara, giungendo però solo quinto sul traguardo. Il vincitore della gara Artem Markelov ha adottato una strategia più convenzionale, vincendo con le gomme medie partendo dalla sesta posizione senza fare un pit stop, ma trovando il giusto compromesso tra performance e gestione della gomma.

PHOTO CREDITS: De Vries Twitter

Da registrare la buona prova di Gunther, che con una gara solida si è confermato in seconda posizione, mentre la Carlin si è dimostrata una volta di più il team più compatto in termini di prestazione, con Sette Camara giunto terzo davanti al compagno di squadra Norris. Così il team, dopo la pole position di venerdì, porta a casa la doppietta in gara1 ed un terzo-quarto posto in gara2. Un week-end assolutamente importante, che pone la Carlin come team di riferimento per la lotta costruttori, visto che nessun’altra squadra è riuscita ad essere così costante con entrambe le vetture per tutto il week-end.

PHOTO CREDITS: Boschung twitter

E’ solo il primo week-end ovviamente, ma già sembra che in prospettiva si possa trarre qualche informazione come abbiamo provato a fare adesso. Quello che possiamo dire senza alcun dubbio, è che le prime due gare sono state particolarmente interessanti e vivaci sotto ogni punto di vista. Purtroppo c’è da segnalare l’assenza degli italiani dalle posizioni di vertice, anche questo purtroppo tra le cose che ci si poteva attendere.

Prossimo appuntamento a Baku!

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