Gigi D’Agostino: Il fenomeno musicale transgenerazionale senza tempo

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Bentrovati nostalgici! Penultima puntata dell’anno, ultima prima delle feste 🙂

A Voi, amici di #DancePills, speriamo di fare un regalo gradito: un focus a tutto tondo sul fenomeno musicale transgenerazionale chiamato Gigi D’Agostino, artista diventato icona italiana per eccellenza della Dance in Italia e nel Mondo.

Discoteca o Palazzetto, Piazza o Parco che sia, quando lui sale in consolle il successo è garantito. 

Adorato da tanti, snobbato dai soliti, conosciuto da tutti. Un mito generazionale che ha saputo unire nella sua musica milioni di persone in tutto il mondo dai più grandi ai più giovani. I 3 Milioni di followers non sono certamente un caso.

Deejay, Produttore, Musicista, Artista e Comunicatore, Luigino Celestino D’Agostino per tutti Gigi D’Agostino nasce il 17 Dicembre del 1967 a Torino, origini Salernitane ed un grande sogno nel cassetto, entrare nel grande mondo della musica da discoteca.

Lui viene da lontano, con i suoi dischi in mano… lui viene da Torino, è Gigi d’Agostino!”.

La carriera da Deejay inizia nel 1983, appena sedicenne organizza feste nei locali. Dal 1993 al 1998 Gigi è il Dj Resident dell’Ultimo Impero e di un movimento Techno/Progressive tanto caro ad intere generazioni di Clubbers piemontesi.

L’incontro con Gianfranco Bortolotti, General Manager della “Media Records”, porta alla nascita del genere Mediterranean Progressive e dei primi successi discografici su etichetta “BXR” tra cui “Fly” ,“Gigi’s Violin” e “Angel’s Symphony” (prodotto in collaborazione con Mauro Picotto). 

Seguono le compilation “Le Voyage” del 1996 e “Gigi D’Agostino” che insieme superano abbondantemente le centomila copie vendute, risultato eccezionale se si pensa che le stesse siano concepite per la discoteca.

Nel 1997 pubblica l’EP “Gin Lemon”, il singolo che da il titolo all’album ha un campionamento del disco dei M.A.R.R.S. “Pump Up The Volume”; nell’ultima traccia del disco “Music (An Echo Deep Inside Me)”  invece Gigi D’Agostino utilizza, per la prima volta, un cantato in un suo disco. Il nome dell’album, spiega l’artista, deriva dal mix di Sample e Campionamenti utilizzati nelle varie tracce presenti nella raccolta, un mix di ingredienti che caratterizzano un cocktail appunto.

Il 1998 è l’anno della prima innovazione sonora dell’artista: la collaborazione con il musicista Paolo Sandrini porta all’espressione di un nuovo credo artistico, evoluzione musicale con una ritmica che diventa meno ossessiva e suggestive sonorità melodiche.

Pubblica “Elisir” che diviene una hit di quell’estate e Gigi finisce per la prima volta in Tv nel programma di Albertino Italia Unz.

Il 1999 è l’anno di successi come “The Riddle”, “Another Way”, “La Passion” e soprattutto “Bla Bla Bla”, prima sottovalutato dai palati fini degli addetti ai lavori e consacrato invece dal tempo come classico indiscusso della Dance mondiale. In Italia sono diecimila le copie le vendute in soli quattro giorni, un record per un singolo.

“[…Spesso lavoro di notte perché l’oscurità mi ispira nuove sonorità e così mentre meno me lo aspetto, arriva l’idea, quella giusta…][“Bla Bla Bla” l’ho realizzato pensando a tutta quella gente che parla tanto senza dir niente…]”

“[…Per me, quello tra il 1993 ed il 1999 è stato un periodo bruttissimo, di sofferenza. Avrei potuto sprigionare il dolore e la rabbia di quei periodi in cose brutte, invece ho tramutato tutta quell’energia negativa che cercava di soffocarmi, in un percorso di ricerca di emozioni che fossero molto più forti di quelle brutte. Mi sono liberato con la musica. “Elisir” non è un titolo a caso, come non lo è “L’Amour Toujours” o “Bla Bla Bla“. Cercavo stati d’animo differenti tra loro ma forti, per sovrastare tutto quel buio che purtroppo avevo dentro in quegli anni. Poi quei brani sono diventati dei successi grazie ai consensi delle persone, ma sono canzoni nate prima di tutto con lo scopo di darmi sollievo…]”

Nello stesso anno esce “Eurodance Compilation” da lui mixata e contenente alcuni suoi inediti.

Mentre i 90’s stanno volgendo al termine, Gigi pubblica “L’Amour Toujours”, 23 tracce in due compact disc: uno per il cuore e uno per le gambe, il primo tutto cantare e capire, il secondo tutto da ballare con spensieratezza; verbo e ritmo, parola e corpo. La raccolta raggiunge la decima posizione nelle vendite in Italia e arriva così un altro Disco di Platino. Gigi è il Migliore Produttore dell’Anno agli Italian Dance Awards e Artista Rappresentante L’Italia nel Mondo. La traccia che da il nome all’album fa letteralmente impazzire le radio e i suoi ascoltatori.“L’Amour Toujours” diventa una hit europea.

Barba e capelli ossigenati, occhiali colorati, modo di vestire sobrio e l’immancabile logo con gli ideogrammi giapponesi (il tao identifica la parola danza ndr): quindici anni prima dell’avvento dei Dj da Festival, Gigi è l’icona del Dj Superstar che vediamo oggi, il performer che balla, canta ed è capace di intrattenere al microfono.

“[…L’Amour Toujours non è il titolo di un album o il titolo di una canzone, ma un modo di essere; l’amore è un modo di porsi…]” 

Segue l’uscita dell’album “Tanzen”, ed anche in questo caso non è difficile immaginare che i due cd rispecchino in pieno le due anime predominanti nell’artista, una melodica e calma ed una più progressiva e forte.

I primi EP del nuovo millennio sono “Tecno Fes” uscito ad inizio Agosto e “Tecno Fes E.P. Vol. 2” uscito a dicembre; tutti dischi inediti e nessun singolo da lanciare, tracce come “Amorelettronico” , il remix strumentale di “Un Giorno Credi” di Edoardo Bennato e quello di “Carillon” dell’artista Magic Box sono veri e propri disconi.

Il 2001 è l’anno della collaborazione con Albertino, nasce “Super”  e con quel Tarari and Tarara il duo schizza al secondo posto della classifica italiana di vendita dei singoli. Gigi vince il Miglior Produttore Dance al PIM (Premio Italiano Della Musica) e il Public Award ai Danish DJs Awards a Copenhagen. Il successo è incontenibile in tutta Europa.

Nel 2002 alcuni problemi di salute lo allontanano temporaneamente dalle scene musicali e nel frattempo terminano le collaborazioni con Paolo Sandrini e la “BXR”.

“[…Sì, ho avuto problemi di salute all’inizio del 2002 e sono sparito per un po’ dalla musica. Ma la musica non è sparita da me, anzi mi ha aiutato tantissimo. Non ci fu nessuna separazione anche perché non esisteva nessun tipo di legame. Non ho mai avuto un musicista, ho sempre avuto delle visioni molto chiare sulla musica, sui ritmi. Ho sempre saputo cosa volevo, come lo volevo. A volte c’era qualcuno con me e si lavorava insieme, altre volte lavoravo da solo. Se qualcuno apprezza le mie visioni e ha voglia di lavorare con me, si cammina insieme. Ma se si vuole essere liberi, non bisogna legarsi a nessuno…]”.

Il 2003 è l’anno del ritorno, Underconstruction” e il successo della meravigliosa “Silence”.

Nel 2004 nuove collaborazioni con Molella e i Datura e diverse compilation di inediti e vecchi successi. Impossibile non citare “Con Il Nastro Rosa” e “Summer Of Energy”.

Segue un nuovo periodo di sperimentazione e di ricerca, intervallato da qualche programma radiofonico su misura sulle emittenti di spicco del panorama. “Some Experiments”, dall’Electropop al Lento Violento. Gigi “da voce” ad un nuovo stile che esprime al meglio il nuovo bisogno di comunicare dell’artista: le velocità sono ridotte e la cassa è dritta.

“Lento Violento…e altre storie” esce nel 2007 contiene, tra le altre, le tracce “Ginnastica Mentale”, “Lo Sbaglio”, “Un Mondo Migliore”, “Vorrei Fare Una Canzone”. La raccolta riceve il disco d’argento per le oltre ventimila copie vendute e riesce ad entrare direttamente al terzo posto nella classifica generale degli album venduti e primo nella classifica dei produttori indipendenti.

“Il lento violento è un movimento, un modo di pensare fuori dai canoni.”

 “[…Lento Violento” è una definizione che avevo sempre usato dalla metà degli anni ’80, quando ho cominciato a proporre musica in pubblico, definivo così quelle parti della serata dove trasformavo lo scenario dei suoni e dei ritmi in un posto infuocato e appassionato. Desiderio, sesso… era impossibile descrivere tutte le sensazioni, per questo avevo racchiuso tutto in questo termine. Era la mia paranoia personale, quelle cose solo tue che non riesci mai a spiegare a nessuno. Per me è stato devastante riuscire a trasmettere in qualche modo tutto questo delirio che avevo nella testa…]”

Nel 2008 pubblica “sUono libero” che contiene quaranta brani su due cd. “Casa Dag” e “Pioggia e Sole” incantano.

Nella seconda metà del 2010 torna nei negozi di dischi con le compilation Ieri & Oggi Mix Vol. 1″ e Ieri & Oggi Mix Vol. 2″ composte da brani mixati e riscuotendo molti successi. Vi ripropongo, tra le altre, “Radici Dag” in collaborazione con i Sud Sound System. 

il 2012 è l’anno di “Best Of”, raccolta in studio dei suoi più grandi successi.

Dj e produttore discografico, Gigi D’Agostino non ha mai smesso di sperimentare ed innovare, ha saputo creare con abilità e costanza un proprio stile e tracciare un sentiero musicale indipendente e ben definito senza mai adeguarsi, senza mai sporcare le proprie passioni in nome delle leggi del mercato. Con poche idee ha cambiato totalmente il mondo della musica da ballo.

Una persona riservata che non ama stare sotto i riflettori e la timidezza di chi ha sempre preferito far parlare la propria musica piuttosto che stare davanti ad una telecamera (la poca luce nei suoi Set è dovuta proprio a questo, lo rende più sicuro ndr)

Un personaggio unico nel panorama Dance, ancora oggi impossibile da etichettare e inquadrare. 

“[…Secondo me, l’unico livello davvero misurabile è quello emotivo. Tempo fa mi son ritrovato a rispondere ad alcuni commenti su YouTube sotto un mio video e scrissi queste parole: “io faccio musica per Passione… semplice o complessa o banale o che ne so… la Passione è Passione… non è un circuito elettronico complesso… un abbraccio non è così complesso come movimento… eppure è una cosa immensa… è un “tocco” pazzesco… io suono come mi sento… voglio sentirmi come desidero… voglio circondarmi di suoni che mi danno il mondo che desidero… e quando tutto si incastra e sento che mi Emoziono… …mi piace… …e mi piace che mi piace… Saluti e Pace…]”

Un Artista con la A maiuscola, una cultura musicale notevole. Chi ha avuto la fortuna di assistere ad un suo live ha già compreso ciò di cui stiamo parlando: ci si trova di fronte ad una sorta di concerto più che ad un set.

“[…Punto secondo: non c’è un solo sound che mi identifica. Al limite ogni singola persona può scegliere di identificarmi nel sound che preferisce tra quelli che io propongo, ma quella è una scelta dell’ascoltatore. Per quello che riguarda cosa sono io effettivamente, sono composto da differenti tempi, suoni, movimenti, accenti, frequenze, metriche, andamenti, visioni, incoerenze… non mi sono mai allontanato da nessuno dei miei sound, io sono vicino a loro, e loro sono vicini a me nel mio quotidiano e nei miei live, è sempre tutto presente…]”

Gigi è forse uno dei pochi artisti che prende possesso della consolle alle 23.00 e non la lascia prima delle 3.30 del mattino seguente perché […si crea una magia con la gente…] […non si può spiegare, è come quando ti innamori…] […non puoi spiegarlo, entri e si crea una connessione magica tra me, il locale e le persone…]

L’eterogeneità del pubblico fa il resto, perché Gigi mette d’accordo tutti, ventenni, trentenni, quarantenni e anche qualcosa in più; perché Gigi, volente o nolente, ha saputo conquistare gli adolescenti nei primi anni 90, gli adolescenti al tramonto degli anni 90, gli adolescenti nei primi anni del nuovo millennio e anche i giovani che l’hanno scoperto da poco.

I cellulari stranamente rimangono in tasca, le mani sono quasi sempre al cielo, il suono è potentissimo, i bassi spettinano e ti fanno vibrare il petto. Le bacchette luminose distribuite dal suo staff fanno il resto. Si balla e basta. Musica che Unisce.

“[…Ogni persona che balla vuole rivoluzionare qualcosa.– ci ha spiegato– La connessione con gli altri fa, poi, sì che, come in un incendio, si interagisca con altre fiamme che ballano. Si crea, così, una forza devastante in grado di cambiare qualsiasi cosa. Se in Parlamento ballassero un po’ di più avremmo un popolo e un’Italia più dinamici. La differenza la fa chi balla, chi non si muove è una palla…]”

Il tempo sembra essersi fermato.

Tutti sorridono e si respira aria di festa (cosa ormai rara al giorno d’oggi, dove alcool e risse sono all’ordine del giorno). Gigi ti prende per mano e ti conduce in un viaggio che passa per la techno, la progressive, la dance, il rock, il pop, senza mai stancare, mai banale. Robbie Williams, gli 883, Andrea Bocelli, Franco Battiato, i Liquido, Lucio Battisti, John Lennon sono solo alcuni tra gli artisti rivisitati e riproposti durante l’esibizione secondo il proprio credo. Un set difficilmente paragonabile ad altri dello stesso ambiente. Unico nelle sue caratteristiche, perfezioni e imperfezioni. Proprio come Gigi.

“[…Ogni mia serata ha il suo scenario, il sueo stato d’animo. Mi piace intrattenere il pubblico con ritmi e melodie o con loop ipnotici privi di melodia ma capaci di generare riti magici. Nessuna impostazione, solo improvvisazione…]”

Gigi ha saputo fare “il giro”: rimanendo fedele a dei principi ma soprattutto vedendoci lungo sulla figura di Dj Intrattenitore. Lunghissimo. Da Star al fisiologico calo, fino al grandioso ritorno grazie ad un innegabile genio: nelle produzioni, nel modo di porsi e di comunicare.

Trent’anni d’attività conditi da 30 singoli, 47 album e 28 remix. Ha fatto ballare e sognare con la sua musica diverse generazioni.

Un Artista unico nel suo genere, fuori dagli schemi, lunatico, introspettivo. O lo si ama o lo si odia.

Noi, ovviamente, LO AMIAMO 🙂

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Auguro a tutti Voi e alle Vostre famiglie, tanta felicità e serenità 🙂

Sasso

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