Disturbi dell’alimentazione | Giornata nazionale del fiocchetto lilla

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Lilla per chi non vede più colori |Quando la cura diventa malattia

“IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI (…) Sulla proposta del Ministro della salute; Adotta la seguente direttiva: E’ indetta la Giornata nazionale del fiocchetto lilla dedicata  ai disturbi del comportamento alimentare» per il giorno 15 marzo di ogni anno (…)

Questo era quello che si leggeva sulla Gazzetta Ufficiale il giorno 18 maggio dell’anno passato, quando anche l’Italia decideva di darsi da fare per “promuovere la salute del cittadino”.

Un colore, una data, un tema. Siamo pronti.

Oggi decido di parlarvi di un argomento che mi sta particolarmente a cuore. Vi parlo dei disturbi del comportamento alimentare. Ve ne parlo il 15 marzo, per la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla. 

In questo articolo metterò da parte il mio tono a volte ironico e la motivazione vien da sé.

In questo articolo non vi saranno foto e la motivazione vien da sé.

Un fiocco lilla unica immagine.

Si dice “il cibo è la miglior medicina”. Ma cosa succede quando la migliore delle cure diventa la peggiore delle medicine?

Cosa accade quando si sviluppa un disturbo alimentare?

Il cibo diventa nemico

E’ quell’antibiotico disgustoso che le nostre madri ci davano da bambini.

Ma cosa sono i disturbi alimentari?

Secondo la Società Italiana di Psicopatologia dell’Alimentazionedisturbi del comportamento alimentare (o DCA) sono patologie caratterizzate da un’alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo. Sempre secondo questa definizione, questi disturbi insorgono prevalentemente durante l’adolescenza e colpiscono soprattutto il sesso femminile.

Questo è un riassunto di quello che può essere considerato un disturbo alimentare. Ritengo che però vada detto dell’altro. 

Si tende a considerare questo tipo di patologia una patologia psichica ma questo è solo una delle sue caratteristiche. Nella maggior parte dei casi infatti, tutto inizia dalla forma fisica, o meglio, dalla percezione che la persona ha della propria fisicità.

Concretamente parlando, i disordini alimentari si manifestano attraverso diversi comportamenti che vanno poi a definire le singole malattie. Si passa da una drastica diminuzione del cibo a un’altrettanta eccessiva consumazione. Si sviluppa poi, in seguito o durante, un’esagerata preoccupazione e stress tutt’attorno la sfera alimentazione.

Vi dico brevemente due parole per le patologie più frequenti,  tanto per avere le idee chiare.

Anoressia Nervosa

Quasi l’1% della popolazione femminile è affetta da questo disturbo che si manifesta attraverso una drastica riduzione di cibo che porta a una veloce e insana perdita di peso. Questo è ciò che avviene a livello fisico, quello che tutti sono capaci di notare a colpo d’occhio.

A livello psichico invece, la persona sviluppa un’eccessiva paura dell’aumento di peso il che causa una progressiva distorsione della sua immagine fisica. Non importa quanto peso si perda, la persona continuerà a far di tutto per perderne ulteriormente. Dal digiuno, al vomito, ai lassativi, all’eccessivo allenamento. Tutto diventa lecito purché si perda qualche grammo in più.

Non credo sia necessario riportare alla mente le immagini che ritraggono le persone anoressiche per rendere l’idea degli estremi della malattia. Ritengo però opportuno ricordare che  a lungo andare l’anoressia nervosa può essere fatale.

Bulimia Nervosa

Leggermente più diffusa della precedente, la bulimia colpisce quasi il 3% della popolazione femminile. Come per l’Anoressia, il problema è il peso e la percezione fisica del corpo, obiettivo principale infatti è anche in questo caso essere magri. Ciò per cui questo disturbo si contraddistingue sono i frequenti episodi  abbuffate seguite da metodi estremi di compensazione allo scopo di eliminare tutto ciò che si è mangiato.

Come per l’anoressia i metodi vanno dal digiuno all’eccessivo allenamento fisico, dal vomito all’uso di lassativi. Quando parlo di abbuffate fate attenzione; non parlo di mangiare un pacchetto di biscotti tutto di un fiato, parlo di mangiare una quantità di cibo esagerata (inquantificabile per l’appunto) nel giro di poco tempo senza avere il controllo di fermarsi.

Magari in piedi davanti la credenza, al buio nascosti in camera o davanti a un frigo mentre il timer suona perché la porta è aperta da troppo tempo. Si mangia qualunque cosa, si inizia da ciò di cui abitualmente ci si priva fino alle ultime cose rimaste in credenza. Dolce, salato, dolce e salato insieme, non importa. Il gusto degli alimenti non è più riconoscibile dopo un po’ e il dolore ai denti rende i sapori confusi. 

Disturbo dell’Alimentazione Incontrollata.

Circa il 3% della popolazione soffre di questo disturbo anche conosciuto con l’acronimo BED, dall’ingleseBinge Eating Disorder. Situato nella categoria dei Disturbi Alimentari Non Altrimenti Specificati, questa patologia è molto simile alla Bulimia, per questo chiamata anche Bulimia Nervosa Di Tipo Non Purgativo.

Ruolo chiave hanno anche qui, le abbuffate incontrollate ma la compensazione in questo caso, quindi digiuno, eccessiva attività fisica, utilizzo di lassativi o vomito, è praticamente assente. Si può ricorrere a questo tipo di metodi ma molto sporadicamente.  Altra differenza rispetto alla Bulimia Nervosa è che spesso, le persone affette da questo disturbo sono obese o molto sovrappeso. 

Le persone che soffrono di questo disturbo provano vergogna per il loro modo di relazionarsi con il cibo e per la perdita di controllo negli episodi di abbuffate. La loro vita sociale ne è molto influenzata e spesso evitano di mangiare in compagnia proprio per la vergogna.

Conseguenze

Senza entrare troppo nel dettaglio e invadere campi scientifici da me poco conosciuti, basti sapere che ridurre o aumentare in maniera eccessiva le calorie può portare all’insorgenza di problemi di tipo cardiovascolare, gastrointestinale, neurologico ed endocrino.

Procediamo per step.

Sistema cardiovascolare

Il cuore pompa il sangue, questo è il suo compito e, come ogni muscolo ha bisogno di energie per lavorare. Se non si mangia abbastanza il battito cardiaco si abbassa perché il cuore non ha forza per pompare il sangue e lungo andare questo processo aumenta il rischio di infarto.

Sistema gastrointestinale

Vomito indotto ed eccessivo utilizzo di lassativi causano un rallentamento del processo digestivo che, nel peggiore dei casi può condurre a gastroparesi. Il cibo resta in maniera prolungata nello stomaco e questo può provocare dolore, gonfiore, nausea, infezioni virali o, ancora, una fluttuazione del livello di zuccheri nel sangue.

Il sistema gastrointestinale è colpito in un milione di modi, quelli elencati sono solo i più comuni ma basti capire che, mentre la malattia può durare magari solo qualche anno, i danni possono essere anche permanenti. 

Sistema neurologico

Dalla difficoltà a concentrarsi, all’insonnia, da piedi e mani intorpiditi a veri e propri crampi. Ma  ancora svenimenti o giramenti di testa molto forti e, nei casi delle persone sovrappeso, episodi di apnea notturna (interruzione o drastico rallentamento della respirazione durante il sonno).

Sistema endocrino

Ridurre l’assunzione di grassi e colesterolo causa un abbassamento dei livelli di ormoni. Tra questi troviamo tra l’altro testosterone ed estrogeno: i cosiddetti ormoni sessuali. E’ proprio dalla drastica diminuzione di quest’ultimi che il ciclo mestruale diventa irregolare causando molto spesso la comparsa dell’amenorrea (scomparsa del ciclo).

Ancora, la diminuzione di ormoni può causare osteopenia o osteoporosi. Costanti abbuffate possono portare alla comparsa del diabete mentre il digiuno può innalzare il livello del colesterolo. Infine, senza la necessaria energia, la temperatura del corpo può subire profonde modifiche fino allo sviluppo d’ipotermia.

E per finire la più difficile da diagnosticare, la conseguenza quasi impossibile da definire in termini strettamente medici. Ho difficoltà io stessa a definirla. Parlo di tutto ciò che si manifesta a livello psichico. Pensieri, azioni, decisioni importanti, tutto ruota e ruoterà per un lungo periodo di tempo attorno al cibo. Ossessione è la parola che, purtroppo, meglio definisce questa fase, a mio avviso, fase più dura da curare.

Cause

Sembrano un po’ in ordine sparso questi paragrafi ma ritengo che sia importante prendere prima coscienza di ciò che si sta trattando e poi capire da dove scaturiscano certi problemi. Perciò perdonate l’ordine confuso delle nozioni.

Società

Facile e veloce. “Magro è bello” sembra aver affermato qualcuno che ha scritto la Bibbia dell’accettazione in società. Chi ne è l’autore non ci è concesso saperlo ma degli apostoli che hanno contribuito a diffonderne la parola ne abbiamo un’idea molto chiara. 

Modelle, influencer, attrici e personaggi pubblici dico bene ? Ma voi non mettereste tutti questi sostantivi al maschile? Io si.

La verità è che la colpa è da attribuire a entrambi i sessi. Le donne dimagriscono perché vogliono piacere e gli uomini sono attratti (per la maggior parte) da fisici linei e magri.

Fortunatamente non tutte i paesi prediligono il culto del magro ma sfortunatamente questi non sono la maggioranza. 

Social Media

Non sono contro i social media, anzi, esprimo gran parte della mia passione proprio attraverso di essi ma ritengo che bisogna farne un uso intelligente. No, spiacente, seguire la modella pelle e ossa proprio non è un buon esempio diuso intelligente dei social.

Il termine paragone è, come ho detto nel mio articolo precedente, una delle parole chiave che guidano le nostre vite. Cerchiamo con ogni mezzo di somigliare agli altri perché crediamo che questo ci farà accettare dalla società ma vi dirò una cosa di cui ho certezza assoluta: prima di essere accettati dalla società, bisogna essere accettati dai nostri alter-ego. Dobbiamo accettarci. NOI.

Ma quindi cosa intendo per uso intelligente dei Social

Semplice: seguite le pagine e i profili che non sono causa di stress, che non vi fanno sempre sentire meno degli altri. Seguite le persone che emanano energie positive e che non giudicano le vite altrui e se non ne trovate beh, i social media non sono così vitali, mia nonna è arrivata a 84 anni senza instagram e ha fatto anche la guerra. 

Arrivo alle conclusioni con due ultime note.

Nota alle persone vicine a chi soffre di DCA

A tutti quelli che vivono la malattia indirettamente, ai genitori, ai familiari e agli amici ho da dire questo: non colpevolizzatevi più del necessario. Fate quello che è in vostro potere per aiutare chi amate ma non fissatevi sul “se avessi fatto così magari non ci sarebbe caduta…” . Alcune persone ne sono davvero la causa, è vero, i giudizi continui massima causa tra tutte. La psiche umana però, è alcune volte talmente debole che niente può evitare la catastrofe.

Assicuratevi che le persone che amate dispongano di un adeguato sostegno medico-psicologico e siate presenti per quanto potete. Questo è quello che dovete fare.

Nota ai fiocchetti lilla

Per finire voi. A tutti i fiocchetti lilla che stanno vivendo la malattia, a chi ne è consapevole e a chi invece sta bene, a chi ne è uscito e a chi ne sta uscendo. Amarsi è difficile, è molto più facile amare gli altri che sé stessi. E’ molto più facile fare sacrifici per gli altri che farne per il proprio bene.

Non ho molti consigli da dare e ritengo che probabilmente questo non sia il luogo adatto per farlo. Molti hanno condiviso la loro esperienza e da queste persone si può sempre trarre qualche consiglio. E’ vero, non tutti gli esseri umani funzionano allo stesso modo e i metodi di guarigione o di sostegno sono differenti da persona a persona. Provate tutto ciò che ritenete necessario.

Col tempo, cari fiocchetti lilla, imparerete che il giudizio degli altri non è vitale, imparerete che il vostro corpo è speciale soltanto perché esiste e imparerete che guarire è possibile. 

Per alcuni fiocchetti il viaggio sarà breve, per altri, invece, molto lungo ma prima o dopo arriverete alla meta.

Guardatevi allo specchio e se non ci riuscite ancora, disegnatevi nella vostra mente. Siete bellissimi così come siete, ve lo prometto.

Firmato,

Un fiocchetto lilla.

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