Guardo la Luna da un oblo’, o forse no?

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Complottisti di tutto il mondo unitevi: siccome la luna e’ distante e non ci siamo mai arrivati, oggi e’ il giorno migliore per gridaro ai quattro venti. Almeno chi sentira’ suddette grida sapra’ con chi ha a che fare e cambiera’ saggiamente strada

Se vi siete svegliati credendo che oggi sarebbe stata una giornata come tutte le altre vi sbagliavate di grosso; oggi complottisti di ogni parte del mondo si ritrovano sui social per ricordare al mondo che l’allunaggio non è stato altro che una grossa truffa ai danni del mondo. La luna e’ distante, forse irraggiungibile, sicuramente ancora oltre le nostre possibilita’ tecnologiche.

Il fatto quotidiano non si smentisce

Con la scusa di dedicare ampio spazio alle redazioni online, ovvero a blogger potenzialmente senza alcuna conoscenza degli argomenti di cui parlano, il fatto spesso e volentieri si lascia andare a svarioni notevoli in ambito scientifico.

Tempo addietro riportava che La Xylella fastidiosa era causata da disfunzioni quantistiche (castroneria a dir poco vergognosa).
In tempi piu’ recenti si ostinava a riportare la bufala di un meteorite lanciato verso la terra; poi Bruce Willis deve aver chiesto le royalties per l’argometo, visto che hanno abbandonato la notizia.

L’articolo sullo sbarco fittizio sulla luna del Fatto quotidiano (Photo Credits: Matteo Bonas)

Oggi, nuovamente, qualcuno sulle loro colonne virtuali si impegna ad affermare che la lo sbarco sulla luna non ci sia stato. Pazienza, ce ne faremo una ragione

La celebre bufala fa capolino anche su alcuni siti di quotidiani nazionali.

La teoria del complotto lunare (in inglese detta anche Moon Hoax, frottola della Luna) è l’ipotesi complottista secondo cui le missioni del programma Apollo non avrebbero realmente trasportato gli astronauti sulla Luna, e le prove degli allunaggi sarebbero state falsificate dalla NASA, con la collaborazione del governo degli Stati Uniti, in competizione con l’URSS per la “conquista dello spazio” nel panorama generale della guerra fredda e per distrarre gli americani dalla guerra del Vietnam.

Secondo questa teoria del complotto, riportata per la prima volta nel 1976 nel libro “Non siamo mai andati sulla Luna” degli americani Bill Kaysing e Rendy Reid le immagini degli allunaggi sarebbero girate alla Norton Air Force Base di San Bernardino dal regista Stanley Kubrick sotto la minaccia di rendere pubblico il coinvolgimento di un suo fratello “Raul” col partito comunista (ma Kubrick ha solo una sorella minore, Barbara Mary). Kaysing disse di aver scritto tutto basandosi sulle proprie esperienze lavorative presso la Rocketdyne, un’azienda produttrice di motori a razzo (ma il suo ruolo era solo di supervisione nella stesura dei manuali tecnici e terminò nel 1963, molti anni prima delle missioni Apollo).

Almeno la pensassero tutti allo stesso modo circa la luna

Nonostante esistano diverse e numerose versioni della teoria del complotto lunare (c’è addirittura chi sostiene che lo sbarco sulla Luna ci sia stato veramente ma che le vere scoperte fatte dagli astronauti siano state tenute nascoste) tutte concordano sul fatto che ci sarebbero presunte incongruenze presenti nelle fotografie e nei filmati delle missioni e alcune morti accidentali dei piloti coinvolti nelle missioni sono state indicate come dimostrazione di un ipotetico insabbiamento.

Queste teorie sono state ampiamente etichettate come false dalla comunità scientifica internazionale che ha spiegato come sarebbe stato impossibile mantenere il segreto tra le oltre 400.000 persone che hanno partecipato alle missioni Apollo e come sarebbe stato molto rischioso, oltre che praticamente impossibile, falsificare un’enorme massa di documentazione come migliaia di fotografie e decine di ore di filmati.

Una passo davvero importante: sulla luna per la prima volta (Photo Credits: Wikimedia)

Ma se davvero servissero altre prove

Alcuni scienziati, tra cui l’astronomo statunitense Jim Scotti, l’astrofisico tedesco Harald Lesch e lo storico della scienza Michael Shermer, hanno dimostrato l’infondatezza di questa teoria e la sonda giapponese SELENE e quella indiana Chandrayaan 1 hanno fotografato il sito di allunaggio dell’Apollo 15, rilevando i segni dell’atterraggio del modulo lunare. La Nasa stessa il 7 luglio del 2009 ha cominciato a divulgare le foto delle zone d’allunaggio delle varie missioni Apollo mostrando ciò che rimane dei moduli lunari sulla superficie e le orme lasciate da un astronauta della missione Apollo 17. Nonostante questo, nel 12013 un sondaggio della Gallup ha rilevato che il 7% dei cittadini statunitensi ha dubbi sull’allunaggio.

Stefano Pellone

Bibliografia

Jim Longuski, The Seven Secrets of How to Think Like a Rocket Scientist, Springer, 2006, ISBN 0-387-30876-8., p. 102.

Robin Ramsay, Conspiracy Theories, Pocket Essentials, 2006, ISBN 1-904048-65-X.

Prakash Chauhan e Ajai, A.S. Kiran Kumar, Chandrayaan-l captures Halo around Apollo-15 landing site using stereoscopic views from Terrain Mapping Camera (PDF), in Current Science, vol. 97, nº 5, 10 settembre 2009, p. 630-631.

James Oberg, Lessons of the ‘Fake Moon Flight’ Myth, in Skeptical Inquirer, marzo/aprile 2003, pp. 23, 30.NASA Spacecraft Images Offer Sharper Views of Apollo Landing, https://www.nasa.gov/mission_pages/LRO/news/apollo-sites.html

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