Il Meno fortas di Eimuntas Nekrosius

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Dall’8 Giugno al 14 Luglio a Palazzo Fondi (Na) in corrispondenza con la dodicesima edizione del Napoli Teatro Festival, la mostra dedicata a Eimuntas Nekrosius, straordinario regista lituano recentemente scomparso.

Visionario, feroce, banausico; l’immagine cruda, l’esposizione materica di Eimuntas Nekroisus si trasforma in elemento contemplativo in “Il meno fortas”, mostra dedicata al regista teatrale lituano svoltasi a Palazzo Fondi (Na) in occasione del Napoli Teatro Festival.

Morto lo scorso 20 Novembre, ne rievochiamo oggi la scena torbida, inquieta; ne ricordiamo i personaggi, presenze che interferiscono con l’oggetto, lo scrutano, lo toccano, con esso collidono.

E’ l’assoluta preponderanza dell’elemento visivo, trasversale nell’opera dell’artista, che permette la “messa in mostra” degli elementi scenici che, correlati a bozzetti, foto, stralci di appunti si presentano come cristallizzazione di una posizione irriproducibile, di un occhio dinamico rivolto all’anima, al teatro.

Se in ogni suo spettacolo il simbolo sembra de-sublimarsi per assumere corpo; davanti al gigantesco osso situato al centro della sala, l’occhio del visitatore rimane irretito fino ad incorporare l’evocazione di quell’elemento primordiale: estratto dall’impianto scenico di “Faustas” (2006) l’oggetto si fa centripeto nella contemplazione; è attorno ad esso che i muri del piccolo spazio si riempiono di fotogrammi relativi alle rappresentazioni di Hamletas, Otelas, Makbetas, Idiotas, Dieviskov komedija che, messi a disposizione dell’allestimento, non possono riprodurre ma possono rievocare alcuni dei momenti salienti di un personalissimo processo creativo.

Laddove nella stanza si rievocano le fasi della creazione, il titolo della mostra rimanda invece ad un luogo fisico, il Meno fortas, posto entro un ex stamperia nel centro storico di Vilnius: fu questo che da sempre rappresentò per Nekrosius il baricentro di idee, il fulcro attivo entro il quale plasmare un “teatro degli stati e dell’essere”, l’ambiente che motivasse l’assoluto magnetismo in grado di sprigionarsi dal suo -atto teatrale.

Esposta fino al 14 Luglio, la mostra scaturisce dalla nostalgia di un luogo, a partire da cui si articola la stratificazione di una memoria ancora recente: quella rivolta ad un regista in grado di distillare umanità e calore anche da “testi freddi e cruenti”.

Giorgia Leuratti

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