La 69esima edizione del Festival del Cinema di Berlino: i 5 film italiani in gara

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La Berlinale ha accolto i cinque film italiani, di cui uno solo in concorso per l’Orso d’Oro, “La paranza dei bambini” di Claudio Giovannesi, tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano.

Il Festival di Berlino, giunto alla sua 69esima edizione e che durerà dal 7 al 17 Febbraio, quest’anno ospiterà circa 400 film, divisi in cinque sezioni, di cui la più importante è sicuramente la Competizione ufficiale per l’Orso d’Oro e l’Orso d’Argento. 

La “Paranza dei bambini” è certamente uno tra i film più attesi al Festival. Nato dalla collaborazione tra Roberto Saviano, autore dell’omonimo libro, e Claudio Giovannesi, già regista di “Fiore”. Il lungometraggio è stato girato proprio a Napoli e immortala attori non professionisti provenienti dai quartieri difficili della città.

Francesco Di Napoli, Artem Tkachuk, Alfredo Turitto, Ciro Vecchione, Ciro Pellecchia, Mattia Piano Del Balzo sono: Nicola, Tyson, Biscottino, Lollipop, ‘O Russ e  Briatò, dei giovanissimi gangster che vogliono conquistare soldi, abiti firmati e potere, con tutti i mezzi, non avendo timore di niente e di nessuno e uniti da un legame che va oltre l’amicizia. Gli stessi Giovannesi e Saviano avevano già collaborato in alcuni episodi della seconda stagione di Gomorra.

Selfie” di Agostino Ferrente, in gara nella sezione Panorama Dokumente, è il primo ad essere proiettato. Si tratta di un docu-film girato interamente con il cellulare da due ragazzi nel rione Traiano di Napoli. Il racconto di un’amicizia ai tempi della camorra e dei selfie. Una narrazione originale che sta già facendo parlare molto di sé.

Dafne” di Federico Bondi in concorso sempre nella sezione Panorama, affronta il tema della disabilità con una protagonista, Carolina Raspanti, affetta da sindrome di down. Carolina ha 34 anni, ha già scritto due libri e ha partecipato attivamente alla stesura della sceneggiatura di “Dafne”. Il film è un piccolo gioiello del nuovo cinema italiano e uscirà nelle sale a marzo.

L’opera prima di Michela Occhipinti, “Il corpo della sposa – Flesh Out”, sezione Panorama della Berlinale, è ambientato nel deserto della Mauritania e racconta la storia di Verida, una giovane donna destinata a nozze combinate che deve sottoporsi al “gavage”, cioè ingrassare per avere un corpo degno del suo futuro marito.

Un’altra regista al Festival di Berlino con “Normal”: Adele Tulli. Un viaggio attraverso l’universo maschile e quello femminile, una riflessione sulle dinamiche di genere e su cosa vuol dire, oggi, essere “normali”. 

Claudia Colabono


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