Il sabato sera con La Municipàl Report e photo del concerto al Largo Venue Gigante e La Municipàl, un concerto caleidoscopico

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Andare a un concerto de La Municipàl è come cantare la propria giovinezza. In un progetto di pop d’autore il duo pugliese raccoglie la malinconia e l’ironia dei migliori anni, nella semplicità del cantautorato.

Gigante
PH: Valerio Sablone

Alle dieci il Largo Venue  non era ancora pieno, ad accarezzare l’attesa per il concerto de La Municipàl  è stato Gigante, con la sua band: un’apertura già degna di concerto. Un po’ rock, a tratti un po’ Baustelliani, un po’ indie ma molto più autentici. Gigante ha la carica contradditoria dello spaesamento e del riscatto, le stesse sfumature di una “Tempesta“, titolo di uno degli ultimi singoli. Tra l’ingenuità dell’ukulele e la sfacciataggine della batteria.

 

Gigante ha scaldato l’animo del pubblico, l’arrivo de La Municipàl l’ha infuocato. Un momento di raccolta, di compagnia:  la musica de La Municipal è un diario di bordo generazionale che canta le delusioni, gli amori difficili, gli ultimi treni: i drammi storici di un’adolescenza ormai adulta.

Isabella Tundo
Ph: Valerio Sablone

Carmine Tundo
Ph: Valerio Sablone

Ci siamo passati tutti dentro quei testi. Ci siamo sentiti tutti, almeno una volta, con le Caviglie stanche, in Vecchie dogane, ci siamo infilati dentro una Lettera dalla provincia leccese, in Guerre perdute
Eppure c’è un ritmo spensierato, una leggerezza felina che riveste tutta la malinconia de La Municipal.

La Municipàl
PH: Valerio Sablone

Il concerto è stata una dolce ballata, un crescendo metaforico che ci ha condotto tra le direzioni di un labirinto esistenziale da cui, tutti, ci aspettiamo solo la luce.
Tra i luoghi comuni del repertorio, dalla fuori sede alla fine del mondo, La Municipal hanno cantato con spontaneità la spontaneità stessa, il romanticismo degli ultimi anni dentro un ritmo semplice, una ballata mediterranea che vien voglia di risuonarla a casa il giorno dopo.

Una sintonia tra i due fratelli, Carmine e Isabella Tundo, che si percepiva anche in quel distacco tra i due, in quel non-contatto che svelava una fiducia intima. 

 

Il duo pugliese de La municipàl  ha ripercorso l’ultimo album, le più conosciute tra le undici tracce, i bis di quelle più coinvolgenti: per farci sentire in compagnia e parte stessa di quella realtà che fotografano nei loro testi.
Una forte carica evocativa, un concerto per “studenti fuori sede”, ma anche per tutti gli Young adult che ieri hanno riempito il Largo, per chi sceglie la provincia, per chi combatte ancora “guerre perdute”. Senza età. 

Live Report: Rossella Papa

Photo : ©Valerio Sablone

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