Larèt dal vivo | Marmo per ‘Spaghetti Unplugged’

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Ieri sera, presso il locale “Marmo” nel quartiere romano di San Lorenzo, è andata in scena una delle prime e più interessanti esibizioni di Valentina Rettaroli, in arte ‘Larèt’. Soltanto due brani intorno alle 21 e 30, nel contesto dell’abituale appuntamento ‘Spaghetti Unplugged’ consacrato al nuovo cantautorato capitolino. Scriviamo ‘soltanto’ perché da un lato il mini-set proposto è stato più che sufficiente a dare al pubblico un’idea del mondo sonoro racchiuso nella cantautrice; d’altro canto, però, avremmo ascoltato ancora e molto volentieri ciò che ‘Larèt’ ha da svelare a noi ascoltatori.

Fresca di vittoria di svariati contest musicali – l’ultimo dei quali pochi giorni fa, ‘It’s up to you’ andato in scena al Largo Venue’ – la 29enne Valentina è una delle giovani realtà più stimolanti nel panorama musicale della Capitale.
Una voce suadente, versatile, eclettica, ed emozionante soprattutto, che siamo certi avrà presto occasione di venir scoperta da un uditorio molto ampio.

Ieri sera il giovane pubblico a gremire la sala per ‘Spaghetti Unplugged’ l’ha applaudita fin dall’inizio. E così, dopo aver visto il videoclip del primo singolo estratto dall’EP di prossima pubblicazione (Intitolato ‘Quello Che Volevo’, bianco e nero evocativo per una ballad dolce-amara), proiettato sul mega-schermo alle spalle del palco, è tempo per Valentina di uscire finalmente allo scoperto e apparire di persona.

Ad accompagnarla alla chitarra acustica, il valido Daniele De Seta.
Lei si mostra fin da subito a suo agio a contatto col pubblico e di fronte al microfono: camicetta bianca e pantaloni neri, nessun atteggiamento da diva; sorride, scherza e al termine di una mini-intervista in diretta e dei ringraziamenti di rito a tutti coloro che con lei e per lei collaborano, ‘Laret’ si lascia andare ai due brani di cui si accennava. Si intitolano ‘Dinosauro Chic’ e ‘Messina’, quest’ultimo una dedica ad un caro amico scomparso.

In entrambi i pezzi è un caldo cuore soul e pop a connotare gli arrangiamenti. Nella loro essenzialità ‘nuda’ vanno dritti al cuore e col loro incedere meditativo lasciano ai fraseggi cantati tutto lo spazio per sedimentare nell’emotività di ogni ascoltatore. Sono brani molto intimi, che prendono spunto dall’autobiografia e e in una vivida reinvenzione dei classici moderni di derivazione anglo-americana parlano a tutti noi e il messaggio arriva forte e chiaro. Auguriamo a Valentina forte vento a favore, perché la sua barca di musica ha davvero tanto da raccontarci.

Ariel Bertoldo

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About Author

Milanese di nascita, romano d'adozione. Nato all'inizio degli anni Ottanta e innamorato di parole e musica fin da adolescente. Giornalista freelance dal 2003, collaboratore nel settore Spettacoli di quotidiani ("Il Riformista"; "L'Unità"), magazine cartacei ("Rockerilla") e webzine online ("Ondarock"), ma anche radio e case editrici. Il suo motto? "Tutto scorre e quasi niente è per sempre". Tranne forse la buona musica.

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