L’Orchestra Sinfonica Siciliana e Otto Katzameier in concerto alla Sapienza Maxime Pascal dirige l'Orchestra Siciliana e Otto Katzameier in concerto alla Sapienza

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L’Orchestra Sinfonica Siciliana e il baritono Otto Katzameier diretti da Maxime Pascal in un viaggio tra le note di Stockhausen, Debussy e Mahler

(Maxime Pascal, fonte: immagine web)

Un punto in musica è una nota sola e corta, e per Stockhausen una nota sola è come una stella in cielo” il direttore d’orchestra Maxime Pascal introduce così il brano di Karlheinz Stockhausen, Punkte, prossimo all’esecuzione.

Quando tutta l’orchestra suona note sole, è come se fossero tutte le stelle in cielo, e questa scrittura descrive le forme che il cielo ha durante la notte. Spirali, punti, linee: ogni strumentista è una stella, parte di queste forme, di queste 12 costellazioni che andremo ad ascoltare”.

L’atmosfera descritta dal Pascal è una visione particolarmente difficile da affiancare all’ascolto di Punkte, brano estremamente avanguardista, lungi dalla facile immedesimazione. La chiave interpretativa, nonostante svelataci, è ben celata in una cassaforte di cui è difficile sbloccarne il meccanismo di apertura.

L’Orchestra Sinfonica Siciliana ci rende più lieve questo compito interpretativo, evitandoci un ascolto distante, uno sguardo di questo cielo statico dal basso verso l’alto col naso rivolto all’insù: ci accompagna bensì su una stella itinerante, che tra virate, curve ed impennate ci guida attraverso l’enormità ed il caos del cielo stesso, dissonante per definizione.

Il silenzio per Stockhausen è come il cielo nero, senza stelle. Il pezzo è silenzio, poi forme, poi silenzio poi di nuovo forme in mutamento continuo. Il silenzio è per avere chiare tutte le forme e saperle ascoltare“.

(K. Stockhausen, fonte:immagine web)

Punkte, un brano di difficile ascolto ma anche di impegnativa esecuzione, mette sicuramente alla prova l’orchestra, che, uscitane vincitrice, si distende poi con brani di più fluida armonia.

Il Prélude à l’aprés-midi d’un faune di Claude Debussy è infatti un brano teso a realizzare il desiderio dell’esplorazione dei sentimenti interiori, un’avventura di cui si fa narratore il flauto che, disancorato dal suo solito timido ruolo in orchestra, ci propone un nuovo viaggio.

Questo viaggio non ci va volteggiare tra le stelle ed il silenzio del cielo, ma ci porta a seguire un fauno attratto dalle ninfe, una passeggiata tra boschi e rugiada, un’atmosfera fresca quanto surreale, tra sogno e realtà. 

Il poema sinfonico Prélude à l’aprés-midi d’un faune venne orchestrato da Debussy sulla base del testo di Mallarmè, il quale espresse il suo giudizio in questi termini: “La musica non presenta alcuna dissonanza col mio testo, se non per il fatto che riesce ad andare realmente più lontano, nella nostalgia e nella luce, con finezza, con inquietudine, con ricchezza“.

(Otto Katzameier, fonte: immagine web)

La voce del baritono Otto Katzameier dirotta questo speciale viaggio tra cielo e terra, verso un sentimento senza luogo nè tempo. È infatti con i Lieder eines fahrenden Gesellen di Gustav Mahler che il concerto volge verso il dolore dietro le pene d’amore. I Lieder, capolavoro giovanile di Mahler, vennero composti per onorare il suo amore verso il soprano Johanna Richter, un amore purtroppo infelice, di cui ci trasmette ogni sofferenza in questa raccolta di brani.

Perfetta è l’esecuzione di Otto Katzameier, che ad occhi chiusi e quasi in punta di piedi, si fa carico di questo sofferto amore prima di raccontarcelo, pena per pena.

Tramite questa scelta di brani, l’Orchestra Sinfonica Siciliana ci ha dimostrato come sia facile viaggiare facendosi trasportare dall’armonia di note non definibili dai concetti umani di spazio e tempo. 

Eleonora Giulia Meloni

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