Maneskin – Il ballo della vita tour | Roma 24.06.19 [Report + photogallery]

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Ieri sera i Maneskin sono stati, ancora una volta, protagonisti della scena romana. Era la seconda data nella cavea dell’Auditorium Parco della Musica dove, in occasione del Roma Summer Fest, i fan della rock band hanno potuto ballare sulle note de “Il Ballo della Vita Tour”.

Tra il pubblico visi di bambini, genitori, ragazzi. Erano in molti ad intonare i brani più celebri dei Maneskin, come Chosen, che li ha resi popolari in tutta Italia durante l’undicesima edizione di X Factor.

Damiano dei Maneskin - Ph © Marika Torcivia
Damiano dei Maneskin – Ph © Marika Torcivia

Lo stesso riscontro tra il pubblico hanno avuto pezzi quali Morirò da re e L’altra dimensione, per non parlare di Torna a casa, che ha chiuso il concerto tra canti sfrenati e applausi infiniti.

Tra una hit e l’altra i Maneskin ci hanno fatto cantare le varie tracce del disco Il ballo della vita: da Are you Ready? a Niente da dire, da Le parole lontane a Immortale, passando per Sh*t blvd e Close to the Top.

A noi di Metropolitan sono piaciute soprattutto le cover. Beggin’, di Madcon, è sicuramente tra le meglio riuscite, così come Vengo dalla luna (di Caparezza), per non parlare di Somebody told me, cover dei The Killers.

Thomas dei Maneskin - Ph © Marika Torcivia
Thomas dei Maneskin – Ph © Marika Torcivia

Da questi pezzi, forse, più che dai singoli, emerge la loro forza. La voce graffiata e potentissima di Damiano, il rock ’n’ roll di cui si fanno stimatori, la voglia di spaccare il mondo che solo da giovanissimi si può avere. 

Canzoni che la storia della musica ha reso celebri, ma che hanno avuto una nuova vita con i Maneskin. Lungi dal voler presentare un’analisi tecnica, che non siamo assolutamente in grado di fare, azzardiamo col dire che in certi casi, gli allievi hanno raggiunto i maestri.

Per lo meno di fronte agli occhi (e alle orecchie) di persone estranee ad ogni tipo di tecnicismo. Persone che non lavorano in ambito musicale e quindi, non essendo del mestiere, non hanno gli strumenti necessari per poter comprendere le questioni più specifiche.

Victoria dei Maneskin - Ph © Marika Torcivia
Victoria dei Maneskin – Ph © Marika Torcivia

Ma la musica non è fatta solo per gli addetti ai lavori. La musica è fatta soprattutto per la gente comune, per i bambini e gli anziani, per i ragazzini e per chi non è più giovane ma nemmeno così vecchio. Per certe persone certi tecnicismi non sono davvero importanti. Quello che conta è uscire la sera, con la speranza di poter incontrare qualcuno che sappia ancora far ballare, e unire, intere generazioni di fan.

C’è chi pensa che i Maneskin siano solo dei ragazzini, una moda, destinata a scomparire. Noi preferiamo concentrarci sul presente e pensare che, a prescindere da quello che saranno fra 10 anni, ora stanno facendo qualcosa di molto potente ed estremamente bello.

Perché ieri sera c’erano bambini di 9 anni che cantavano We Will Rock You, perché ce n’erano altri poco più grandi che ballavano Breezeblocks o urlavano il ritornello di My Sharona.

Damiano dei Maneskin - Ph © Marika Torcivia
Damiano dei Maneskin – Ph © Marika Torcivia

Allora forse questi bambini, fra 10 anni, si ricorderanno del loro primo concerto, del rock ‘n’ roll e dei pantaloni a zampa di elefante di Damiano, Victoria, Thomas e Ethan.

Le immagini sono di © Marika Torcivia

Live Report: Laura Bartolini

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About Author

Nata e cresciuta in provincia di Rimini, mi sono laureata in Lingue e Letterature Straniere all'Università di Bologna. Dopo aver passato alcuni mesi all'estero, viaggiando tra Mosca e San Pietroburgo, mi sono resa conto di quanto sia importante la comunicazione, soprattutto a livello culturale ed internazionale. I miei studi attuali, Editoria e Giornalismo alla Sapienza, così come il lavoro a Metropolitan Magazine Italia, nutrono la mia speranza in una divulgazione culturale, giovane e senza frontiere.

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