Marte, inSight e Terrapiattisti Le due velocita' della conoscenza

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Mentre ieri parte del mondo era con la schiena incollata alle sedie in attesa dell’ammartaggio di inSight, ancora riecheggiavano nelle orecchie le parole udite nel servizio delle Iene. Personalmente si è trattato della prima “prova” filmata dell’esistenza di terrapiattisti italiani (ne avevo letto spesso su facebook e persino un amico millanta di avere un conoscente terrapiattista fervente).

Precisazioni Doverose:

Prima di proseguire occorre fare due doverose precisazioni:

  1. Le Iene non sono una fonte attendibile, e già altre volte (leggasi ad esempio il caso Stamina) hanno fatto reportage al limite, se non oltre il limite, del grottesco.
  2. Sebbene ancora in attesa di conferme circa la effettiva autenticità del video delle iene, è purtroppo incontrovertibile l’esistenza di un movimento “terrapiattista” mondiale (principalmente americano). Quando scriviamo “terrapiattisti” ci stiamo riferendo a loro.

Una storia di Selfie da parte dei vari Rover Marziani (Opportunity, Curiosity e inSight)

Appare dunque evidente che, al giorno d’oggi, il mondo stia viaggiando ad una doppia velocita’: se da un lato scienza e conseguente tecnologia superano barriere e pongono l’asticella della conoscenza sempre più in alto, dall’altro individui armati di vanga si ostinano a ridefinire il concetto di “fondo”..

Un collega, rivisitando le teorie della relatività generale, rideva dicendo che “ci troviamo di fronte ad idiozie talmente massive da piegare il pensiero razionale”. Purtroppo, per quanto l’idea sia intrigante, temo che il problema vada cercato altrove: più precisamente nel “buonsenso”.

Il Buonsenso, o senso comune, e’ il peggiore nemico del progresso scientifico.

Siamo portati a credere che le scoperte odierne siano “più anti-intuitive” che in passato, ma non e’ cosi’.

Accettare che la terra non fosse piatta e’ stato, ai tempi di eratostene, un salto enorme, così come accettare il sole come centro del nostro sistema planetario ai tempi di Keplero. Questi due concetti quasi universalmente riconosciuti al giorno d’oggi, sono infatti in antitesi    con le osservazioni dell’uomo comune.

Proprio qualche giorno fa, parlando del Confirmation Bias sulla nostra pagina facebook tra i commenti compariva una valutazione interessante: come si fa, infatti, ad evitare di cadere nella trappola congiunta di Confirmation Bias e Buonsenso? La risposta e’ nel Metodo Scientifico!

Avere un’idea pregressa non è a priori sbagliato, tutt’altro, ma bisogna usare gli accorgimenti che oramai da un anno ripetiamo incessantemente:

  1.  le idee devono combaciare coi dati, non viceversa
  2.  bisogna avere sempre un campione di controllo
  3.  se una idea appare “fallimentare” bisogna essere disposti ad ammettere l’errore ed andare avanti

A questo, bisogna aggiungerne una ulteriore, non propria del metodo scientifico in sé, ma piuttosto inerente alla vita in società. Nei limiti del possibile bisogna accettare la propria limitatezza ed accettare i risultati prodotti da una comunità di esperti in un campo.

Francesco Avanzi

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