MeckaZ 1 – la recensione di infoNerd

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MeckaZ, euromanga del talentuoso Nicolas David, usciva pochi giorni fa con il suo primo volume anche in Italia per mano della casa editrice Mangasenpai. Oggi vi raccontiamo cosa ne pensiamo.

MeckaZ è un euromanga in tre volumi firmato da Nicolas David, mangaka francesce famoso per essere un masterclass del contest Silent Manga Audition. Dopo aver visto l’annuncio dell’uscita del primo numero pochi giorni fa, ho deciso di dare una possibilità a questo manga.

(Dettaglio di una tavola di MeckaZ 1)
(Dettaglio di una tavola di MeckaZ 1)

Credo che Francesco, il proprietario della fumetteria Freekomix, non abbia creduto ai suoi occhi quando proprio io ho richiesto un volume di un manga del genere.

MeckaZ 1: uno spokon futuristico

Questo fumetto ci porta in un mondo dove l’uso dei mecha è molto diffuso e dove i loro piloti godono di una fama importante proprio perché associati a opere di interesse collettivo per la comunità.

(Incipit di MeckaZ 1)
(Incipit di MeckaZ 1)

“Sia che sorveglino le zone di guerra o le frontiere… sia che aiutino i cittadini… o semplicemente si preparino per un importante combattimento… tutti i migliori piloti al mondo hanno un punto in comune… hanno un look impeccabile!”

Pubblicità televisiva che funge da incipit per MeckaZ 1

Il filo conduttore di MeckaZ 1

Il protagonista di MeckaZ è Tako, ragazzo di 15 anni che vive svogliatamente la scuola e che si chiede costantemente come faccia il suo amico Sten a relazionarsi così bene con le ragazze.

(Dettaglio di una tavola di MeckaZ 1)
(Dettaglio di una tavola di MeckaZ 1)

Durante un’uggiosa giornata però Tako conosce per caso il club di robotica ultimo in classifica della scuola.

(Tavola di MeckaZ 1)
(Tavola di MeckaZ 1)

Da quel momento in poi il lettore scoprirà il grande agonismo presente all’interno della scuola tra i quattro club e di come intorno ai mecha ci sia un giro di soldi, potere e opportunità considerevole.

(Dettaglio di una delle tavole di MeckaZ 1)
(Dettaglio di una delle tavole di MeckaZ 1)

Un giro di soldi e potere le cui conseguenze sembrano essere anche costose da pagare, ma che la scuola è disposta ad accettare.

MeckaZ 1: solo uno spokon?

Parto da un antefatto: io di solito non leggo volentieri manga di questo genere, di solito visti da me sotto la lente della fiera della banalità.

(Dettaglio dell copertina di MeckaZ 1)
(Dettaglio dell copertina di MeckaZ 1)

Quando ho acquistato questo numero l’ho fatto un po’ scettica, ma incuriosita per il fatto che fosse un euromanga che aveva raccolto consenso anche in terra nipponica. E poi dai… ci sono i robottoni!

(Dettaglio della copertina di MeckaZ1)
(Dettaglio della copertina di MeckaZ1)

Il risultato di questa lettura è che alla fine mi è piaciuta. Inaspettatamente mi è piaciuta. Il disegno era curato nella sua semplicità, linee nette e pulite senza troppi chiaro-scuri o ombre. Illustrazioni snelle.

(Dettaglio di una tavola di MeckaZ 1)
(Dettaglio di una tavola di MeckaZ 1)

Questo stile si addice a un’opera in cui sarebbe un disastro far perdere la cognizione del racconto al lettore con tavole confusionarie con mecha che si muovono ad alta velocità.

(Dettaglio di una tavola di MeckaZ 1)
(Dettaglio di una tavola di MeckaZ 1)

In queste linee nette e pulite poi mi è piaciuto notare i dettagli di un mondo che già nel primo volume sembra avere un lato nascosto oscuro. Scuole all’interno delle quali i soldi sono spesi per tutto ciò che gira intorno ai tornei di mecha. Tornei scolastici la cui giuria è formata anche da un militare di alto rango.

(Dettaglio di una tavola di MeckaZ 1 in cui si vede un militare di alto rango)
(Dettaglio di una tavola di MeckaZ 1 in cui si vede un militare di alto rango)

E intanto dietro quei giovani piloti sembra di vedere lo spettro delle future vittime della guerra.

MeckaZ 1: la storia e la caratterizzazione dei personaggi

La storia è molto lineare e anche già vista (sempre di un manga con precise regole di redazione si parla), ma nonostante tutto essa è arricchita proprio da quei dettagli che – in una tavola incentrata su una pubblicità televisiva, o in un discorso riguardo al successo dei tornei di mecha – ci lanciano intuizioni per capirne il mondo di appartenenza senza dovercelo spiegare insistentemente.

(Dettaglio di una tavola di MeckaZ 1)
(Dettaglio di una tavola di MeckaZ 1)

Allo stesso modo impariamo a conoscere i personaggi nelle azioni e nei piccoli dettagli alla stregua dell’universo in cui vivono. Anche qui l’autore ha puntato su personaggi con determinate caratteristiche stereotipate per il genere, ma per me è stato sicuramente apprezzabile il fatto che non arrivassero mai fino al punto di essere stereotipi.

(Dettaglio di una tavola di MeckaZ 1)
(Dettaglio di una tavola di MeckaZ 1)

Molte volte i personaggi di un genere regolato rischiano, proprio seguendo lo stereotipo, di diventare delle macchiette senza sfumature. O tutto nero o tutto bianco. Invece con MeckaZ 1 questo non avviene mai, e i suoi personaggi ti danno anche un senso di realtà nel limite del possibile di uno spokon futuristico.

I tre volumi della miniserie MeckaZ troveranno tutti pubblicazione quest’anno e le voci di corridoio dicono che il terzo volume in italiano sarà presentato dallo stesso Nicolas David al Lucca Comics & Games 2019

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Sono un'antropologa che si diverte a fare quattro chiacchiere tra amici mostrando il perché Star Wars non sia solo un bel film, ma un complesso mito attraverso cui si narrano le vicissitudini umane circa la società, la religione, l'identità personale, i riti di iniziazione, ecc. ... e potete sostituire Star Wars con qualsiasi altra cosa!

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