MMI Today | Bloomsday e la Giornata della Gioventù

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Bloomsday, la giornata dell’ambientazione del capolavoro di James Joyce, l’Ulisse, cade ogni 16 giugno, dal 1904. Lo stesso giorno del mese di giugno in cui si celebra la gioventù e si ricordano le rivolte studentesche in Sud Africa, a Soweto.

Bloomsday, la giornata dei Bloom, una famiglia di Dublino, che diverrà immortale tra le pagine di James Joyce. Il romanzo si sviluppa nell’arco di una giornata, interamente a Dublino. Racconta in profondità l’emotività dei suoi personaggi, introducendo il flusso di coscienza e facendo largo uso del monologo interiore.

James Joyce fu un vero e proprio innovatore nel campo della letteratura.

Il 16 giugno, dal 1904, a Dublino e in altre parti del mondo, si celebra lo scrittore irlandese James Joyce. Festa laica in Irlanda, il nome Bloomsday deriva dal cognome del protagonista del romanzo, Leopold Bloom. Inoltre, il 16 giugno è il giorno in cui Joyce e quella che sarà la sua compagna per tutta la vita, Nora Barnacle, si dettero il primo appuntamento, una passeggiata verso il villaggio di Ringsend.

Cosa si fa il Bloomsday?

Gli appassionati e i curiosi, ripercorrono il percorso fatto da Leopold Bloom. Alcuni vestiti in stile edoardiano, si fermano agli angoli delle strade per ascoltare le letture del romanzo. Altri, invece, visitano i luoghi attraverso cui James Joyce descrive Dublino e la vita di un giorno, quella quotidiana e malinconica, di uno tra i tanti dubliners.

Bloomsday, foto dal web
Bloomsday, foto dal web

Dal 1994 il Bloomsday viene celebrato anche nella nella città ungherese di Szobathely, il luogo di nascita del padre di Leopold Bloom, Virág Rudolf, un emigrato ungherese ed ebreo. L’evento solitamente si svolge nelle vicinanze dei resti di un tempio di Iside, e la Blum-mansion, una casa dedicata a Joyce dal 1997, al 40–41 di Fő street, proprietari ed inquilini della quale sono una famiglia di ebrei chiamati Blum. L’autore Ungherese László Najmányi nel suo romanzo del 2007, The Mystery of the Blum-mansion, descrive i risultati di una sua ricerca sulle connessioni tra la famiglia Blum e James Joyce.

La Giornata della Gioventù

Il 16 giugno 1976, scoppiarono le rivolte studentesche a Soweto, in Sud Africa.

Gli scontri coinvolsero studenti neri, stufi della politica segregazionista del National Party, il partito degli afrikaner nazionalisti che all’epoca governavano il Paese. La manifestazione durò dieci giorni, durante i quali vennero uccise dalla polizia centinai di persone. Questo evento, che colpì l’opinione pubblica mondiale, diede inizio ad un effetto a catena, per cui, quindici anni dopo, il Sud Africa abolì l’apartheid.

Fu l’Afrikaans Medium Degree, un decreto che obbligava tutte le scuole del Sud Africa ad usare l’afrikaans come lingua paritetica all’inglese, ad accendere la miccia. Il Primo Gennaio del 1975, i presidi di tutte le scuole nere ricevettero l’ordine di usare l’afrikaans durante le lezioni di alcune materie. L’annuncio fu dato da J. G. Erasmus, Direttore Regionale dell’Istruzione Bantu (bantu era il termine usato dalle autorità sudafricane per riferirsi alla popolazione nera).

Manifestazione studentesca del 16 giugno 1976, Soweto
Manifestazione studentesca del 16 giugno 1976, Soweto

Da alcuni percepita come una necessità, perché un nero avrebbe potuto trovarsi “davanti ad un capo che parla afrikaans o inglese”. Da altri, invece, interpretata come l’ennesimo sopruso di potere, finalizzato alla ulteriore oppressione del popolo africano, che conosceva molto meglio inglese, lingua che era sta scelta come la ufficiale da molti bantustan.

La fine di Ulrike Meinhof

“Se uno lancia un sasso, il fatto costituisce reato. Se vengono lanciati mille sassi, diventa un’azione politica. Se si dà fuoco a una macchina, il fatto costituisce reato. Se invece si bruciano centinaia di macchine, diventa un’azione politica. La protesta è quando dico che una cosa non mi sta bene. Resistenza è quando faccio in modo che quello che adesso non mi piace non succeda più.” (Ulrike Meinhof)

Ulrike Marie Meinhof, giornalista, terrorista e rivoluzionaria tedesca, venne arrestata il 16 giugno 1972, a Langenhagen. La donna era la cofondatrice del gruppo armato tedesco-occidentale di estrema sinistra Rote Armee Fraktion, meglio noto con R.A.F. o Banda Baader-Meinhof. Venne accusata di aver organizzato un attentato con esplosivo alla casa madre dalla casa editrice Axel Springer Verlag.

Ulrike Meinhof, foto dal web
Ulrike Meinhof, foto dal web

I fatti che stanno dietro alla sua morte, ufficialmente un suicidio, avvenuta in carcere, sono molto controversi.

Tuttavia, più controverso ancora è l’insabbiamento dell’analisi del cervello della Meinhof, che trafugato, fu la prova di un problema celebrale, una sorta di infermità mentale, che avrebbe dovuto essere presa in larga considerazione durante il suo processo giudiziario.

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