Motorland, l’approfondimento sui motori di Metropolitan

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Ciao a tutti gli appassionati di motori di Metropolitan Magazine Italia! Bentornati con il consueto appuntamento di Motorland, dove questa settimana parleremo del GP di Cina di Formula 1, la prima tappa italiana della storia di Formula E tenutasi a Roma, Indycar e MotoGP. Pronti? Via!

F1, China: grande prova di Ricciardo, Vettel solo 8°

(a cura di Lorenzo Pellegrini)

Alla partenza Vettel è riuscito a mantenere la prima posizione chiudendo in modo brusco Räikkönen all’entrata della prima curva; il finlandese è stato costretto ad alzare il piede ed è stato infilato da Bottas e, successivamente, da Verstappen con un grande sorpasso all’esterno in curva 6.

La classifica vedeva Vettel comandare su Bottas, Verstappen, Raikkonen, Hamilton e Ricciardo quando, al 18mo giro, i piloti Red Bull hanno aperto le danze ai box montando entrambi gomme medie allo stesso giro. Mossa seguita subito dopo da Hamilton, Bottas e Vettel. Grazie a una sosta non perfetta dei meccanici Ferrari e a uno strepitoso ‘out lap’ di Bottas, il finlandese della Mercedes passa al comando.

Al 31mo giro però l’episodio che cambia il destino del Gran Premio: Gasly colpisce il suo compagno di squadra Hartley alla staccata della curva 14 e la direzione gara chiama in pista la Safety Car per i troppi detriti in traiettoria.

I leader della corsa si accodano alla vettura di sicurezza, quando la Red Bull decide di chiamare entrambi i piloti ai box per passare a un nuovo treno di gomme soft. Questa mossa sarà l’artefice del grande recupero delle due vetture austriache.

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Ricciardo festeggia la prima posizione nel Gran Premio della Cina. Photo Credits: Red Bull content pool.

Ricciardo passa subito Räikkönen mentre Verstappen, dopo qualche tentativo, passa Hamilton. Ricciardo prosegue la sua rimonta a suon di sorpassi e si sbarazza di Hamilton, Vettel e Bottas. Poco più indietro l’olandese della Red Bull recupera terreno su Vettel.

Verstappen tenta il sorpasso alla staccata del rettilineo più lungo del circuito ma valuta male l’entrata in curva colpendo il ferrarista e provocandone il testacoda. Questa manovra sarà scontata dal pilota Red Bull con 10 secondi di penalità aggiunti al tempo di gara.

Entrambi i piloti proseguono ma a rimetterci maggiormente è Vettel, che si ritrova con l’auto danneggiata e con un forte squilibrio aerodinamico che gli fanno perdere man man terreno, chiudendo la gara all’8° posto.

Indycar: Rossi domina a Long Beach

(a cura di Alessandro Patanè)

Una gara spettacolare fin dalla partenza, tanta azione e tante penalità che hanno favorito il #27 del team Andretti che ha così conquistato la testa del mondiale.
Alla partenza Rossi è partito dalla pole,mentre Power ha fatto una brutta partenza, poi ha recuperato per riprendere secondo posto.

Ma sulla linea esterna, Graham Rahal si è toccato con Simon Pagenaud facendolo girare. Rahal ha così conquistato il terzo posto ma è andato sotto investigazione da parte degli stewards e gli è stato inflitto un drive through.

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Rossi in azione durante l’ultimo GP.

Al 7 ° giro, Kanaan ha superato Wickens, mentre davanti, Rossi aveva già tirato un vantaggio di 3,5 secondi su Power, che aveva Dixon, Newgarden, Hinchcliffe e Bourdais appaiati dietro di lui.
Quattro giri dopo, dopo aver usato il push-to-pass, Hinchcliffe ha commesso un errore che ha permesso a Bourdais di entrare in quinta posizione mentre lo stesso Hinchcliffe è sceso al nono posto, dietro a Kanaan, Wickens e King.

Hinchcliffe ha colto l’opportunità per passare a una strategia a tre soste, subito dopo che Rahal e Jones si erano anche impegnati in una strategia a tre soste. Due giri più tardi, Josef Newgarden è diventato il primo front-runner a fermarsi, con Matheus Leist.

Davanti, il traffico aveva permesso a Power di rimanere a circa 3,5 secondi da Rossi, 1,5 su Dixon, con Bourdais a una distanza simile dietro al pilota Ganassi. Wickens, in quinta posizione, era più di sette secondi più indietro nel momento in cui si fermava al 24 ° giro. In realtà il suo pit è durato molto a lungo a causa di problemi tecnici.

Rossi ha fatto la sosta con un vantaggio di 3,5 secondi al 25 ° giro, nello stesso giro di Marco Andretti e Max Chilton, ed è stata una fermata veloce. Il ritmo impresso dal pilota Andretti gli ha permesso di essere davanti con un vantaggio di 8 secondi su Dixon, seguito da Newgarden, Power, Bourdais, Kanaan, Jones, Hunter-Reay, King e Hinchcliffe.

A metà distanza, Dixon aveva ridotto il vantaggio da Rossi a 4 secondi e cambiato, ma poi è arrivata la bandiera gialla – Kaiser aveva pattinato lungo la strada di fuga nella curva 1 e aveva bisogno di un bump start.
Alla ripartenza al 47 ° giro Hunter-Reay si è stato colpito da Sato, lasciando la macchina dell’Autosport Andretti con una gomma a terra. Il pitstop ha lasciato il #28 al 19 ° posto.
La scossa della gara è arrivata un giro più tardi quando Bourdais ha passato Dixon e Leist doppiato, tutti in urva 1.

Tuttavia, Bourdais è stato ordinato da Race Control di rinunciare al secondo a Dixon per aver usato l’uscita a pitlane per il suo mega-passaggio. A 17 giri dalla fine e Dixon fuori lontano, Power ha avuto un gap di 2,4 secondi per cercare di chiudere Rossi. Nonostante l’utilizzo di push-to-pass, Power potrebbe mantenere il distacco su Rossi stabile.

A 15 giri dal termine, le vetture doppiate sono state spostate sul retro del campo, dando in teoria a Jones la possibilità di provare a superare Power. Tuttavia, quando la bandiera verde è volata a nove giri dalla fine, il pilota numero 10 di Ganassi si è dovuto difendere duramente da Veach a sua volta attaccato da Rahal.
Power ha dato tutto ciò che aveva negli ultimi giri, appoggiandosi al suo passo, ma Rossi ha fatto altrettanto ed è stato sempre in grado di tenere il pilota di Penske a una certa distanza, riuscendo a tagliare la linea per vincere a 1.24sec.

La coppia di loro aveva tirato oltre otto secondi di vantaggio su Jones, che comunque si è aggrappato per eguagliare il suo miglior risultato di sempre con il terzo posto, il suo primo podio per Ganassi.
La Indycar non si ferma; nel prossimo weekend c’è la gara ad Alabama, al Barber Motorsport Park, prima di partire per Indianapolis!

Formula E: Sam Bird vince il primo ePrix di Roma della storia

(a cura di Luca Luppino)

Il poleman Felix Rosenqvist ha visto sfumare la sua terza vittoria stagionale a causa della rottura della sospensione posteriore sinistra. E’ stata una gara assolutamente emozionante e ricca di battaglie con Luca Filippi e Lopez che hanno dato via ad una bella rimonta dalle retrovie. Fin dalla partenza, i piloti si sono dati battaglia con staccate al limite e sorpassi azzardati.

La corsa è stata caratterizzata anche dalla FCY che è scattata ben due volte nella parte centrale della corsa. Le emozioni non sono certo mancate, con Lucas di Grassi ed André Lotterer che nella seconda parte di gara hanno sfoderato una prestazione incredibile.

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Una delle fasi iniziali del primo E-Prix di Roma di Formula E.

La loro rimonta li ha portati a chiudere entrambi a podio. Jean-Eric Vergne chiude in quinta posizione approfittando del ritiro di Rosenqvist e della fine della batteria di Mitch Evans (occupava la quarta posizione il neozelandese). Una gara stregata per la Jaguar, con Piquet che ha avuto problemi alla propria monoposto.

Il mondiale non è riaperto, semplicemente non si è mai chiuso. Sam Bird ha la chance di accorciare ancora di più dal leader del mondiale. Cosa succederà a Parigi?

MotoGP: Austin in forse per Dani Pedrosa

(a cura di Matteo Carpenzano)

Dopo tutte le polemiche post gara, la realtà è che Dani Pedrosa ha avuto a che fare con l’ennesimo infortunio della sua carriera. Questa volta è toccato al suo polso destro, fratturatosi dopo la caduta subita in Argentina.

L’intervento, eseguito dal solito dottor Mir a Barcellona, sembra essere riuscito nel migliore dei modi. Dani ha rilasciato queste parole: “Dopo l’operazione ho iniziato a sentirmi meglio di giorno in giorno, iniziando immediatamente a fare esercizi per cercare di aumentare la mobilità e ridurre l’infiammazione.”

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Dani Pedrosa: per lui la stagione inizia subito in salita.

Quel che stupisce è che venerdì lo vedremo in pista nel tentativo di comprendere se potrà partecipare al GP di Austin o meno. “Finché non sarò in sella alla mia moto non potrò conoscere davvero la mia situazione. Quello che mi è chiaro in questo momento è che vale la pena fare il viaggio e provarci.” Come al solito Dani non si smentisce mai: serio, professionale e positivo. Forza!

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