Omaggio al Mito: La mostra dei cimeli Ferrari nella città di Catanzaro

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Giorno 8 e 9 Dicembre si è tenuta a Catanzaro, presso le Gallerie del San Giovanni un’importantissima, quanto mai magistrale esposizione di cimeli legati al marchio del Cavallino Rampante, organizzata dal Ferrari Club di Catanzaro.
Da grande appassionato del marchio del Cavallino, non potevo farmi scappare di certol’occasione di visitare una vera e propria mostra d’arte contemporanea appartenente al mondo dei motori, e di un simbolo che ha fatto e continua a fare la storia nel mondo delle quattroruote.

Vengo da subito accolto da una delle colonne sonore che più amo, Heart of courage, che riesce perfettamente a racchiudere la grandezza e la maestosità della mostra.
Da subito vengo accompagnato alla scoperta dei cimeli dal presidente del club, Mimmo Tiriolo, che molto gentilmente mi racconta tutte le storie che si nascondono dietro ogni pezzo che andava a comporre quel grande mosaico motoristico.

Tanti i cimeli presenti nella prima sala quali, ad esempio, una tuta appartenente al pilota di GP2 Antonio Fuoco gentilmente regalata al club affiancato dall’alettone anteriore appartenente alla monoposto di Kimi Raikkonen del 2007. Ma, l’attraizione principale in quella sala era una vettura del Cavallino in edizione limitata, parliamo di una Ferrari 500 F2, una dei 50 esemplari realizzati dalla Ferrari per gli autosaloni presenti nelle maggiori città d’Italia.

Vetturetta Grand Prix – 500F2 telaio 4Z-04-50 (serie limitata 50 esemplari)

La seconda sala di certo non è stata meno della prima. Anche qui, i pezzi erano numerosi, ed ogni singolo pezzo aveva un valore pressochè inestimabile. Custoditi scrupolosamente in teche di vetro, ben decorate anch’esse molto scrupolosamente, erano contenuti al loro interno diversi cimeli quali cappellini autografati, certificati, lettere, spille ufficiali e medaglie.
I pezzi forti nella seconda sala però erano due:
Il casco del pilota di Formula 1 Michele Alboreto, pilota Ferrari dal 1984 al 1988, che debuttò sulla rossa a bordo della Ferrari 126 C4, non brillante però la sua carriera in quegli anni che non lo vide campione del mondo con la rossa.
Il secondo cimelio apparteneva ad uno dei più grandi piloti della Formula 1, il più grande in Ferrari, parlo di Michael Schumacher, ed in quella sala era custodito lo sterzo della sua F 1999.
Se vogliamo, uno sterzo per un pilota, equivale un pò come una spada per un cavaliere ed io mi trovavo di fronte all’ “arma” più belle di tutte. Cresciuto con la passione per la Ferrari, Schumacher era per me un mito e trovarmi d’innanzi il suo sterzo che lo ha portato al trionfo di innumerevoli gare, ammetto che l’emozione e la commozione era forte in me.

Volante F1999 di Michael Schumacher

Tutto durante quell’esposizione aveva qualcosa di magico, ed era come stare in una dimensione dove lo spazio e il tempo non avevano alcuna importanza, era come se gli ultimi 70 anni di storia fossero racchiusi là, dando vita ad un’atmosfera magica e suggestiva.

Tornato nel presente, e cercando di lasciare vecchi ricordi della mia infanzia, Mimmo Tiriolo presidente del Club mi concede gentilmente un’intervista.

Come ci si sente ad aver organizzato una mostra di tale portata?

Non è il primo evento che organizziamo. Durante l’anno sono diversi gli eventi organizzati dal Club, come raduni Ferrari, gite fuori porta e il classico viaggio a Maranello. Ma è la prima volta che viene creato un evento di così larga portata tra l’altro pubblico e completamente gratuito. Qui le persone hanno la possibilità di vedere cimeli di un certo rilievo, ed alcuni di essi hanno un collegamento diretto con Enzo Ferrari.”

Vedo tantissimi cimeli qui, veri e propri pezzi di storia. Qual è il tuo preferito?

Sono tanti e tutti belli, è vero. Però il mio preferito è la lettera che Enzo Ferrari stesso mi invio nell’ ’85 per avergli fatto dono di un collage. Un altro pezzo che mi piace molto è l’alettone di Kimi Raikkonen, donatoci dalla Ferrari come premio per essere il Club con maggior crescita in Italia.”

“FERRARI”, cosa suscita in te questo nome?

“Ferrari è tutto. Passione, arte, made in Italy, Velocità.. Non ci sono parole per descrivere la Ferrari, è un nome conosciuto in tutto il mondo, parla da solo. Ferrari è semplicemente Ferrari.”

Le lettere di Enzo Ferrari

Prima abbiamo parlato per un attimo di Enzo Ferrari, sapresti dirmi tre parole per descriverlo?

Enzo era un grande uomo, e secondo me le parole che lo descrivono pienamente sono: CAPARBIETA’, INGEGNO e FORZA. Le prima due sono collegate tra loro, ha realizzato qualcosa di grande partendo praticamente da zero, e ci vuole coraggio per fare quello che ha fatto lui all’epoca. Un coraggio che appunto ha bisogno di FORZA, poichè come ben saprai sono stati diversi e molti gli ostacoli sul suo cammino, sia a livello lavorativo che familiare, ricordiamo ad esempio la morte del figlio Dino che lo sconvolse parecchio.”

Sei possessore di una Ferrari. Cosa si prova a guidarne una? So che è difficile scegliere ma, qual è il tuo modello preferito?

Posseggo una magnifica 430 Scuderia, amo quella macchina. Sai, è speciale diversa dalle altre supercar. La differenza la senti tutta, riesci a vedere i dettagli, la mano d’opera italiana, il fascino, la passione e l’amore che ci mettono nel farne una. Guidarla mi fa star bene, ma anche solo pulirla e lucidarla la domenica mi rilassa. Negli anni si è creato quel sentimento “uomo-macchina” ed era inevitabile che accadesse. Per quanto riguarda il mio modello preferito a dirti il vero non ne ho una. Basta che ci sia il marchio del cavallino sopra.”

Ecco a voi qualche scatto rubato durante la mostra dei cimeli:

Terminata l’intervista, anche il mio fantastico viaggio personale indietro nel tempo giunge al termine, un viaggio che mi ha portato alla scoperta di vecchi tesori. Tesori speciali, dal valore inestimabile appartenenti ad unico e grande emblema: quello della FERRARI.

Raffaello Caruso

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About Author

Mi presento: sono Raffaello Caruso, classe '94, da sempre appassionato di motori, e condivido questa grande passione dall'età di 3 anni. Amo le auto, qualunque esse siano, basta che abbiano un buon treno di gomme ed un motore da portare al limite!

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