Petrolio alle stelle dopo l’attacco all’Arabia Saudita

0
Il prezzo del petrolio è aumentato in seguito agli attacchi al principale stabilimento petrolifero dell'Aramco in Arabia Saudita
cronachedi.it

Il prezzo del petrolio è drasticamente destinato ad aumentare nelle prossime 24/48 ore, in seguito all’attacco alle raffinerie saudite.

La chiusura dei mercati ieri ha registrato un rincaro del petrolio del 20% raggiungendo i 70 dollari a barile.

Uno scenario simile non si vedeva dai tempi della guerra del Golfo.

La diminuzione improvvisa di fornitura del greggio saudita è stimata intorno al 50% che si traduce con un impatto negativo sulle forniture mondiali del 5%.

Il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, ossia la Codacons, mette in guardia annunciando una stangata che potrebbe raggiungere i 320 euro l’anno per famiglia.

Per non parlare del calo fisiologico sui consumi che ne potrebbe conseguire.

L’Arabia Saudita colpita al cuore del suo “oro nero”

adnkronos.it

Saudi Aramco, questo il nome della più importante ed imponete compagnia petrolifera al mondo che dovrebbe vedere il debutto in borsa entro la fine dell’anno, è stata colpita insieme allo stabilimento di Kurais lo scorso sabato in seguito all’attacco sferrato con dieci droni provenienti a quanto pare dalla parte nord dell‘Iran.

Nonostante le fonti saudite rassicurino sulle scorte di petrolio, rimane il fatto che la produzione di “oro nero” si è dimezzata.

Secondo le prime valutazioni si calcola un taglio del petrolio pari a 5,7 milioni di barili al giorno, il 6% della fornitura totale.

Il primo ad intervenire puntando il dito contro l’Iran, è stato il Presidente americano Donald Trump anche se con dichiarazioni insolite.

Da un lato il Segretario di Stato Mike Pompeo ha affermato pubblicamente la convinzione sul coinvolgimento dell’Iran agli attacchi petroliferi sauditi https://www.ilpost.it/2019/09/16/attacchi-petrolio-arabia-saudita/.

Dall’altro lo stesso Trump, nemico dichiarato dell’Iran, ha poi inviato un messaggio indirettamente al Presidente iraniano Rohani, facendo sapere che sarebbe ben felice di incontrarlo nei prossimi giorni all’Onu.

Insomma un clima piuttosto delicato che rischia di peggiorare dopo gli ultimi eventi, amplificati anche dalla vigilia delle elezioni e che riflettono la marcata separazione ideologica e territoriale all’interno del paese.

Il premier uscente Netanyahu, può contare sull’appoggio americano, mentre Ankara, Turchia e Russia si fanno garanti della territorialità della Siria.

IL Presidente Rohani dal canto suo sembra non voler accettare un incontro con Trump, sicuro dell’appoggio di Putin ed Erdogan.

Tuttavia le fonti diplomatiche si mostrano caute nel capire chi si nasconde dietro gli attacchi agli stabilimenti petroliferi sauditi.

Al momento gli unici che si sono resi mandanti degli attacchi sono gli houthi.

La verità verrà a galla…

Seguici su fb

Share.

About Author

Lascia un commento