Playout B, fine dell’Odissea

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Al termine dei playout tra Venezia e Salernitana, i granata hanno la meglio e costringono i lagunari in Serie C tra il malumore di chi si è sentito illegittimamente richiamato in una sfida che riteneva non dover giocare e chi vanta il successo ottenuto sul campo.

Playout: atto primo

Nel primo incontro tra le due compagini non è mancato il rammarico per la squadra di Serse Cosmi che, pur essendo contrario a disputare i Playout, onora la sfida e dirige i suoi che riescono a mettere in campo una prestazione lodevole che, stando al risultato, non restituisce quanto seminato.

È la Salernitana ad avviare ed indirizzare il match, andando in doppio vantaggio nell’arco di 25 minuti: prima Djuric di testa al 14′, poi Jallow con un tiro in controbalzo al 25′ infiammano l’Arechi e fissano il risultato sul 2-0.

C’è spazio anche per le polemiche prima della conclusione del primo tempo, quando al 35′ il Venezia reclama un calcio di rigore per un evidente fallo di mano di Mantovani che però non verrà sanzionato e stranamente neanche segnalato dal VAR.

La ripresa

Il secondo tempo inizia con la squadra arancioneroverde molto più in palla, che riesce in maniera più fluida a creare gioco e mettere in difficoltà i granata che, di fatto, svolgeranno una ripresa incentrata più sul conservare il risultato, piuttosto che metterlo in cassaforte e lasciando così il pallino del gioco al Venezia.

La squadra di Cosmi prova a risanare il match producendo innumerevoli occasioni da gol ma che troveranno poca fortuna concludendosi in maniera vana: Pinato al 62′ a lato di poco; Lombardi al 75′ su calcio d’angolo schiaccia di testa ma la palla, di rimbalzo, supera la traversa e salva Micai; ancora Pinato ci prova al 77′ ma centra nuovamente i cartelloni laterali; infine ci prova anche Modolo all’80’ che ha una ghiotta occasione di testa a due metri dal portiere, conclusione che però finisce incredibilmente alta.

Bisognerà attendere l’uomo della provvidenza Zigoni che, (subentrato al 54′ st) – ancora una volta risolutore dopo i 4 gol nelle ultime 5 partite – al 91′ riaccende le speranze del Venezia e gela l’Arechi lasciando aperta la sfida in vista del ritorno al Penzo e chiudendo il risultato parziale dei primi 90 minuti sul 2-1.

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Esultanza Venezia al gol di Zigoni-photo credit: LaStampa.it

Atto secondo

La sfida è aperta dunque. In virtù del regolamento, alla squadra capitanata da Domizzi non basterebbe un gol per la salvezza (che porterebbe invece ai supplementari) ma servirebbero due gol di scarto per ottenerla pur avendo chiuso la classifica al pari dei granata a 38 punti e nonostante avesse il favore degli scontri diretti in campionato.

La Salernitana nel riscaldamento pre-partita perde Jallow, il più imprevedibile e rappresentativo dei suoi, costringendo Menichini a sostituirlo con Anderson. Ciò non stravolge i piani tattici della squadra che scende in campo comunque con il suo solito 4-3-3 al quale risponde il Venezia con un classico 4-4-2 già utilizzato all’andata.

Gran parte del primo tempo, salvo estemporanee fiammate da parte di entrambe le squadre, non regala particolari emozioni. La gioia dei tifosi veneziani rimane tutta contenuta sino ai minuti finali della prima frazione e può esplodere soltanto al 41′ quando è Modolo a siglare l’1-0 riempiendo gli occhi degli oltre 3000 tifosi di casa: finta ad eludere la scivolata del diretto marcatore e destro violentissimo che si insacca all’incrocio dei pali difesi da un incolpevole Micai.

Bastano pochi minuti per rendere il match ancora più avvincente e dare maggior fervore alla gara: sul finire della prima frazione Minala colpisce con una gomitata allo stomaco l’autore del gol del vantaggio Motolo, questa volta il VAR vede tutto e il fischietto Aureliano non può che estrarre il cartellino rosso che lascia la Salernitana in dieci uomini.

Secondo tempo e supplementari

La seconda frazione ricomincia con un Venezia incisivo che ha la consapevolezza di potersi giocare le sue carte.

In vantaggio di un gol e di un uomo tenta più volte di mettere il risultato in sicurezza, sfiorando ripetutamente il 2-0 con Lombardi e Pinato che sciupano davanti ad un abile Micai che avrà da fare gli straordinari in più occasioni; è grazie a lui infatti  se la Salernitana può prolungare la partita ai supplementari riuscendo a stringere i denti in inferiorità per tutti i secondi 45′.

Negli extra-time la Salernitana è in chiara difficoltà, le energie mentali e fisiche spese giocando in dieci si fanno sentire, tuttavia non mancano alcune flebili occasioni anche per la squadra campana che però è prudente e pensa ormai a portare il match ai rigori.

Il Venezia spinge, e potrebbe vincerla almeno in tre o quattro occasioni , ma la sfortuna e l’agilità del solito Micai decidono che questo match si debba decidere ai rigori.

Quando l’odore dei tiri dal dischetto è sempre più forte si parte con le sostituzioni stategiche: al 115′ dentro Suciu per il Venezia e Calaiò per i campani al 117′.

Rigori

Il risultato complessivo alla fine degli interminabili 210′ è 2-2: calci di rigore.

Parte il Venezia che con il suo capitano Domizzi spiazza Micai e va in vantaggio, la Salernitana pareggia il conto con Casasola e va sotto nuovamente per opera di Suciu; Calaiò entrato per l’occasione si fa trovare pronto e non fallisce, riportando la Salernitana in parità.

Nel terzo atto dei rigori il Venezia sbaglia con Bentivoglio che non trova libero l’angolo sinistro del portiere campano il quale respinge, mentre la Salernitana si porta in vantaggio con Pucino. È 2-3

L’errore al quarto rigore di Coppolaro che spedisce in curva fa crollare le speranze della squadra di Cosmi e mette nei piedi di Di Tacchio la responsabilità di salvare i suoi: palla in rete.

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Foto Paola Garbuio/LaPresse

Playout: l’epilogo

Termina 2-4 dcr una agoniata sfida segnata da mille polemiche sportive e giudiziarie. la Salernitana del patron Lotito può festeggiare la permanenza in B lasciando l’amaro in bocca al Venezia che, da una salvezza ottenuta, in poche settimane si ritrova a dover fare i conti con una retrocessione in C fino a quel momento neanche ipotizzata.

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