#pronosticiNBA: Chi arriverà alle Finals?

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Con le semifinali di Conference che si sono concluse la scorsa notte, quali delle quattro squadre ancora in gioco possono ambire alle Finals?

Eastern Conference

Bucks – Raptors 4 – 3

Le due prime opzioni offensive dei Bucks, Antetokoumpo e Middleton, che festeggiano dopo un canestro, con uno sconsolato Irving sullo sfondo
Le due prime opzioni offensive dei Bucks, Antetokoumpo e Middleton, che festeggiano dopo un canestro, con uno sconsolato Irving sullo sfondo
(Credits to: eu.jsonline.com)

Milwaukee, dopo aver perso Gara 1 del secondo turno contro Boston, ha inanellato 4 vittorie in fila per chiudere la serie, dimostrando una netta superiorità rispetto alla squadra che, almeno a inizio stagione, era vista come la miglior candidata ad essere un problema per i Warriors in una eventuale finale NBA, visti i Playoff disputati nella passata stagione, chiusi soltanto ad una vittoria dalle Finals nonostante l’assenza di Irving e Hayward. Nonostante ciò, Antetokounmpo e compagni hanno sfruttato benissimo le debolezze dimostrate dai Celtics sin da inizio stagione e hanno puntualmente arginato l’ex point-guard dei Cavaliers, limitandolo ad un misero 37 su 104 dal campo nei 5 episodi disputati.

Il tiro "impossibile" di Leonard che ha portato i Raptors in finale di Conference
Il tiro “impossibile” di Leonard che ha portato i Raptors in finale di Conference
(Credits to: onlinegambling.com)

Dall’altra parte Toronto viene invece da un’estenuante serie contro Philadelphia, chiusa soltanta a Gara 7 grazie ad un buzzer-beater di Leonard (Per il video del tiro della speranza dell’MVP delle Finals 2014, clicca qui) e saranno di certo più stanchi rispetto a dei Bucks che dall’inizio dei Playoff hanno disputato soltanto 9 partite. I Raptors hanno, però, dalla loro anche la grande spinta di tutta la nazione canadese a sostenerli e sembrano finalmente pronti, dopo anni di sconfitte patite per mano di LeBron James, al passo finale ed è anche per questo che in estate hanno puntato fortemente su Leonard e che in sede di Trade Deadline hanno acquisito Gasol, che si è dimostrato fondamentale nella serie contro i Sixers in marcatura su Joel Embiid, da Memphis (Per saperne di più su i movimenti più importanti della Lega durante l’ultimo periodo disponibile per gli scambi, clicca qui).

Dando per certo l’apporto che le rispettive stelle giocheranno per le loro franchigie (Antetokounmpo e Leonard sono, insieme a Durant, di gran lunga i migliori, almeno statisticamente parlando, di questi Playoff), la serie sarà probabilmente decisa degli altri giocatori e in questo senso i Bucks sembrerebbero avvantaggiati: la completezza del roster e la lunghezza della panchina (Il rientro di Brogdon è fondamentale nella gestione della second-unit) di coach Budenholzer hanno veramente pochi eguali e anche se il quintetto dei Raptors è completo come non mai prima d’ora, la mancanza di risorse dalla panchina e le prestazioni non scintillanti di Lowry potrebbero preoccupare Nick Nurse, alla sua prima stagione su una panchina NBA, che però ha dimostrato benissimo di sapersi adattare ad ogni avversario, cosa che sarà fondamentale nella corsa alle Finals.

Western Conference

Warriors – Blazers 4 – 2

Steph Curry in azione in Gara 6 del secondo turno. Dopo un primo tempo da 0 punti, il due volte MVP ne ha messi a referto addirittura 33.
Steph Curry in azione in Gara 6 del secondo turno. Dopo un primo tempo da 0 punti, il due volte MVP ne ha messi a referto addirittura 33.
(Credits to: goldenstateofmind.it)

Golden State è reduce da una sfavillante vittoria in Gara 6 nella serie contro i Rockets, che molti vedevano come il vero scontro per aggiudicarsi la Conference, che ha chiuso i giochi per Harden e Co. Nonostante l’assenza di Durant, sinora miglior realizzatore di questi Playoff con 34.2 punti di media, Curry e Thompson hanno guidato i Warriors al successo, dimostrando una durezza mentale e una consapevolezza nei propri mezzi probabilmente senza eguali in tutta la Lega. KD, così come Cousins, sarà fuori almeno per Gara 1 di queste finali di Conference e ciò potrebbe essere un problema dato l’entusiasmo con il quale Portland si presenterà a questa sfida.

McCollum festeggia con Hood dopo la vittoria in Gara 3: 140 a 137 per i Blazers dopo 4 overtime
McCollum festeggia con Hood dopo la vittoria in Gara 3: 140 a 137 per i Blazers dopo 4 overtime
(Credits to: ca.nba.com)

I Blazers sono guidati dal miglior Lillard di sempre che, nonostante abbia faticato al tiro in Gara 7 del secondo turno, ha innalzato ancor di più sia il suo apporto offensivo che il suo sforzo fisico nel caricarsi spesso la squadra sulle spalle. In questo compito è coadiuvato alla perfezione da McCollum: la guardia ex Leigh University è esplosa 3 stagioni fa e da allora si è sempre confermata a buoni livelli, senza però dimostrare quel qualcosa in più per essere a tutti gli effetti un All-Star NBA. Invece, in questi Playoff e soprattutto nel secondo turno contro i Nuggets (Serie chiusa da Portland in 7 gare proprio grazie ad una sua fantastica prestazione individuale negli ultimi 5 minuti di gioco. Per il video, clicca qui), ha mostrato di essere della stessa pasta del suo compagno di backcourt, lanciando virtualmente la sfida a distanza contro gli “Splash Brothers”, il duo play-guardia più forte della Lega.

Di certo ai Blazers, gli unici ad aver ribaltato i favori del pronostico al primo turno, servirà l’aiuto di ogni giocatore “di contorno” per competere con i Warriors: da Harkless a Hood (Fondamentale in ogni vittoria dei ragazzi di Stotts ed infortunatosi nell’ultimo episodio contro Denver), da Kanter a Curry (Seth, fratello dello Steph che si troverà di fronte come avversario). Se però per Golden State rientreranno presto nella serie Durant (L’infortunio dell’ex OKC dovrebbe essere rivalutato in settimana) e Cousins (Il centro sembrava aver finito la stagione, ma voci sempre più insistenti lo danno vicino ad un suo completo recupero) le speranze di Portland saranno ai minimi storici, visto che tra loro e le Finals si frapporrà il miglior quintetto mai visto su un campo NBA.

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About Author

Nato nel 1996 a Roma. Appassionato di basket NBA, che segue da oltre 10 anni sempre più assiduamente, e di Premier League. Lavora per Metropolitan Magazine dal Luglio 2017.

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