Risonanza Cinese: una mostra imperdibile tra Oriente e Occidente Per la prima volta a Roma i maestri cinesi della pittura ad olio.

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Dopo il grande successo a Parigi nel 2016, la mostra Risonanza Cinese – Esposizione Itinerante Internazionale di Pittura ad olio Cinese (Italia) arriva a Roma, al Complesso del Vittoriano dal 19/07/18 al 09/09/18.

Risonanza Cinese,  organizzata dal gruppo Arthemisia, è volta a consolidare il rapporto con l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia. A Roma – per la prima volta saranno esposti in una mostra corale i dipinti di alcuni tra i maggiori pittori cinesi contemporanei.

“Le ombre dei fiori di loto” (2015) opera di Bai Yuping.
(Tutte le foto sono dell’autore)

L’intento della mostra  è quello di esplicare attraverso le atmosfere perturbanti dei dipinti (avvolti rigorosamente nel Chinese Red delle sale) lo stretto rapporto tra L’arte orientale e l’arte occidentale e la forte influenza di quest’ultima sulla prima. Il fil rouge  è la pittura  ad olio che, da sinonimo di Occidente (come afferma Claudio Strinati, uno dei curatori della mostra) diventa il legante ed il legame tra le due culture pittoriche.

Nei dipinti che si susseguono ritroviamo le citazioni dei più grandi maestri dell’arte europea. Il misterioso uomo sulla porta del famoso dipinto Las Meninas di Diego Velázquez che notiamo sullo sfondo dell’opera La Lontananza (2013) di Yan Ping. Il Giardiniere di Vincent van Gogh ripreso in chiave contemporanea nel protagonista di Rugiada Fredda (2008) di Cao Xinlin.

Particolare dell’opera “La Lontananza” (2013) di Yan Ping.

“La Rugiada Fredda” (2008) opera di Cao Xinlin.

E poi citazioni dell’espressionismo astratto statunitense come nell’opera Loto e Fango (2010) Di Yan Zhenduo. Nel dipinto le forti pennellate ritmiche evidenziano l’eterna lotta dell’umano per emergere dall’oscurità da cui nasce, attraverso la metafora del fiore di loto.

“Loto e Fango” (2010) opera di Yan Zhenduo.

La mostra è  imperdibile per lo stupore perturbante che deriva dal modo in cui queste citazioni sono rielaborate con un’unicità e una vivacità incredibili.

Sulle tele è trasportato un mondo ricco di suggestioni comuni e quotidiane che divengono particolare sospeso attraverso una poetica nettamente orientale. Concorrono a creare questa atmosfera gli stessi titoli dei dipinti, simbolici e diretti allo stesso tempo. La Mostra Risonanza Cinese ci trasporta senza troppe pretese in una realtà in cui l’umano é pervaso dall’immanenza dell’essenze invisibili dell’universo.

 

Martina Antonini

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