RockMemories#33 i LED ZEPPELIN di Physical Graffiti

0

“Rock Memories è un modo di ricordare artisti di oggi e di ieri legati alla mia vita, una vita che ha una sola passione: quella per la musica ed il rock in particolare, strizzando un occhio ai vinili che fanno parte della mia collezione. Condividere periodicamente con voi i miei ricordi sarà come creare insieme una colonna sonora: ognuno di noi ha giorni felici e meno felici che la musica, come per magia, può riportare alla mente e suscitare #emozioni evocare #volti e farci #sognare “
Pasquale Colosimo

I mitici anni 80

la musica degli anni 80 è quella che mi ha conquistato.

Gruppi Pop, gruppi che, come vi ho già raccontato, amava mia sorella e io non potevo non ascoltare nella camera che condividevamo. Sulla parete della sua parte poster dei Duran Duran, A-Ha, e Joey Tempest degli Europe; la mia vuota! Ero ancora un ragazzino e non avevo idea e non immaginavo che da lì a pochi anni la mia parete sarebbe diventata il manifesto del mio mondo, quando piano piano misi da parte la musica pop per tuffarmi in quella Rock.

Iniziare ad andare in giro con il mio amico con la golf cabrio ad ascoltare “Under my thumb” degli Stones, chiudersi nei club per collezionare videocassette sui concerti e sui film rock e… altri generi, ma non voglio parlare di questo adesso!

Insomma, stavamo pomeriggi interi chiusi lì dentro a guardare concerti. In particolare, ricordo quello degli Stones ad Hyde Park del 1969, quando Mick Jagger apri una scatoletta e fece volare sul pubblico migliaia di farfalle.  Ricordo che guardavamo spesso anche quello del grande raduno di Woodstock, sempre del 1969: una meraviglia. Stavamo seduti su vecchi divani che noi ci portavamo via dopo che i nostri genitori si erano comprati quelli nuovi, come pure frigoriferi, fornelli e tutto il resto. Insomma, arredavamo queste casette, che ribattezzavamo con orgoglio “club”, e ci passavamo intere giornate a cazzeggiare, bere, fumare, litigare e ridere, tranne quelle volte che trovavamo sulla porta un nastro: quello era il segnale che qualcuno stava in dolce compagnia e quindi ci spostavamo tutti in piazza in attesa che il club si liberasse.

A parte i Rolling Stones, che il mio amico inseparabile amava e quindi amavo anche io, ascoltavamo di continuo i Doors, iDeep Purple e tanti altri, ma un gruppo che mi faceva impazzire e continua a farlo ancora adesso sono i Led Zeppelin.

Ricordo che in paese c’era un tizio, e c’è ancora, che li amava e ci portava a casa sua per ascoltare i suoi vinili. A volte ci faceva ascoltare anche i leggendari messaggi nascosti, quelli che si sentono girando il disco al contrario, e noi rimanevamo tutti a bocca aperta. Specialmente io mi innamoravo sempre di più di quella musica e della magia che mi trasmetteva questa band.

Tante le loro canzoni che non mi stanco mai di ascoltare, ma una ha un posto particolare nel mio cuore: Kashmir.

Kashmir, 8 minuti e 28 di puro rock, un brano meraviglioso che ogni volta che ascolto mi riporta su quel divano con i miei amici!

Il brano è contenuto nell’album Physical Graffiti del 1975 che poi è il sesto album per i Led Zeppelin.

Conoscete questo album?

Come tutti gli album dei Led Zeppelin ha una copertina molto particolare, rientra nelle copertine più importanti della storia del rock!

il gruppo creò un suo personalissimo condominio che offriva la possibilità, con un gioco di incastri dovuto alla fustellatura, di penetrare all’interno degli appartamenti e vedere le più svariate immagini: si va dai personaggi celebri, ai quadri famosi, a foto del gruppo, alle lettere che individuano il titolo dell’album.

In uno dei miei viaggi all’estero, in un mercatino, ho trovato una delle prime stampe inglesi che conservo e spolvero ogni tanto.

Un paio di anni fa il tour di Robert Plant fece tappa anche in Italia per tre date, Milano, Napoli e Taormina. Beh, io ho subito provato a mandare richieste all’ufficio stampa dell’organizzatore per chiedere se potessi avere un pass fotografico e, come per magia, mi sono ritrovato a Napoli, a pochi metri dal grande artista, sottopalco, a fotografarlo. Che poi, una volta fatte un po’ di foto, ho messo da parte la mia cara macchina fotografica, mi sono seduto su un gradino, e sono stato ad ascoltare la sua voce meravigliosa, per me la più bella in assoluto.

Robert Plant, Concerto live a Napoli 22 Luglio 2016 – Foto di Pasquale Colosimo

E mi sembrava di stare ancora una volta lì, su quel divano, circondato dai miei cari amici a cazzeggiare a fumare e a gridare: “Passatemi quell’accendino e datemi una birra…”

Uno dei concerti più belli a cui abbia mai assistito e poi, quando fu il momento di Kashmir, lì, ho viaggiato davvero molto lontano…

Lui con quei capelli lunghi biondi che cadevano su quella camicia azzurra: sembrava un sogno, ma io ero veramente lì!

Finito il concerto, ripresi la macchina per affrontare un paio d’ore di viaggio che mi servivano per tornare a casa pronto per un altro concerto un paio di giorni dopo…

…ma questa è un’altra storia!

L’artista:

Led Zeppelin sono stati un gruppo musicale britannico formato nel 1968, considerato tra i grandi innovatori del rock e tra i principali pionieri dell’hard rock.

L’album:

Lato A

  1. Custard Pie 
  2. The Rover 
  3. In My Time of Dying 

Lato B

  1. Houses of the Holy 
  2. Trampled Under Foot 
  3. Kashmir

Disco 2

Lato C

  1. In the Light 
  2. Bron-Yr-Aur 
  3. Down by the Seaside 
  4. Ten Years Gone 

Lato D

  1. Night Flight 
  2. The Wanton Song 
  3. Boogie with Stu 
  4. Black Country Woman 
  5. Sick Again 
Share.

About Author

Mi chiamo Pasquale Colosimo e sono nato il 27 ottobre del 1976 a Sersale, un piccolo paesino della Calabria Ionica. Ho frequentato un corso di specializzazione fotografica presso l’Istituto Europeo di Design (I.E.D.) di Roma, citta’ dove ormai risiedo dal 2011. Amo Robert Smith e i suoi Cure, colleziono vinili e vado in giro a fotografare concerti.

Lascia un commento