Roma, Magliana: sparatoria davanti ad un asilo nido. Esecuzione in pieno stile mafioso

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Roma, Magliana: sparatoria davanti ad un asilo nido. Ferito un pregiudicato, è in gravi condizioni.

Intorno alle 8:50 in via Castiglion Fibocchi alla Magliana un uomo, Andrea Gioacchini, di trentacinque anni, già conosciuto alle forze dell’ordine per vari precedenti quali estorsione, rapina, usura e droga,
è stato ferito da colpi di arma da fuoco partiti da uno scooter che ha affiancato la sua macchina, una Yaris, davanti all’uscita dell’asilo nido Mais e Girasoli.

L’uomo è stato trasportato in codice rosso all’ospedale San Camillo: un proiettile lo avrebbe colpito alla testa.
Aveva appena lasciato i figli a scuola.

Gli uomini dell’Associazione squadra Mobile e della Omicidi indagano sull’accaduto con l’obiettivo di individuare i responsabili del tentato omicidio. La prima ipotesi è quella di un regolamento di conti.

Ferita all’inguine anche la donna romena che era con lui, ma che non è in pericolo di vita. Trasportata in codice giallo in ospedale è stata medicata e dimessa in tarda mattinata.

Andrea Gioacchini era rimasto coinvolto nel sequestro a scopo di estorsione che ha visto la condanna di Tamara Pisnoli, ex moglie del calciatore Daniele De Rossi. Attualmente era sorvegliato speciale presso il commissariato di zona.

Il sindaco di Roma Virginia Raggi ha così commentato su Twitter l’accaduto:”Indignata per gli spari fuori dall’asilo alla Magliana. Roma ha bisogno di più poliziotti come annunciato dal ministro Salvini. Non è più possibile aspettare, serve un numero di forze dell’ordine congruo per la capitale d’Italia”.

Racconta il papà di uno dei bambini che frequentano l’asilo di via Castiglion Fibocchi:” L’ho incontrato insieme alla compagna cinque minuti prima degli spari. Io stavo andando via e loro erano appena arrivati per lasciare i bambini. Quando ho saputo cos’era successo non riuscivo a crederci. 
Lo conosco di vista, ci incontriamo tutti i giorni, è una persona gentile e garbata. Mi dispiace molto per quello che è successo. Sono tornato qui a scuola per vedere come stava mio figlio. Per fortuna i bambini non si sono accorti di nulla”.

Mentre Serena, una ragazza che abita al secondo piano di un palazzo antistante l’asilo, teatro della sparatoria, racconta:”La mia sveglia era suonata alle 8:45 quando ho sentito prima tre colpi, poi altri due. Subito dopo urla di donne che chiedevano aiuto. Mi sono alzata per vedere cosa stesse succedendo e ho visto arrivare le volanti della polizia a sirene spiegate. Non pensavo che qui potessero accadere cose del genere”.

Un’esecuzione in pieno stile ‘ndrangheta calabrese e mafia siciliana.

Francesca Ricciuti

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