Rugby | Eroi mondiali: David Campese

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La storia di un giocatore che ha scritto momenti indimenticabili di questo sport e lo ha reso ancora più emozionante, oggi vogliamo parlare di David Campese

Il mito, la leggenda, lasciare il segno in uno sport, per sempre. Anche questo è stato David Ian Campese, uno dei giocatori più famosi ed importanti del panorama rugbystico internazionale, ha giocato come tre quarti ala a cavallo tra gli anni 80 e 90 vincendo ben 5 titoli nel campionato italiano e la coppa del Mondo con i Wallabies del 1991.

Non sono stati solo i titoli vinti a rendere questo giocatore una leggenda di questo sport ma il suo modo di giocare , le mete segnate, i record hanno reso questo giocatore uno dei più rappresentativi del rugby e considerato uno dei primi veri professionisti.

Ormai mancano meno di 100 giorni all’inizio del mondiale in Giappone e, con la nostra rubrica eroi mondiali vogliamo parlarvi di questo ragazzone partito da una piccola cittadina nei pressi di Canberra andato alla conquista del mondo.

David Campese: il ragazzo del Nuovo Sud del Galles di origini italiane

Figlio di un emigrato veneto di Montecchio Precalcino, nasce e cresce a Queanbeyan, cittadina del Nuovo Galles del sud dove comincia a praticare lo sport del rugby con la squadra della sua città nel campionato statale australiano. Suo compagno di squadra era Alan Webber, padre del futuro pilota di Formula 1 Mark.

L’esordio in nazionale

A soli 19 anni David Campese esordisce in nazionale grazie ad un tour del 1982 e l’esclusione di alcuni giocatori titolari australiani. Prende parte alla partita contro la Nuova Zelanda e dovette confrontarsi contro Stu Wilson. Cosi il 14 agosto scende in campo contro gli All Blacks, in palio c’era la Biedisole Cup.

Nonostante una sconfitta subita, il giovane ragazzo si mette in mostra giocando un’ottima partita e mettendo a segno la sua prima meta internazionale mostrando sin da subito le sue qualità.

Prima del match alla domanda di cosa ne pensasse di Stu Wilson, Campese rispose “Stu Chi?” Una risposta che gli fece dare l’appellativo di ragazzo arrogante ma in una seconda intervista egli dichiaro che realmente non conosceva il giocatore degli All Blacks.

Una meta di David Campese contro la Nuova Zelanda

L’approdo in Italia

Nel 1984 il Petrarca Padova riesce ad ingaggiare il fuoriclasse australiano, a favorire il trasferimento anche la vicinanza con la città natale del padre. Durante il periodo nella città padovana riesce a conquistare 3 campionati consecutivi dal 1985 al 1987.

Nel 1988 l’Amatori Milano, appena entrata nelle orbite di Silvio Berlusconi, decide di puntare su giocatori di spicco a livello internazionale ed uno dei primi a far parte del club fu proprio David Campese che con la società lombarda vince altri due scudetti (1991, 1993) arrivando invece per 3 volte in semifinale.

La Coppa del Mondo 1991

Nel 1991 David Campese è ormai un giocatore maturo e pronto per vincere anche a livello internazionale, viene chiamato dalla nazionale australiana per giocare la Coppa del Mondo organizzata dalla federazione inglese, seconda edizione di sempre dopo quella del 1987 dove Campese e compagni si sono dovuti fermare in semifinale contro la Francia di Blanco.

L’Australia è inserita nel gruppo C con Argentina, Samoa Occidentali e Galles. Per i Wallabies arrivano 3 vittorie su 3. Nei quarti si trovano ad affrontare l’Irlanda ottenendo una vittoria di misura con il risultato di 18-19, decisive proprio le mete del campione australiano.

In semifinale ancora una partita difficile, contro i campioni in carica e rivali di sempre della Nuova Zelanda, a lasciare il segno ancora lui. L’Australia è ora in finale. L’ostacolo più difficile da superare tra i Wallabies e la coppa del Mondo sono i padroni di casa dell’Inghilterra. Era il 2 novembre 1991 e la partita si giocava al Twickenham di Londra. Ad avere la meglio è però la nazionale australiana vincendo il match con il risultato di 6-12.

David Campese e Nick Farr-Jones alzano al cielo la coppa del Mondo 1991 – credit: Talksport

Finalmente David Campese e compagni possono alzare al cielo la coppa del Mondo. In quell’edizione proprio il tre quarti australiano fu premiato come miglior giocatore del torneo realizzando il record di 6 mete.

Campese continua a giocare in nazionale fino al 1996 partecipando anche alla coppa del mondo nel 1995 dove gli australiani si fermarono ai quarti di finale.

In 14 anni di nazionale ha totalizzato 101 presenze e 64 mete, record rimasto imbattuto per 10 anni e ancora ad oggi è il secondo miglior risultato di sempre.

Campese chiude con la nazionale in un tour Europeo nel 1996 giocando la sua partita numero 100 proprio a Padova contro la nazionale italiana. Nonostante gli azzurri uscirono sconfitti dal match l’intero stadio si alzò in piedi per applaudire il ragazzo con precedenti sportivi in Italia.

La sua ultima partita invece a Cardiff contro il Galles, in quell’occasione l’intero stadio si alzò in piedi per applaudire uno dei giocatori più forti che abbia mai avuto questo sport e con le sue abilità è riuscito a cambiarlo profondamente.

Il ritorno in Australia e il passaggio al professionismo

Nel 1995 Campese torna a giocare in Australia con i Waratahs dove l’anno successivo gioca la sua prima stagione da professionista. Rimane a giocare in Super 12 fino al 1998, anno del suo ritiro quando vince anche una medaglia di bronzo con la nazionale di rugby seven.

Soprannominato Too Campo dall’espressione inglese Too easy, gergo con il quale in Australia si traduce “stai sereno,” David Campese rimane scritto tra le leggende del rugby non solo per i numerosi trofei vinti ed i record imbattuti ma sopratutto per le sue giocate, per il suo famoso “passo dell’oca” con il quale riusciva a schivare gli avversari. Non solo numeri quindi ma anche tanto gioco a rendere questo ragazzo una delle più importanti figure sportive del mondo.

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