Rugby | Eroi mondiali: John Eales

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La leggenda del due volte campione del mondo con l’Australia: John Eales, l’uomo della perfezione.

John Anthony Eales è stato una seconda linea australiana considerato il migliore nel suo ruolo per i wallabies e uno dei giocatori più forti al mondo. Soprannominato nessuno, “perchè nessuno è perfetto” con i sui 200 cm,115 chili e dotato di una tecnica superlativa lo ha reso tra i giocatori più celebri della storia del rugby.

Oggi nella nostra rubrica “Eroi Mondiali” parliamo di “Nessuno” il ragazzone che con il suo stile ha scritto una pagina indimenticabile del rugby, non una di quelle storie “strappa lacrime” ma sicuramente John ha emozionato milioni di tifosi oltre ad essere uno dei giocatori più vincenti e carismatici di sempre.

John Eales: nascita di un mito

John Eales nasce a Brisbane il 27 giugno 1970, terzo di sei fratelli inizia la sua esperienza presso il club Brothers Old Boys della propria città. Nel 1990 entra nella selezione provinciale del Queensland, l’anno successivo esordisce con i Wallabies in occasione di una vittoria contro il Galles per 61-3.

Sempre nel corso dello stesso anno viene selezionato per la coppa del Mondo 1991 dove è tra i protagonisti della cavalcata trionfale dell’Australia che termina con la vittoria contro i padroni di casa dell’Inghilterra nella finalissima proprio al Twickenham, La casa della nazionale della rosa rossa.

Ormai la carriera del giovane ragazzone di Brisbane sembra avere un futuro lanciato verso il successo.

John partecipa anche al mondiale del 1995 giocato in Sud Africa dove l’Australia non riesce ad andare oltre i quarti di finale, battuti dall’inghilterra.

La Coppa del Mondo 1999 e la conquista del titolo

L’anno seguente alla spedizione in Sud Africa John viene eletto capitano dei Wallabies, mantenendo la fascia fino al giorno del suo ritiro. E’ anche il primo anno di professionismo del rugby ed Eales si trasferisce a giocare con i Reds.

Da capitano John Eales porta i Wallabies alla conquista del secondo titolo iridato. I mondiali si giocano in Europa con la finalissima al Millenium Stadium di Cardiff.

L’Australia parte subito forte conquistando 3 vittorie su 3 nel proprio girone con Irlanda, Romani e Stati Uniti. Nei quarti invece incontra i padroni di casa del Galles, superato anche esso facilmente per 9-24.

John Eales con il compagno di squadra George Gregan posano con la William Webb Ellis Cup - credit: Sky Sport
John Eales con il compagno di squadra George Gregan posano con la William Webb Ellis Cup – credit: Sky Sport

In semifinale ad aspettarli ci sono i campioni in carica del Sud Africa, una partita tosta e difficile, come infatti si nota sul campo. Il match si conclude sugli 80 minuti con il risultato in parità.

Neanche una meta messa a segno, ai supplementari sono però i Wallabies ad avere la meglio e conquistare la finalissima, battendo cosi i campioni in carica.

In finale i Wallabies incontrano la Francia che in semifinale ha superato gli All Blacks. Per i galletti non c’è scampo, l’Australia vince 35-12 e si laurea per la seconda volta campione del Mondo.

John Eales finalmente può alzare al cielo la William Webb Ellis Cup, seconda nella sua carriera e prima da capitano.

Fine di una carriera gloriosa

John Eales si ritira dal rugby giocato nel 2001, all’età di 31 anni, dopo aver giocato il suo ultimo incontro contro la Nuova Zelanda il 1° settembre durante il Tri Nations, vinto proprio dai Wallabies.

Per l’occasione a Sidney erano presenti 91000 spettatori, a fine partita ha dichiarato: “Ho avuto una grande carriera, ma so che è tempo di dire basta. È per me un momento emozionante, ma anche un bel modo di uscire di scena”

Nel corso della sua carriera oltre ad aver vinto due coppe del mondo ha conquistato anche due Tri Nations (2000, 2001) e due Biedisole Cup (1998, 2001). Titoli conquistati tutti da capitano dell’Australia.

Finita la carriera sportiva Eales si è dedicato al mondo dell’impresa diventando dirigente di alcune società.

Oltre ai numerosi titoli sportivi messi in bacheca Eales è stato inserito nell’International Rugby Hall of Fame nel 2005, oltre a essere premiato nel 1999 dal governo australiano per meriti sportivi dopo la conquista della seconda coppa del Mondo.

Resterà sempre e comunque scritto sui libri di storia del rugby il suo nome e la sua lucente carriera. Quel ragazzo di Brisbane che ha emozionato il mondo intero e conquistato grandi traguardi.

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