Rugby | Eroi mondiali: Jonny Wilkinson

0

Jonny Wilkinson, il ragazzo dai piedi d’oro e quella trasformazione alla coppa del Mondo: storia di uno dei migliori al mondo

Ci sono grandi giocatori e poi ci sono le leggende del rugby. Oggi nella nostra rubrica “Eroi Mondiali” vogliamo parlare di uno dei più grandi giocatori della storia del rugby; Jonny Wilkinson, una leggenda vivente.

Wilkinson: storia di una leggenda

Jonny Wilkinson nasce a Frimley, cittadina poco distante da Londra. Sin dall’età di quattro anni viene immerso nella pratica del rugby. Anche il padre era un ex giocatore di rugby.

Durante tutto il percorso scolastico continua costantemente a praticare il rugby e a 17 anni approda alle semifinali con la propria squadra durante un torneo nazionale interscolastico organizzato dal Daily Mail. Wilkinson si mette in mostra e viene osservato dai NewCastle Falcons che decidono di ingaggiarlo. Nel Club dove milita per 12 anni, riesce sin dalla sua prima stagione a mettersi in mostra ritagliando un posto importante nella squadra vincitrice del titolo lo stesso anno.

Per il suo costante impegno con il rugby a 18 anni è costretto a lasciare il suo percorso di studio, laurea che riceverà comunque qualche anno dopo ad Honoris dall’università del Surrey.

Il 1998 è invece l’anno della convocazione in nazionale e dell’esordio. Wilkinson esordisce nella partita contro l’Irlanda in occasione di una match nel 5 nazioni, diventando così il più giovane giocatore ad esordire con la nazionale della rosa rossa. Due mesi dopo gioca la sua prima da titolare nella peggiore sconfitta di sempre subita dagli inglesi contro l’Australia, partita finita 76-0.

Per la coppa del Mondo Il commissario tecnico WoodWard decide di convocare il giovane talento di Frimley. La prima partita la gioca contro l’Italia mettendo a segno 32 punti personali che portano alla vittoria finale.

Coppa del mondo che per sfortuna degli inglesi si conclude con molto anticipo, infatti negli ottavi di finale gli inglesi incontrano il Sud Africa. Critiche pesanti caddero verso il commissario tecnico inglese per le scelte effettuate e per lasciare il giovane numero 10 in panchina.

Jonny Wilkinson
Jonny Wilkinson durante un calcio piazzato con la sua classica posizione che lo ha reso celebre – Credit: The Telegraph

La coppa del mondo 2003 ed il successo internazionale

Arriva la coppa del Mondo nel 2003, con l’occasione le migliori nazionali del pianeta si trasferiscono in Australia con il sogno di raggiungere il traguardo più ambito da ogni atleta, la conquista di un mondiale.

L’Inghilterra nel proprio girone la fa da padrona battendo la Georgia, Samoa, Uruguay e il Sud Africa. Wilkinson è determinante in tutte le partite segnando punti pesanti tranne per la partita contro l’Uruguay, dove rimane in panchina per tutta la partita. Gli inglesi si impongono comunque con uno scarto di 98 punti (111-13).

L’Inghilterra ai quarti incontra il Galles, Wilkinson mette a segno altri punti importanti, 23 su 28 e volano in semi finale contro la Francia. Anche contro i galletti francesi il mediano inglese è decisivo, segna tutti i punti dell’Inghilterra e porta la propria nazionale in finale.

In finale oltre la nazionale inglese arrivano i padroni di casa dell’Australia. E’ la seconda volta che le due squadre si incontrano in una finale di coppa del Mondo. Dodici anni prima ad avere la meglio furono i wallabies proprio al Twickenham, la casa del rugby inglese.

Comincia la partita e nonostante i ritmi molto elevati, la partita nei termini regolari finisce in parità. Si va quindi ai supplementari Al minuto 99.34, a soli 13 secondi dal termine, dalla distanza di 30 metri dalla linea di meta Wilkinson inventa un drop che regala il titolo agli inglesi.

La vendetta è arrivata, gli inglesi si rifanno del titolo di 12 anni prima e, finalmente spezzano l’egemonia delle squadre dell’emisfero sud in coppa del Mondo. A Londra è festa grande.

Jonny Wilkinson e il suo drop nella finale della coppa del Mondo contro l’Australia

Gli infortuni, la Francia e il ritiro

«Il numero di infortuni che ho subìto si evince dal numero di hobby che ho coltivato durante le convalescenze»

l’ uomo dei record parlava cosi dei suoi numerosi infortuni che lo hanno condizionato in carriera. Difatti Jonny Wilkinson nel suo percorso rugbystico, nonostante i numerosi trofei vinti e record battuti è stato perseguitato sempre da guai, circa 15 infortuni in soli 5 anni.

Nel 2009 Wilkinson si trasferisce a giocare in Francia, nel Tolone dove rimane fino al 2014, anno del suo ritiro dai campi da gioco.

In tutta la sua carriera Wilkinson, oltre a vincere la coppa del Mondo 2003, ha conquistato per 5 volte il 5/6 nazioni, 2 Heineken Cup e un campionato francese con il Tolone, una Premiership e 2 coppe Anglo-Gallesi con i Falcons. Oltre ad aver segnato più di 5000 punti in carriera di cui 1246 con la propria nazionale, altro record che lo rendono ancora più leggenda.

Ancora oggi Wilkinson è uno dei giocatori più rappresentativi che il rugby abbia mai avuto. non solo record e trofei vinti, ma il suo modo di stare in campo e giocare a rugby ha fatto innamorare milioni di persone e tantissimi ragazzini che sono cresciuti con questo campione.

Share.

Lascia un commento