Ryan Ottley: intervista in esclusiva per InfoNerd

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Ryan Ottley, uno degli ospiti di onore del Romics XXV di aprile 2019, ci ha concesso un’intervista in esclusiva per InfoNerd. Ringraziamo SaldaPress per averci concesso e prestato il suo ospite

(Ryan Ottley per InfoNerd allo stand SaldaPress del Romics XXV di aprile 2019)
(Ryan Ottley per InfoNerd allo stand SaldaPress del Romics XXV di aprile 2019)

Allora, Ryan Ottley, ti va di parlarci del tuo lavoro e del tuo inizio come artista e illustratore?

Certo! Ho iniziato a disegnare quando avevo due anni. Volevo essere un artista, o qualcosa di simile. Non avevo idea di che artista volessi essere finché non ho cominciato a leggere fumetti. Quando avevo 17 anni mio cugino mi introdusse ai fumetti e capii che quello era il tipo di arte che volevo produrre, e a quell’età divenne il lavoro dei sogni.

E a parte al lavoro come fumettista a che cosa hai prestato la tua arte?

Prima di diventare un fumettista ho sempre disegnato e fatto ritratti per le persone. Purtroppo è un lavoro che non è pagato molto, perché le persone non sono mai disposte a pagare più di tanto, e in più è un lavoro dove bisogna essere perfezionisti. Sicuramente però è stata un’esperienza che mi ha aiutato a disegnare meglio e a diventare migliore come artista.

Quindi tu sei un autodidatta?

Definitivamente si! Io non sono andato in nessuna scuola. Non avevo neanche intenzione o modo di pagare per continuare ad andare a scuola! ahaha

(Se incontri Ryan Ottley non te lo fai autografare un fumetto di The Invincible? E non te lo fai disegnare un mostro?)
(Se incontri Ryan Ottley non te lo fai autografare un fumetto di The Invincible? E non te lo fai disegnare un mostro?)

Sicuramente questa cosa è molto incoraggiante per le nuove leve del mondo dell’illustrazione! Quindi incontrare Kirkman ti ha cambiato il mondo, credo! Parlacene un po’.

Sicuramente mi ha cambiato la vita. Io postavo molto i miei fumetti e lavori online: Comics Forum, Digital Webbing Forums, Penciljack.com, ecc. In quel periodo Robert Kirkman stava valutando dei disegnatori proprio su quei forum. Fu colpito dai miei disegni e mi chiese se avevo voglia di collaborare con lui a un progetto. E da quel momento in poi ho lavorato per The Invincible. All’inizio dovevo lavorare solo per un numero, ma – visto che disegnavo molto in fretta e gli piaceva quello che disegnavo – alla fine sono rimasto come artista per tutti i 14 anni della serie. Io e Robert siamo diventati amici, per di più lui è uno dei miei scrittori preferiti.

Quindi diciamo che la narrazione e il fumetto stesso di The Invincible ti piace senza alcun dubbio!

Sì! Anche perché sennò non sarebbe durato 14 anni. Mi è piaciuto veramente tanto disegnarlo.

Questo è un genere che ti piace in generale, o c’è qualcosa che preferisci di più?

Assolutamente si! Voglio dire… i fumetti, o meglio, i fumetti supereroistici, sono quello con cui sono cresciuto e devo dire che The Invincible, con tutto il sangue e la violenza, dovrebbe essere terrificante, capisci? Quando invece magari in altri fumetti una persona usa una spada su qualcun altro e non c’è sangue da nessuna parte, ed è poco realistico davvero. A me piace potermi divertire nel portare alle estreme conseguenze violente le cose che sono narrate nel fumetto, con la violenza, il sangue e tutto il resto.

Mi piace proprio rendere più realistiche le scene, con questi esseri soprannaturali che con un solo pugno fanno esplodere i nemici.

Io so che ora tu lavori anche per The Amazing Spiderman, che dici? Ti piace?

Si, mi piace, ma è sicuramente diverso. Sai… non puoi essere realistico, non puoi mostrare sangue e cose affini. Ci sono molte regole da rispettare. Non puoi essere gore lo sai, no? Ma nonostante questo è molto divertente! Lavori con tanti scrittori diversi, con tante storie differenti… è molto divertente disegnare i cattivi in Spidey.

(Dettaglio di una tavola di Ryan Ottley per The Amazing Spiderman. Credits: RedCapes)
(Dettaglio di una tavola di Ryan Ottley per The Amazing Spiderman. Credits: RedCapes)

Quindi comunque The Invincible e Grizzly Shark rappresentano una finestra sulla tua creatività che ti permette di sperimentare come e quanto vuoi…

Assolutamente sì!

Hai qualche dritta per coloro che vogliono immergersi nel mondo dei fumetti e dell’illustrazione?

Sicuramente il promuoversi online è la cosa migliore di questi tempi. La cosa migliore è postare molto, fare in modo che il proprio lavoro sia visto, andare alle convention… è importante far girare il proprio lavoro tra sceneggiatori e artisti. Far circolare e vedere il proprio lavoro, confrontandosi con gli altri, è la cosa più importante.

(Dettaglio di una tavola di Grizzly Shark di Ryan Ottley)
(Dettaglio di una tavola di Grizzly Shark di Ryan Ottley)

Qualche spoiler sul tuo lavoro futuro?

Al momento sono molto concentrato su quello che faccio. Sono stimolato anno dopo anno per il lavoro che svolgo su Spiderman. Mi muovo anno per anno, chissà magari in futuro ritornerò a lavorare con Robert Kirkman… Ma per ora non do nulla per scontato.

Sei decisamente sull’onda! Noi di InfoNerd ti ringraziamo molto, Ryan Ottley, per l’intervista. Sei stato molto gentile a concedercela.

Grazie a voi! Davvero!

di Eleonora D’Agostino

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Sono un'antropologa che si diverte a fare quattro chiacchiere tra amici mostrando il perché Star Wars non sia solo un bel film, ma un complesso mito attraverso cui si narrano le vicissitudini umane circa la società, la religione, l'identità personale, i riti di iniziazione, ecc. ... e potete sostituire Star Wars con qualsiasi altra cosa!

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