SBK | La mia esperienza ad Imola con MMI

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Non è facile descrivere in poche righe cosa voglia dire entrare nel mondo SBK, quando fino alla gara prima le hai viste solo in tv. Sono stato solo due volte in questo luogo sacro a Imola; la prima volta fu per intervistare il Dottor Costa. E con MMI è stata la prima esperienza professionale.

SBK Imola MMI – Il ritiro del pass è il primo passo: la chiave del Paradiso. E quando si arriva in sala stampa il primo impatto è forte; capisci di essere tra i professionisti, che alle 8 di mattina sono già all’opera: media di importanti emittenti, addetti stampa dei team. Per loro è lavoro di tutti i giorni. I fotografi hanno le loro postazioni lungo il tracciato e prendono tutti insieme la navetta che li porteranno al proprio posto.

La prima esperienza di MMI nella tappa di Imola - Sala stampa Autodromo di Imola
Sala stampa Autodromo di Imola – Photo Credit: Daniele Corrado

Mi allontano e mi affaccio sul terrazzo della sala stampa, posizionato sopra la pit lane e da lì vedo gli “invisibili”. Tutte le persone senza i quali sarebbe impossibile vedere le gare in televisione: cameran della dorna, i commissari di gara d’arancio vestiti, sicurezza.

La prima esperienza di MMI nella tappa di Imola - cameran della dorna
Il cameramen. Senza di lui non vedremmo neanche la partenza – Photo Credit: Daniele Corrado

Scendo nel paddock, dove sono schierati i rimorchi e le hospitality dove i piloti si preparano, dove sono stoccati i ricambi e poi gli uffici e la zona ristoro. Capita di incrociare i piloti in bici o in scooter. Tra i primi che ho visto Ana Carrasco e Jonathan Rea; e puoi vederli per quello che sono: persone normali, che fanno un lavoro bello e pericoloso, che girano assorti nei loro pensieri mentre tutti cercano di fermali per una foto o un autografo. E lì capisci anche lo stress a cui sono sottoposti oltre la pressione per la gara. E poi vedi le protagoniste del week end: le moto.

Arriva il momento delle prove. Non ci sono solo i big della Superbike, ma anche i campionati minori di Supersport 600 e 300. Le moto si scaldano e vado sugli spalti della griglia di partenza, davanti all’uscita dei box. Li vedi partire e quando ripassano sono dei proiettili assordanti. Non è come vedere la tv: Max Temporali non lo sento, ma la sua postazione di commento è alle mie spalle. Non vedendo schermi si segue l’andamento alla “vecchia maniera”: ascoltando la cronaca dello speaker.

Durante la Superpole del sabato Micheal Ruben Rinaldi cade ed è bandiera rossa, ma subito dopo Leon Camier e Sandro Cortese cadono forse per dell’olio in pista lasciato dal pilota Ducati. L’italiano e il tedesco tornano ai box. L’inglese della Honda finisce all’ospedale di Imola.

Il passaggio in rettilineo durante le prove – Video Credit: Daniele Corrado

Gara 1. Escono le moto dalla corsia dei box e con il limitatore in funzione senti bene quei 200 cavalli che scalpitano. I rombi dei quattro cilindri sono come tuoni caduti vicino. La partenza è un fermento. Partono tutti insieme e da tempesta diventa uragano. Dagli spalti si vede solo la partenza e il passaggio in rettilineo. Non vedendo le fasi della gara, quando lo speaker dice che Chaz Davies si ferma per problemi tecnici, tutti si lasciano andare in un “Noooo”; io compreso.

La partenza di Gara 1 – Video Credit: Daniele Corrado

La gara è già stata raccontata, e nel frattempo vado sotto il podio. Ci sono i “soliti” Rea e Bautista e con loro Toprak Razgatlioglu, che ha avuto la meglio su Alex Lowes e Leon Haslam. E’ strano vedere la Kawasaki del pilota turco, nera con la scritta Elf; ricorda tanto Ron “Rocket” Haslam, padre di Leon, che era nel box insieme al figlio. Continuo a girare e incontro Michele Pirro, Mauro Sanchini, Fausto Gresini, Carlos Lavado e tutti i piloti che ci sono.

La prima esperienza di MMI nella tappa di Imola - Rea, Bautista e Razgatlioglu al paddock show
Jonathan Rea, Alvaro Bautista e Toprak Razgatlioglu al Paddock Show – Photo Credit: Daniele Corrado

Inoltre proprio da Imola è partita una novità: durante il “Paddock Show” del sabato pomeriggio, tutti i piloti di tutti le classi, saliranno sul palco per commentare la propria giornata, e poi scenderanno a contatto con il pubblico per selfie e autografi.

La prima esperienza di MMI nella tappa di Imola - paddock show con i piloti SSP300
I migliori piloti delle prove della SSP300 – Photo Credit: Daniele Corrado

Continuando a girare, quasi per caso, vengo invitato nella hospitality Honda. Mai avrei creduto in vita mia. Leon Camier è tornato dall’ospedale; ha il braccio sinistro fasciato, non ha corso Gara 1 e non correrà nemmeno Gara 2. L’importante è che stia bene. Non sono un tipo da selfie, ma una foto questa volta, ci stava.

La prima esperienza di MMI nella tappa di Imola - Leon Camier
Leon Camier in hospitality Honda – Photo Credit: Daniele Corrado

Domenica piove. Per motivi personali arrivo in circuito dopo la Superpole Race, ma in tempo per Gara 2. Incontro Giancarlo Falappa, leggenda della Superbike che nel 1991 con la sua Ducati 851, sotto la pioggia del Mugello stava doppiando il secondo. Gli dico: “Falappa, hai portato casco, tuta e guanti?”, esattamente come gli disse il giorno del suo debutto nel mondiale SBK il direttore della Bimota. Lui mi guarda e risponde: “Ho 56 anni. ‘Ndo vado?”

Piove che Dio la manda e i fotografi in sala stampa non sono entusiasti di uscire. Non escono nemmeno le ombrelline. La gara è rinviata e si aspetta… tutti. Gli uomini della Pirelli vorrebbero che la gara iniziasse perché hanno una nuova gomma da bagnato. Tutti i piloti inglesi sono favorevoli, perché ovviamente ci sono abituati. Gigi Dall’Igna esce fuori dal box per sondare il terreno e dagli spalti parte l’applauso.

La prima esperienza di MMI nella tappa di Imola - paddock
Il paddock di Imola sotto la pioggia di domenica – Photo Credit: Daniele Corrado

Ore 14:25. Alcuni piloti tra cui Sykes, Rea, Bautista e Davies salgono sulle race director cars e procedono alla verifica di guidabilità, mentre un trattore con una turbina cerca di drenare l’asfalto. Seguo le dinamiche in silenzio; nel senso che in sala stampa ci sono le immagini video ma non l’audio. Riunione tra piloti e direzione gara. Decisione presa alle 14:45; si corre. Quando si apre la pit lane, dalla stanza degli addetti stampa che è ben insonorizzata, sale il rombo della prima moto che parte: è la Yamaha di Sandro Cortese. Non resisto, la mia natura chiama e vado fuori. Tutti i team portano le moto in griglia. Alle 15:10 vedo una Ducati rientrare a spinta dal fondo della corsia dei box. Partenza cancellata. Nessuno sa come continuerà, anche perché alle 15:15 dovrebbe partire la SSP300.

Negli stessi istanti in sala stampa sento la voce di Carlo Vanzini. Ci riuniamo tutti a vedere la partenza del GP di Spagna di Formula 1. Ore 15:20: tutte le gare sono cancellate per le condizioni meteo. Adesso è ufficiale.

La prima esperienza di MMI nella tappa di Imola - Alvaro Bautista ringrazia il pubblico
Alvaro Bautista ringrazia il pubblico di Imola – Photo Credit: Daniele Corrado

I tifosi dagli spalti se ne vanno. Alvaro Bautista e Chaz Davies ringraziano dal muretto chi era lì anche per loro. Prima di andare via incontro di nuovo Giancarlo Falappa e mentre gli do un passaggio sotto l’ombrello, gli dico:
“A Giancà, te l’avevo detto che oggi era la tua giornata. Con la V4, vincevi a mani basse…”

Lui ride, ma non smentisce; entra nella hospitality Ducati, mi ringrazia e mi saluta. A mia volta, rido anche io. Non vorrei andare via, ma devo e prima di farlo, saluto l’autodromo di Imola.

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Sono un Motociclista. Amo le Moto e la Storia di questo Sport. La racconto perché per valorizzare il presente, bisogna conoscere le imprese del passato. Ma raccontare il presente fa parte della Storia.

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