Scacco al Re

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Lo sweep subito in finale da Cleveland ha molto amareggiato LeBron James che in estate dovrà prendere la “Decision 3.0” e, secondo molti, sembrerebbe davvero intenzionato a lasciare la franchigia dell’Ohio.

James, Wade e Bosh alla presentazione in maglia Heat

“Sono convinto che andrà ai Rockets.”, “Non si tratta solamente di basket, ma della soluzione migliore per la sua famiglia.” Queste le parole rispettivamente di Chris Bosh e Dwyane Wade, suoi grandi amici e compagni nell’esperienza di James agli Heat (4 anni con 4 Finals disputate e 2 titoli portati a South Beach), rispetto alla questione che terrà banco fino alla scelta del Re e che condizionerà sicuramente la NBA nei prossimi anni. Se il lungo ex-Raptors la vede da un punto di vista cestistico, avvalorando l’ “I wanna be in champioship mode” di James in conferenza dopo la sonora sconfitta di Gara 4 che ha incoronato i Warriors campioni, e ha previsto che il suo ex leader si unirà al duo Paul-Harden in quel di Houston, andando a formare un un superteam di certo degno di quello di casa a Oakland (Per un’analisi sui pro e sui contro riguardo i superteam, clicca qui), il suo amico fraterno Wade, seguendo anche quello che da anni è ormai il suo motto, ovvero “Father Prime”, ha analizzato la situazione dal punto di vista familiare e non solo sportivo ed è convinto che il 23 guarderà anche a questo aspetto in sede decisionale. 

Il saluto sconsolato di LeBron ai compagni mentre va in panchina a 4 minuti dalla fine di Gara 4

D’altro canto Las Vegas (Città in cui escono le quote per le scommesse sportive negli USA) la pensa diversamente e dà nettamente in vantaggio nella corsa al Re i Lakers del neo GM Rob Pelinka e del President of Basketball Operations Magic Johnson, che hanno a più riprese dichiarato la loro voglia di far tornare grandi i gialloviola nel minor tempo possibile. I losangelini sono anche la squadra con la miglior situazione salariale nella Lega e per allettare LeBron molto probabilmente cercheranno di affiancargli un’altra superstar: il nome più gettonato è quello di Paul George, unrestricted free-agent in estate e natio proprio di LA. Secondo i bookmaker della città del peccato i primi inseguitori sono i Rockets (anche se dovranno liberare dello spazio nel cap per firmare James) e poi i Sixers e i Cavs. Cleveland sarebbe la scelta più romantica: rimanere a casa e cercare ancora di vincere per la squadra che lo ha cresciuto, con il General Manager Koby Altman che proverà a muoversi sul mercato come ha già fatto a febbraio (Per l’articolo sulla rivoluzione nel roster di coach Lue a metà stagione, clicca qui) per dare al Re un roster migliore. A Philadelphia, invece, troverebbe una squadra in rampa di lancio e con un ampissimo margine di miglioramento ma già pronta a raggiungere la finale in una Eastern Conference che a parte i Celtics (che dovranno gestire anche due grandi ritorni come quelli di Irving e Hayward) non hanno nessun’altra squadra in grado di impensierire James, in qualsiasi franchigia dell’Est esso si trovi.

Secondo alcuni insider LeBron parlerà con 7 squadre in estate (Rockets, Lakers, Celtics, Cavaliers, Warriors, Heat e Sixers), ma negli ultimi giorni c’è stata un’importante candidatura degli Spurs, con Popovich in prima linea per assicurarsi i servigi del giocatore che da 10 anni a questa parte domina la NBA (Per l’articolo sulle motivazioni del dominio di LBJ, clicca qui): questa sarebbe la scelta migliore secondo molti appassionati che finalmente vorrebbero vederlo in una squadra di sistema e con uno dei migliori allenatori a guidarlo dalla panchina. Anche a Miami James non sarebbe lontano da questo tipo di situazione e in più troverebbe il suo grande amico DWade e una città pronta a riaccoglierlo a braccia aperte. Lo scettro della decisione è nelle mani del Re e sia la Lega che i tifosi aspettano trepidanti la sua prossima mossa che, messo sotto scacco dai Big Four di Golden State, dovrà cercare di non farsi chiudere all’angolo per evitare lo scacco matto. 

 

Marco Azolini

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About Author

Nato nel 1996 a Roma. Appassionato di basket NBA, che segue da oltre 10 anni sempre più assiduamente. Lavora per Metropolitan Magazine dal Luglio 2017.

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