Scie Chimiche: analisi di un complotto Uno dei primi complotti viene analizzato sotto un'ottica completamente differente

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Una delle teorie del complotto più stagionate è sicuramente quella delle scie chimiche.

Una scia chimica, secondo la definizione di chi effettivamente crede che queste esistano, e’ quella traccia visibile talvolta dietro gli aerei in volo e che, sempre secondo queste persone, conterrebbe svariate sostanze.

Nel tentativo di farmi una cultura al riguardo, sono andato a controllare su vari siti e pagine complottiste cosa, secondo loro, fosse contenuto in queste scie, che io, povero sprovveduto, sapevo essere solo delle scie di condensa. Inutile dire che la lista è’ lunghissima, e comprende tra le altre, Alluminio, Bario e Titanio. Sempre girando per il web, la cosa che mi ha colpito particolarmente e’ l’eclettismo dei teorici del complottismo. Le scie chimiche, infatti, avrebbero molteplici scopi, sebbene tutti mediati dalle stesse sostanze (quelle elencate prima).

Secondo alcuni “esperti” le scie chimiche servirebbero per manipolare il clima, secondo altri servirebbero invece per avvelenare quante più persone, altri ancora dichiarano che le sostanze sono dei mediatori di controllo mentale oppure dei narcotici.

Le prove addotte per avvalorare la tesi dell’irrorazione sono molteplici, dall’intermittenza delle scie alla presenza di suddetti metalli nelle analisi del sangue di persone ordinarie.

Il debunking di queste ‘prove’ sia oggettivamente banale.
A
d esempio i metalli fanno parte delle nostre vite, sono ovunque e quindi perché stupirsi se in quantità infinitesime finiscono nei nostri corpi.
Eppure, malgrado basti pochissimo per smontare le tesi addotte, questo complotto persiste, ed anzi sembra prendere sempre più piede.

Una scia di condensa di un aereo nel cielo limpido

L’avvelenamento di massa

Vorrei quindi fare un esperimento ‘mentale’ cercando di ribaltare il problema. Ammettiamo per un istante (NON E’ COSI’) che mentre fanno impazzire il nostro clima ci stiano avvelenando per ucciderne uno e rintronarne cento: perché l’irrorazione? Per irrorare i cieli bisogna prima di tutto portare in quota la sostanza, un costo non irrisorio.

La quantità di metalli da portare in quota sarebbe immensa, il che renderebbe impossibile ad un aereo volare, oppure si ‘intaserebbe’ il cielo per la quantità di aerei necessari. Inoltre, si avvelenerebbero anche gli untori.
Il cielo, e ciò che ne piove, non fa distinzioni. Il modo più semplice per colpire su larga scala una popolazione ignara e’ avvelenare gli acquedotti.
Con questo non e’ nostro scopo darvi malevoli suggerimenti,.

La guerra climatica

a guerra climatica è la parte ‘meno falsa’ del complotto. E’ infatti vero che dagli anni ’50 vennero condotti esperimenti sul Cloud Seeding, processo in cui una nuvola viene iniettata con svariate sostanze al fine di controllare le precipitazioni. E’ però anche vero che le sostanze utilizzate non arrecano danno alla persona e le precipitazioni controllate sono estremamente locali e di entità ridotte rispetto agli eventi climatici distruttivi anche solo di questi giorni.

L’impressione è che questi complotti servano da un lato a riempire le tasche di chi li propina al popolo bue, e dall’altro a mascherare quello che è un provato fenomeno di cui aver paura, ovvero il riscaldamento globale.

Francesco Avanzi

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