Scontro Salvini-Conte su Sea Watch: il governo litiga sull’accoglienza migranti

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Scontro aperto nel governo giallo-verde sul destino dei 15 migranti che il presidente del Consiglio sarebbe pronto ad accogliere in Italia.

Scontro esploso in un botta e risposta tra il premier Conte e il ministro dell’Interno Matteo Salvini quando poco dopo le 19 di ieri sera è stata diffusa l’intervista del presidente del Consiglio a Porta a Porta. Già prima delle parole del premier, si sono mosse Parigi e Berlino che hanno aumentato l’impegno, pronte a ricevere 50 migranti ognuna.

L’intervento del premier Conte a Porta a Porta

Scontro denotato da Giuseppe Conte che assume una presa di posizione senza precedenti. 


Non ha più senso tenere in mare quelle persone. C’è un limite oltre il quale non si può andare. Salvini esprime una linea condivisa dal governo. È una persona ragionevole ma se non dichiara sicuro alcun porto e se non li faremo sbarcare, li andrò a prendere con l’aereo e li porterò in Italia. L’Italia ha assunto una posizione di rigore, forte, una svolta rispetto al passato. Ma è stata chiara e strutturata: nella gestione dei flussi occorre approccio strutturato. Questo è un caso eccezionale, con donne e bambini da oltre due settimane in mare.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a “Porta a Porta” (Photo Credits: dal web)

La linea dura di Matteo Salvini

Da Varsavia, dove ha incontrato l’ultraconservatore polacco Jaroslaw Kaczynski, il ministro dell’Interno Matteo Salvini boccia l’accordo sostenuto dal presidente del Consiglio per la redistribuzione dei 49 profughi. Il ministro ha dichiarato di non essere stato consultato sulla redistribuzione dei migranti presenti su Sea Watch e Sea Eye. Appresa la notizia che i migranti della Sea Watch sbarcati a Malta saranno distribuiti tra gli otto paesi europei, tra i quali l’Italia, il leader leghista ribadisce, netto.


Che siano otto o ottantotto migranti, io non autorizzo nessuno a entrare in Italia. Non sono stato consultato. Se ci deve essere una condivisione nel governo, ci deve essere prima di prendere le decisioni. Non capisco questa accelerazione di Conte. Io ho controllo sui porti. Le scelte si condividono e le riunioni si fanno prima, non dopo“.

Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini in diretta Facebook (Photo Credits: Facebook)

L’irritazione del ministro dell’Interno è palese: “Sono molto arrabbiato. Il governo non cadrà, ma pretendo chiarimento immediato nelle prossime ore. Appena rientro in Italia“. Poi, rivolto al premier, Salvini ha fatto una diretta su Facebook per mettere in chiaro il suo “no” agli sbarchi.


Altro che farne sbarcare altri o andarli a prendere con aerei. Stiamo lavorando per rimandarne a casa un bel po’. Scafisti e terroristi: a casa!!! Non cambio e non cambierò mai idea: un cedimento significherebbe riaprire le porte al traffico di esseri umani. Non ci sarà mai l’ok, anche se mi si dice che è in via eccezionale” ha aggiunto. E allega un foglio con la scritta: ‘Stop scafisti, io non mollo’.

Il foglio in allegato scritto da Salvini (Photo Credits: Facebook)

Patrizia Cicconi

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