Siamo vicini, ma non vicini abbastanza. Succede in Famiglia

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Quando si accendono le luci della sala, sono trascorsi oltre cinque minuti di applausi in cui non ci curiamo delle nostre mani ormai rosse ma anzi, continueremmo ancora a batterle forte, quasi per svegliarci da quel sogno in cui la regista e drammaturga Valentina Esposito ci ha condotto per mano, nel ricordo profondo degli affetti più reconditi, dove in fondo lottano rabbia e amore in un gioco alla fune che non si spezza mai.

Famiglia, di Valentina Esposito. Foto JoFenz

Amore e rabbia che sono equidistanti dal cuore e dalla testa, tenendoci come donne in ballo in una forsennata tarantella, senza scelta, ma solo in preda allo sgomento della danza. E forse Famiglia, spettacolo messo in scena dalla factoryFort Apache Cinema Teatro, una danza lo è per davvero. Il gran ballo degli affetti più importanti, dove debuttano tutti quanti, i vivi e i morti, e dove ognuno interpreta il ruolo che gli altri gli hanno dato. Quello con cui è cresciuto. E così, al matrimonio della figlia femmina giungono tutti vestiti a festa per quella cerimonia che ogni volta è una catarsi per ognuno di noi. Chi di noi non ha mai più incontrato suo cugino dopo il matrimonio di suo fratello? Possono trascorrere decenni prima che lo rivediate. E dunque ben vengano i matrimoni, i battesimi e tutte le cerimonie di rito, momenti di raccolta in cui si tiene in vita una famiglia che altrimenti sarebbe solo un gruppo di estranei legati dallo stesso sangue.

Marcello Fonte tra i protagonisti di Famiglia. Foto Jo Fenz

Ma il matrimonio di Famiglia è anche il banchetto funebre organizzato anzitempo per un uomo, un padre, che non ha più tempo a sua disposizione e che cerca la redenzione verso l’amore di quel figlio che non lo ha mai amato o che forse lo ha amato troppo. Un figlio scappato altrove e che suo padre non ha mai realmente conosciuto, come anche il figlio allo stesso modo, non ha mai riconosciuto il padre.

I volti di Alessandro Bernardini, Christian Cavorso, Chiara Cavalieri, Matteo Cateni, Viola Centi, Alessandro Forcinelli, Gabriella Indolfi, Piero Piccinin, Giancarlo Porcacchia, Fabio Rizzuto, Edoardo Timmi, Cristina Vagnoli e di Marcello Fonte sono senza alcun dubbio volti di attori, i cui personaggi sono resi al meglio e con grande verità grazie all’impegno di ognuno di loro ed al lavoro d’orchestra fatto dalla compagnia FACT. Ogni stumento suona alla perfezione: i polverosi costumi di Mari Caselli, l’impianto scenico di Andrea Grossi come fosse un dipinto di una festa di paese, le luci di Alessio Pascale che all’India esplodono in una gioia per gli occhi insieme a quella per il cuore suscitata dalle musiche di Luca Novelli e dai microfoni di Maurizio Capitini, che donano ai respiri degli attori il compito più arduo, quello di accompagnare il respiro e il sospiro dello spettatore. E poi l’impegno di una grande squadra formata da Simona Prundeanu assistente di regia, Giorgia Pellegrini, Fabiana Reale, Martina Storani, Sofia Tremontini e Jo Fenz, che ha immortalato i volti dei protagonisti in toccanti foto di scena.

Famiglia resterà in scena al Teatro India fino al 20 gennaio. Non perdete l’occasione di assistere ad uno spettacolo che ha il sapore di un piccolo, grande miracolo.

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