Stranger Things 3: i segreti del successo

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La bella stagione è arrivata, e di letture per intrattenersi sotto l’ombrellone, si sa, ce ne sono a iosa. Ed è proprio nell’opulenza di questo settore che nasce “punto e a capa”: la rubrica estiva che raccoglie i deliri delle due colonne portanti di InfoNerd. Cosa le accomuna? L’hobby del lambiccarsi il cervello, ovviamente. Di cosa si ciarlerà? Della qualunque. Allora affinate lo spirito critico e preparatevi per un tuffo, mai sperimentato, nelle turbolente acque delle considerazioni di Rei e Nimue.

Leggere attentamente il foglietto illustrativo, il prodotto potrebbe avere degli effetti collaterali.

Elle e Max InfoNerd
Stranger Things 3: Undi e Max – Photo Credits: web

N: Ora che Rei si è finalmente degnata di vedere l’ultima puntata di Stranger Things, direi che l’argomento di questa conversazione è inevitabile.

R: Eh oh, lo sai come la penso, ho voluto centellinarmi l’ultima serie perché l’obiettivo era uno: illudermi di stare più tempo con loro. E’ un ragionamento che non fa una grinza, addicted che non sei altro!

N: ahahahahahhaa è inutile che fai tutte queste scene, lo sappiamo che la prima stagione te la sei vista in un giorno. Qua non sono certo l’unica ad essere addicted. E poi scusa, ma mi è fisicamente impossibile aspettare con una serie come Stranger Things.
Comunque, superato il trauma finale, al quale arriveremo con calma, che cosa vogliamo dire di questa terza stagione?

Stranger Things InfoNerd

R: Traditrice della Patria, non so di cosa tu stia parlando (in realtà, ho visto la seconda in una giornata. La situazione mi era sfuggita un po’ di mano)! Facile non è, con tutto il pathos che ci hanno indebitamente indotto.

Posso, intanto, definirla con un solo aggettivo? Coerente. Una qualità mai scontata quando si parla di serie tv, di qualsiasi tipo siano. Il fatto che inizino bene, non significa affatto che possano continuare altrettanto meglio. Qui, invece, ci troviamo davanti ad un prodotto coerentemente bello, appunto. Nonostante tutte le riserve del caso, il mio animo da prevenuta acida è stato punito. Non pensi anche tu lo stesso?

N: Ops, devo essermi confusa un secondo, forse perché quella ad aver visto la prima stagione in un giorno sono io. Ma appunto, se un telefilm ti travolge con quel concentrato di emozioni, distaccarsene diventa difficile!

Ovviamente non potrei essere più d’accordo. Quando una serie parte in modo clamoroso, regalandoci una storia e dei personaggi indimenticabili, più si aggiungono stagioni e più il pericolo che ciò che la rende unica e differente dalle altre si perda per strada. Ma sembra che i fratelli Duffer non vogliano cadere in questo stereotipo.

Stranger Things InfoNerd
i fratelli Duffer (photo credits: web)

E alla fine sono riuscite a convincere due zie acide come noi, che non sopportano la vista di quei bambini che anno dopo anno diventano sempre più grandi, in età e soprattutto in dimensioni.
La combo infallibile di una storia appassionante e coerente, quell’atmosfera anni 80 alla quale nessuno riesce a resistere e una regia esemplare ha decisamente fatto centro ancora una volta!

R: Perché la cosa non mi stupisce affatto?! Ma sì, in questo caso posso anche fare a meno di “rimproverarti”; è troppo difficile resistere ad un potere calamitante di tali proporzioni!

Quoto ogni singola parola proferita. L’augurio è che il duo possa proseguire su questa linea ed evitare di frasi inebriare dal successo che ne deriva da quando il loro figliuolo è approdato sui nostri schermi. Ogni riferimento a serie e persone, è puramente casuale.

Game of Thrones InfoNerd

Non dimentichiamo comunque che non ne sopportiamo solo la vista, di quei marmocchi cresciuti, ma soprattutto gli ormoni! Mi sono sentita in perfetta sintonia con Hopper, davanti all’evidenza fatta di distanze pericolosamente ridotte!

Stranger Things e la sua forza.

A proposito del tributo agli anni ’80, ti pare che tutto quell’insieme di clichè poteva lasciare indifferenti un pubblico di spettatori super fomentati? Il punto forte, in questo caso, giace nella maestria del fare i giusti riferimenti nei momenti appropriati. Non è mai un’accozzaglia di stereotipi messi lì a caso, nella speranza che qualcuno li noti. Io sto ancora cantando con Dustin e Suzie “The Neverending Story”, per esempio. L’ho fatto davvero, appena è partito il duetto! E’ stato coinvolgente, inaspettato ed epico. Altri tre elementi che si sposano bene con le dinamiche di Stranger Things e della sua fama indissolubile.

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The Neverending Story (photo credits: web)

Ma, visto che ci siamo, parlando di personaggi..spara: chi è stato il tuo preferito in questa stagione e perchè? E’ il momento di fare outing!

N: E’ un augurio che ci facciamo tutti, ma sembra comunque che i due fratelli abbiano ben chiaro quale sia il cuore della serie e non mancano mai di alimentare i suoi punti forti, quindi ci sono buone probabilità che sapranno gestire a meraviglia ciò che si prospetterà da qui in avanti.

Per quanto riguarda l’atmosfera anni ’80 è indubbiamente uno degli elementi che rende iconica Stranger Things. Ma non per l’ambientazione in sè, ci sono tanti film e telefilm che scimmiottano un’epoca in cui è facile catturare l’attenzione dei nostalgici con valanghe di citazioni senza contesto, ma proprio per la maestria e il rispetto con cui affrontano un setting del genere e ne traggono solo il meglio, senza risultare pesanti o ridicoli.

Stranger Things InfoNerd
(photo credits: web)

Se invece vogliamo parlare di personaggi, è ovvio che il premio se lo aggiudica Steve, mi colpisci nel punto debole, maledetta! Ma il motivo è presto detto: questa è una serie che fa dei suoi personaggi uno dei punti cardine. Caratterizzati al massimo, sempre in evoluzione e con personalità a volte straripanti, è difficile rimanere impassibili di fronte a questi protagonisti. Ma Steve è sicuramente quello che ha avuto il percorso migliore, che inevitabilmente ti porta ad amarlo più di tutti. E’ partito in sordina, facendo la parte del vigliacco e dell’antipatico in un contesto dove praticamente tutti incarnavano elementi positivi, ma nel tempo ha capito, è cresciuto ed è cambiato, diventando prima la miglior babysitter al mondo e poi addirittura lo sfigato, l’esatto opposto di ciò che era all’inizio.

E in tutto questo non ha fatto altro che ispirare con il suo valore, portando sempre un sorriso attraverso l’ironia che lo contraddistingue. Ed è stato colonna portante forse della dinamica migliore che questa stagione di Stranger Things ci abbia regalato, la Squadra Scoop, insieme alla sua insostituibile controparte, Dustin, e alla sorprendente nuova entrata, Robin. Che ancora faccio fatica a concepire come figlia di Uma Thurman e Ethan Hawke.

Quindi, in tutto questo, gliela vogliamo dare una gioia al povero Steve, invece di continuare a vessarlo senza sosta?

Scoop Squad InfoNerd
Scoop Squad (photo credits: web)

In più vorrei fare una menzione d’onore a quel tenerello di Will, che per tutta la stagione voleva solo giocare a DnD, e invece si è improvvisamente ritrovato circondato da una mandria di adolescenti con gli ormoni in subbuglio. Non ti preoccupare Will, i nerd di tutto il mondo ti sono vicini.

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E tu invece hai qualcosa da aggiungere sui personaggi? Vogliamo parlare di qualche pugnalata emotiva?

R: Non posso darti torto. Certo, è pur vero che ormai incarniamo di più il detto “gallina vecchia, fa buon brodo” ed è passato qualche anno da quando la pubertà ha iniziato ad impadronirsi delle nostre coscienze. Ciononostante, lo sforzo è necessario e la componente verosimile richiede che quel manipolo di mocciosi, ora adolescenti, debba vivere tutte le sfumature dello sviluppo. Un aspetto che, comunque, non risulta smielato. Fa un po’ l’effetto subito dal fratello maggiore tipo davanti alla sorellina minore che baratta la sua saliva con quella di un suo coetaneo.

Poi, lo sai benissimo che Steve è nel mio corazon ormai da tempo, per tutte le ragioni che hai elencato, quindi non posso non approvare le tue parole d’amore nei suoi riguardi. Come lui, anche se in misura diversa, tutti quanti evolvono nel tempo. Le esperienze li forgiano, a seconda delle loro personalità, e li conducono a compiere delle scelte. Lo stesso Billy, il villain-marionetta di questa stagione, è stato vittima di un’esperienza che ha motivato il suo spirito violento e prevaricatore. Nessuno di loro “è così, perché sì”. La vulnerabilità è un elemento insito nell’animo di ogni personaggio, e cambia faccia a seconda del passato del suo padrone.

Billy (photo credits: web)

Senza girarci troppo intorno, io il mio tributo lo devo comunque fare a Jim Hopper. Beninteso, non perché mi senta obbligata a fargli un’elegia funebre (tanto lo sento che non è passato a miglior vita, DEVE ESSERE COSì), ma è stato il primo che ho amato dall’inizio. Lui è un po’ come la Barilla, quando compare ti senti protetta, a casa. Esulando dal fatto che io subisca il fascino dei burberi che hanno un cuore più grande di quello che ostentano, il capo della polizia di Hawkins ha sempre dimostrato che tirarsi indietro non fosse un’opzione contemplabile. Invece di parole ininfluenti, lui compensa con una scazzottata in più.

E’ pratico, determinato e infinitamente giusto. Il coraggio e l’altruismo sono le gambe che lo muovono nelle sue azioni, mentre Undi è la forza motrice dei suoi sacrifici. Aggiungiamoci il diploma all’Accademia dei giganti buoni col broncio, fondata dal mitico Bud Spencer, e abbiamo completato il suo identikit.

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Jim Hopper fa a pezzi il nostro cuore (photo credits: web)

Non a caso, parlando di pugnalata emotiva, chi altri poteva infliggercela se non lui? Le parole che, per caso, ha lasciato in eredità a colei che è diventata la sua figliola, hanno un’intensità talmente grande, quasi opprimente, che rompono la quarta parete e ci trascinano in una valle di lacrime. Un uomo prima solo, inaridito dalle ingiustizie che la vita gli ha presentato, che ritrova la sua felicità per una manciata di Eggos lasciata nei boschi. Jim, da padre imperfetto e goffo quale sia, ci insegna la funzione didattica del dolore: ti ricorda d’essere vivo. Mi spieghi come sia possibile rimanere impassibili davanti a quella benedetta lettera? Abbiamo rischiato un’onda anomala di grandezza mondiale!

E, comunque, come pensi che proseguirà la prossima stagione? Questa volta, credi come me che sia assolutamente necessaria?
Ps: vuoi un kleenex?

N: Come contraddirti? Devo ancora riprendermi del tutto da quella valanga di emotività che ci ha travolti nell’ultima puntata. E questo è proprio uno dei punti forti di questa stagione: un finale fatto di emozioni devastanti, che però non sono state messe lì tanto per dare una conclusione forte alla serie, ma che risultano l’evoluzione naturale di ciò che è successo fin ora.

Parlo non solo della straziante lettera di Hopper per Undi, che è emersa tanto delicatamente e poi ci ha distrutto parola per parola, senza che nemmeno una di quelle risultasse superflua, o eccessivamente sdolcinata, ma anche del sacrificio di Billy. Dopo averci concesso un piccolo spiraglio nel suo passato travagliato, la fine alla quale è andato incontro è stata frastornante, degna, emozionante, ed il condimento aggiunto dal dolore di Max ha fornito l’elemento perfetto per una dipartita che non verrà dimenticata tanto facilmente. Nonostante sia stato un personaggio negativo per le due intere stagioni in cui è stato presente, io sono ancora un po’ scossa dalla sua fine, probabilmente per l’empatia che sono riusciti a creare attraverso la sua sorellina.

Per quanto riguarda il futuro della serie, credo che con questa terza stagione si sia chiuso un ciclo. Se ci pensi, concludendola qui tante parti importanti si possono considerare chiuse, nel bene o nel male. Non lo so, gli ultimi minuti mi hanno dato un senso di conclusione che in parte mi avrebbe soddisfatto, nonostante il dolore che ne scaturiva. Tuttavia noi siamo quelle che dalla prima stagione continuiamo a dire che un’ulteriore stagione non sia necessaria e poi ci fomentiamo come ragazzine ogni volta che ne esce una nuova. Comunque è evidente che per i fratelli Duffer la storia non è finita qui, e la scena post credits non fa che confermarlo.

Ci sono tante domande che ancora sono senza risposta, e strade ancora da percorrere, perciò finché continueranno a regalarmi stagioni come questa e si terranno lontani dai pericoli che una messa in onda troppo lunga negli anni può presentare, io sarò felice. So che sono ne previste almeno altre due, ma non ci resta che attendere la parola di mamma Netflix.

E poi Hopper è vivo, pretendo che sia vivo, quindi finché non me lo confermano non sarò soddisfatta!

Prima di concludere comunque, vorrei spendere solo due parole su Alexiei “Smirnoff”, lo scienziato del mio cuore che voleva solo divertirsi. Ce lo hanno fatto amare e poi ce lo hanno strappato via in modo atroce. Vergognatevi fratelli Duffer, non si fa così!

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Smirnoff, lo scienziato del nostro cuore (photo credits: web)

Tu hai qualcosa da aggiungere riguardo questa terza incredibile stagione?

R: Che altro devo aggiungere? Approvando tutte le riflessioni che hai avanzato, posso definirmi letteralmente affranta! Abbiamo subito un’autentica centrifuga emotiva, questa volta forse più delle altre, in perfetto stile “Stranger Things”. E’ singolare quanto la reazione del fandom, quando si parla di questo gioiellino, sia unanime: estasi. Alle volte mi sembra impossibile inciampare su un sentimento di malcontento, quando l’oggetto del discorso è proprio questa serie.

L’hype che si crea nella fase d’attesa, l’entusiasmo che ne deriva, non penso di averli mai riscontrati con questa coesione, nelle persone. E’ incredibile.

Per il resto, mentre alimentiamo il nostro spirito contraddittorio conteso tra “speriamo finisca presto, ho paura si rovini” e “comunque quelle risposte, io, le pretendo”, non ci resta che attendere nuovi spetteguless dal set. Per ora, salutiamo i nostri beniamini e gli straordinari caduti che abbiamo citato. Smirnoff, tivibi!

Dimenticavo la mia nuova eroina che Xena te dico levate: Erica. Un concentrato in miniatura di pura forza alpha femminile, sagacia e intelligenza. E’ stata micidiale! Un’autentica rivelazione che ci fa capire quanto possa essere determinante, in Stranger Things, un personaggio secondario.

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“You can’t spell America without Erica” (photo credits: web)

Poetica la scena del “passaggio del testimone nerd” che Dustin esegue, in ginocchio, porgendole lo scatolo contenente il Sacro Graal: il manuale di D&D! Questa scena, come un pugno nello stomaco nello stile di Toy Story, mi ha conquistata senza troppi sforzi. Una nota malinconica, l’ennesima, atta a suggellare la crescita dei nostri “bambini”.

Le mie speranze finali, comunque? Sbirciare Joyce e Jim mentre si recano a quel dannato appuntamento! Devo assicurarmi che stavolta, quella porta, rimanga davvero aperta di 10 cm!

N: Non posso che condividere tutto, in particolar modo riguardo ad Erica e al “passaggio di testimone nerd”, che ha colpito il mio anziano cuore da giocatrice di D&D nel profondo, mettendo la ciliegina sulla torta al vortice di emozioni in cui sono stata catapultata.

Staremmo qui a parlare per ore di Stranger Things, ma direi che ci siamo dilungati anche troppo. Perciò vi diamo appuntamento alla prossima puntata di “Punto e a Capa”, per scoprire su cosa ricadranno i nostri deliri.

ALESSIA LIO & ANTEA RUGGERO

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About Author

Dispensatrice di parole comuni, fagocitante di nuove e inespresse, faccio della scrittura il catalizzatore principale del mio mondo interiore. Misantropia e ironia come ingredienti principali del mio minestrone. La Cultura Nerd è, qui, la mia missione.

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