Trust the Process

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La stagione 2017-2018, che ha dato già i suoi primi verdetti nella opening night che ha coinvolto 4 squadre, inizierà stanotte anche per altre 20 franchigie tra cui i 76ers, chiamati ad un’annata di rinascita dopo le numerose stagioni perdenti.

Affrontare i Wizards nella capitale degli Stati Uniti non è certo una passeggiata come prima partita ma quest’anno i presupposti per una stagione vincente ci sono tutti e i tifosi aspettano con ansia i risultati del “Process”, parola che ormai è diventata un mantra nella città dove venne firmata la dichiarazione d’indipendenza, iniziato nella scorsa stagione grazie alla speranza riposta nel talento dei numerosi giovani come Embiid, Saric e Simmons.

Ben Simmons, prima scelta assoluta al Draft 2016, durante una partita della Summer League

Quest’ultimo non ha giocato nemmeno un minuto in quella che doveva essere la sua stagione da rookie per colpa di un infortunio al piede, ma si è presentato in gran forma per il training camp e ha già fatto intravedere grandi cose in preseason, soprattutto nell’ultima partita contro gli Heat (Per il prodotto di LSU 19 punti in poco più di un quarto d’ora di gioco, ndr). Gli altri due invece sono i giocatori che più hanno dato speranze ad una grande fanbase come quella di Philadelphia, con un’ottima prima stagione in NBA, nonostante Embiid abbia giocato soltanto 31 partite per problemi fisici, conclusasi con il secondo e il terzo posto nella classifica per il “Rookie of the Year”.

Nonostante la mancata vittoria del premio, il croato e soprattutto il camerunense, hanno fatto vedere ampiamente di cosa sono capaci, con Saric che si è dimostrato un grandissimo “stretch four” e spesso ha fatto ricredere i suoi detrattori per quanto riguarda la parte difensiva del gioco e con Embiid che ha tenuto statistiche che, se spalmate sui 36 minuti, si possono paragonare a quelle di Wilt Chamberlain al suo primo anno in NBA.

Markelle Fultz, prima scelta assoluta del Draft 2017, alla presentazione con la maglia dei Sixers

A questi volti “vecchi”, si sono aggiunti nuovi giocatori a partire dalla notte del Draft, in cui i Sixers si presentavano con la prima scelta, acquisita da Boston, e che non hanno sorpreso nessuno andando a prendere il giocatore più pronto tra le matricole presentatesi, Markelle Fultz, andando così a coprire lo spot di point-guard che, sin dall’addio di Iverson nel 2006, a parte l’annata con Carter-Williams alla guida (Stagione 2013-2014, conclusasi con la vittoria del premio di Rookie of the Year per l’attuale giocatore degli Charlotte Hornets), è stato sempre assegnato a giocatori altalenanti e che rispecchiavano appieno l’andamento perdente della squadra. Proprio per ribaltare questa linea di tanking e sconfitte umilianti che purtroppo per i tifosi va avanti a pieno regime da 5 anni è stato scelto l’ex Washington, ragazzo in grado di aiutare fin da subito la squadra, almeno secondo le premesse: per lui 23.2 punti, 5.7 rimbalzi e 5.9 assist nell’unica stagione al college. Completato il roster con due veterani come Johnson e Redick, i 76ers si sono imposti come obiettivo quello di un’annata vincente e quindi di non farsi sfuggire ciò che a Mr.Duke (soprannome della guardia ex Clippers) non è sfuggito mai durante i suoi 11 anni di carriera NBA, cioè i playoff.

Una delle tante grafiche con il motto lanciato sui social da Joel Embiid: Trus the Process

I presupposti per raggiungere il traguardo ci sono tutti anche se le incognite non mancano: dalla giovane età del roster all’attitudine non vincente della franchigia, dalla propensione agli infortuni all’impatto che avrà Fultz con L’NBA. I tanti giovani a disposizione dei Sixers danno però anche un’arma in più a coach Brown che potrà contare sull’esplosione, non solo dei talenti più blasonati, ma anche sulla conferma di giocatori come Covington (uno dei “3 & D” più sottovalutati della Lega) e McConnell e sulla voglia di rivalsa di un’ex terza scelta assoluta come Jalhil Okafor. A guidare questo gruppo saranno senza dubbio quelli che i tifosi dello stato della Pennsylvania sperano diventino i Big Three per i Sixers, cioè Embiid, Simmons e Fultz con quest’ultimo che però  molto probabilmente sarà il secondo giocatore, non infortunato, nella storia della NBA (l’altro è Anthony Bennett, ndr) ad essere scelto con la numero uno al Draft e a non iniziare in quintetto la prima partita della stagione, causa i pochi minuti disputati in preseason. Nonostante ciò i Sixers hanno sicuramente le carte in regola per strappare un posto ai playoff in una Eastern Conference sempre meno competitiva e, se le aspettative verranno attese e il Process avrà il suo compimento, potranno ambire a qualcosa in più, ripagando dei tifosi fantastici che hanno seguito la squadra anche in queste ultime sciagurate stagioni.

 

Marco Azolini

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About Author

Nato nel 1996 a Roma. Appassionato di basket NBA, che segue da oltre 10 anni sempre più assiduamente, e di Premier League. Lavora per Metropolitan Magazine dal Luglio 2017.

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