Vaccini: senza il certificato ASL non si entra a scuola

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Rimane la legge Lorenzin prevalendo sul decreto emanato dalla Grillo per cui “Ci si può iscrivere a scuola senza certificato”. Intanto il ministro dell’ istruzione si schiera con i presidi.

L’Associazione Nazionale dei Presidi, che oggi ha avuto un primo incontro al Ministero della Salute con il capo di gabinetto sul tema dei vacciniche affermato:

“Allo stato delle cose, se non verrà presentato all’inizio dell’anno scolastico il certificato di avvenuta vaccinazione della Asl, non potremo permettere la frequenza dei bimbi a scuola, a nidi e materne. Non è possibile far prevalere la nuova circolare Grillo. Per ora, almeno fino all’inizio del nuovo anno scolastico, resta in vigore la Legge Lorenzin: sarà quest’ultima ad essere applicata. Non vogliamo alzare muri e cercheremo di evitare di arrivare a questo punto. Diciamo solo che, fin quando non c’è il certificato della Asl, la frequentazione non è possibile ma l’iscrizione rimane. La frequentazione può avvenire dopo la consegna della documentazione a scuola. Siamo dirigenti e siamo obbligati a rispettare le leggi in vigore”

A favore dei presidi oggi si sono pronunciati anche i pediatri. Il Collegio dei professori universitari di pediatria ha pubblicato una nota per sottolineare che la circolare Grillo-Bussetti sull’autocertificazione per i vaccini, “non solo confligge con la vigente normativa sulla certificazione delle vaccinazioni obbligatorie, ma contrasta con il DPR 445/2000 che recita ‘I certificati medici, sanitari … non possono essere sostituiti da altro documento”.

La ministra della Salute Grillo ha risposto ai suoi oppositori una trasmissione di La7 “Omnibus”, facendo riferimento alla posizione dei presidi che hanno dichiarato che – così come previsto dal decreto Lorenzin – senza certificazione Asl i bambini non possono entrare a scuola. 

“Noi abbiamo semplicemente deciso di continuare ad usare lo strumento dell’autocertificazione nel 2018 anche perchè il ministro Lorenzin non ha fatto l’anagrafe nazionale. Autocertificazione significa certificare il vero e non il falso altrimenti sono previsti 6 mesi di carcere. Lo strumento dell’autocertificazione è stato usato per tutto il 2017, non capisco questa presa di posizione di ieri. Lo useremo anche per il 2018 perché Lorenzin non ha istituito l’Anagrafe vaccinale nazionale e non volevamo caricare il cittadino di un onere ulteriore costringendolo a fornire tutta la documentazione”.

Proprio a queste parole ha risposto l’ex ministro della Salute Lorenzin affermando via tweet:  “Qualcuno spieghi a Giulia Grillo che l’autocertificazione prevista dalla legge è norma transitoria in attesa della data perentoria in cui presentare le certificazioni. La sua proroga serve solo ad attendere la norma per eliminare l’obbligo”.

 

Claudia Colabono

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