Wall-e | Dietro le quinte del film Pixar

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Tutte le caratteristiche del film Disney Pixar: Wall-e

Il 22 aprile si festeggia la “giornata della Terra”, oggi si sottolinea la necessità della conservazione delle risorse naturali del pianeta. Wall-e è uno dei film d’animazione che maggiormente ci spinge a pensare alla situazione ambientale, ecco quindi un po’ di dietro le quinte del film.

Wall-e è uscito nel 2008 ed è stato diretto da Andrew Stanton (Alla ricerca di Nemo). Il film ha un indice di gradimento del 96% secondo il sito Rotten Tomatoes. Inoltre ha ricevuto l’Oscar e il Golden Globe come miglior film d’animazione.

I primi passi

Il regista di Wall-e dice sempre che quando si vuole raccontare una storia è bene fissare il finale fin da subito. Proprio lui ha infranto questa regola nel making of di Wall-e. Le idee per il film sono cambiate moltissimo nel corso degli anni, solo la prima scena sulla terra e la presentazione di Wall-e rimaneva pressoché invariata.
Infine si è arrivati al prodotto che conosciamo pensando a una sorta di arca di Noè: i robot che hanno acquisito sensibilità riportano gli uomini sulla terra.

L’ambiente

Wall-e è l’unico robot ancora sulla terra in funzione. Continua a eseguire la sua mansione, senza sapere che è ormai inutile. Il nome significa “Waste Allocation Load Lifter Earth-class”, traducibile come “Sollevatore di Carichi per l’Allocazione dei Rifiuti – serie terrestre”.
Andrew Stanton ha dichiarato che Wall-e non si schiera politicamente, non vuole essere una critica, né una predica ambientalista. Non ci sono neanche intenti profetici: si è semplicemente immaginato un futuro in cui la spazzatura occupa tutto lo spazio.

La terra nel film Wall-e.
La terra all’inizio del film – Photo credit: animationscreencaps.com

Nei primi minuti del film capiamo che cosa è successo nel corso degli anni. La vita sulla Terra è ormai diventata insostenibile, anche a causa della grande quantità di rifiuti. Gli esseri umani allora si imbarcano alla volta dello spazio, in attesa che la Terra venga ripulita da robot come Wall-e. Durante la giornata tipo del robottino vediamo i resti della civiltà in un mondo quasi irriconoscibile. È stato necessario immaginare ogni dettaglio di questo futuro distopico per poter rappresentare al meglio il mondo in cui si muove Wall-e.

I pochi dialoghi

Wall-e è un film d’animazione molto particolare: il protagonista non parla in modo convenzionale, un modo inedito di raccontare la storia. I dialoghi del film sono veramente pochi, solo attraverso alcuni accorgimenti capiamo le intenzioni dei personaggi principali. Per la realizzazione, gli sceneggiatori hanno studiato tutti i film muti di Charlie Chaplin e Buster Keaton, scoprendo l’arte di comunicare senza il sonoro.

Bastano alcuni semplici accorgimenti per comunicare senza dire nulla, ad esempio il gesto di tenersi per mano che affascina Wall-e dall’inizio. Il robottino colleziona gli oggetti che catturano la sua attenzione e tra questi trova un vecchio filmato di Hello, Dolly! (il film del 1969 basato sull’omonimo musical). Nel film d’animazione si vedono le scene del live action originale, sono state fatte solo alcune modifiche in merito alle inquadrature, proprio per focalizzare maggiormente le figure che si tengono per mano.

Una scena di Wall-e mentre guarda Hello, Dolly!
Wall-e che guarda il suo film preferito– Photo credit: animationscreencaps.com

Ci sono altri elementi che aiutano lo spettatore compensando la mancanza di dialoghi. Una caratteristica distintiva dei robot difettosi, che poi saranno quelli che aiuteranno Wall-e, è la presenza dell’elemento rosso per evidenziarli. Questo sarà utile ai fini della storia, ma molto importante anche per far distinguere allo spettatore determinati personaggi che altrimenti sarebbero uguali agli altri. In generale durante tutto il film ci sono giochi di inquadrature, illuminazione e scelte che focalizzano la giusta intimità.

Una scena in cui Wall-e e Eva sono contrassegnati come difettosi e ribelli.
Photo credit: animationscreencaps.com

Le caratteristiche di Wall-e

Durante i primi passi della realizzazione del film, si sono cercati oggetti con una personalità, cioè con caratteristiche che ricordassero figure umane. Il punto di partenza è stata proprio la famosa lampada che ancora oggi fa parte del logo della Pixar.

Logo animato della Pixar
La famosa lampada della Pixar – Photo credit: dal web

Wall-e e Eve hanno qualche elemento antropomorfo, ma non si è voluto esagerare: ad esempio lui non ha i gomiti né le gambe. I due robot rappresentano due estremi della tecnologia: Wall-e è molto rudimentale, costruito quando gli uomini sono scappati dalla Terra, mentre Eve è molto moderna, realizzata circa 700 anni più tardi.
Gli occhi di Wall-e sono stati ispirati da un paio di binocoli, con semplici movimenti riesce infatti a realizzare diverse espressioni. Eve invece è più come una lavagna luminosa, anche a lei sono stati aggiunti gli occhi, ma non ha né la bocca né il naso.

Wall-e si diletta nel collezionare gli oggetti perché ha sviluppato una certa curiosità ed emotività: vuole conoscere cosa è successo prima dell’esodo. Mentre osserva i suoi tesori ricorda un bambino che scopre il mondo per la prima volta. Quando capiamo che Wall-e è rimasto l’unico robot in funzione sulla terra, realizziamo che il suo lavoro è ormai inutile. Andrew Stanton spiega che il robot è l’incarnazione massima dell’inutilità, lo spettatore lo osserva chiedendosi se anche lui si senta in quel modo.

Poster di Wall-e
Quando Wall-e guarda il cielo ci chiediamo se si senta solo – Photo credit: dal web

Inizialmente la presenza della pianta doveva rappresentare semplicemente la perseveranza di Wall-e. Un elemento di tenacia e forza: la vita che riesce a nascere in un mondo-spazzatura (Trash planet era proprio il titolo iniziale del film).

Scene dal vivo

Una particolarità del film Wall-e è che, nonostante sia un film d’animazione, sono presenti parti in live action. La scelta di inserire elementi girati dal vivo è dovuta principalmente al fatto di voler utilizzare Hello, Dolly! fondamentale per accendere la curiosità romantica del protagonista. Quello che ha convinto il regista ad utilizzare proprio questo film è la contrapposizione tra l’ambiente fantascientifico e la musica vintage: un accostamento molto particolare. Quando la storia inizia, quello che vediamo per prima cosa è lo spazio e le prime parole della canzone sono: “Out there…”

L'inizio di Wall-e.
Photo credit: animationscreencaps.com

Le altre scene dal vivo sono le immagini registrate nel passato, cioè i video esplicativi su cioè che gli uomini avrebbero fatto: imbarcarsi sulla Axiom. La differenza tra gli uomini dei vecchi video e quelli dell’epoca in cui è ambientato il film è giustificata dagli anni passati nello spazio. In particolare spiegano che la vita sedentaria che conducono gli umani li ha portati ad avere un cambiamento della loro forma fisica. Infatti vivono in una sorta di vacanza perenne in cui stanno sempre seduti ed esistono robot di ogni tipo per soddisfare qualsiasi loro bisogno.

Oltre ai problemi di obesità, l’uomo ha eliminato completamente i contatti con gli altri. Le comunicazioni avvengono solo tramite schermi, un po’ come succede in una moderna città attuale: tutti troppo concentrati sullo schermo del cellulare per accorgersi di chi ci circonda.
Sarà l’arrivo di Wall-e, con la sua voglia di scoprire e il suo entusiasmo di vedere qualcun altro dopo anni di solitudine, che farà ripartire i primi contatti.

Scena da Wall-e.
Fred Willard spiega la nuova stazza in un video girato dal vivo, parte del film – Photo credit: animationscreencaps.com

La morale

Wall-e nel corso del film non cambia particolarmente, più che altro è colui che fa cambiare gli altri: l’unico che vive veramente e lo insegna anche agli altri. È grazie a lui infatti se gli uomini iniziano di nuovo a guardarsi negli occhi. Eve impara che la direttiva da seguire non è l’unica cosa importante e inizia a sviluppare una sua personalità. Quando Wall-e è quasi in pezzi e fa di tutto per salvare la situazione utilizzando le poche energie rimaste, Eve è finalmente sulla sua stessa lunghezza d’onda. Capisce l’importanza del robot, non solamente ai fini della mansione, ma nota tutte le gentili attenzioni che ha avuto e continua ad avere nei suoi confronti.

Grazie a Wall-e ed Eve gli uomini ritornano sulla terra. La piantina trovata all’inizio del film è all’interno di una scarpa, questa scelta non è casuale, infatti simboleggia l’umanità che torna a camminare.

Wall-e mostra la pianta ad Eve.
Photo credit: animationscreencaps.com

Le macchine si possono sempre aggiustare, non abbiamo dunque il timore che i protagonisti possano morire. Wall-e ha una sua personalità, se venisse resettato sarebbe un po’ come se smettesse di vivere. Nel finale si intrecciano i misteriosi meccanismi dell’amore con la scienza. Wall-e viene quasi resettato, ma l’amore di Eve lo fa rinsavire. Un messaggio nascosto per farci capire che si può essere super efficienti, ma è il nostro lato umano a renderci speciali.

Una scena dal film Wall-e.
Wall-e ed Eve “danzano” nello spazio– Photo credit: animationscreencaps.com

Altri dietro le quinte Disney: Dumbo, La bella addormentata nel bosco.

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